Vaccinazioni Covid ai malati di cancro. Cognetti: “Si procede a macchia di leopardo, partite bene solo Lazio, Veneto e Calabria, nelle altre Regioni si va al rallentatore”

Vaccinazioni Covid ai malati di cancro. Cognetti: “Si procede a macchia di leopardo, partite bene solo Lazio, Veneto e Calabria, nelle altre Regioni si va al rallentatore”

Vaccinazioni Covid ai malati di cancro. Cognetti: “Si procede a macchia di leopardo, partite bene solo Lazio, Veneto e Calabria, nelle altre Regioni si va al rallentatore”
I dati in una Survey aggiornata ad oggi realizzata dalla Foce (Federazione oncologi, ematologi e cardiologi). “Abbiamo messo in sicurezza circa 11.000 ammalati di cancro. Tutto ciò rappresenta uno sprone per tutte le altre Regioni a fare presto e bene”. LA LETTERA A GELMINI.

“Alcune Regioni (Lazio, Veneto e Calabria) avevano già deciso di accogliere subito la nostra istanza e di anticipare le determinazioni Ministeriali giudicando urgente la vaccinazione di malati fragili e quindi ad elevato rischio di mortalità in caso di contagio ultra fragili, inclusi 150.000 pazienti oncologici e 70.000 pazienti oncoematologici in corso di trattamento attivo o trattati negli ultimi 6 mesi. Queste Regioni stanno quindi già completando la vaccinazione di questi ammalati. Abbiamo così già messo in sicurezza circa 11.000 ammalati di cancro. Tutto ciò rappresenta uno sprone per tutte le altre Regioni a fare presto e bene”, a parlare è l’oncologo Francesco Cognetti, presidente della Federazione di oncologi, ematologi e cardiologi (Foce) dopo aver analizzato i dati della survey realizzata dalla stessa Foce (vedi tabella alla fine dell’articolo).
 
Una situazione a macchia di leopardo dinanzi alla quale Cognetti sottolinea come sia “importante che queste vaccinazioni vengano effettuate a cura degli specialisti curanti anche responsabili della selezione di pazienti candidabili in accordo con le caratteristiche cliniche illustrate nel decreto ministeriale e che tali vaccinazioni avvengano negli stessi luoghi di cura ove questi pazienti vengono seguiti”.
 
“Siamo fermamente convinti – aggiunge Cognetti – che l’immediata vaccinazione di questi e degli altri ammalati fragili insieme con i cittadini ultra ottantenni, la cui vaccinazione è tuttora anch’essa lentissima e largamente insufficiente, sia il sistema più valido, insieme certamente con le misure di contenimento del contagio, per abbattere la mortalità tra i contagiati da COVID, che persiste elevatissima nel nostro Paese, la più alta in Europa”.
 
E per sollecitare un cambio di passo a livello nazionale in grado di coinvolgere tutte le Regioni, lo stesso Cognetti ha inviato oggi una lettera alla ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini con i dati della survey di Foce chiedendo alla ministra di “promuovere ogni eventuale azione idonea all’obiettivo della maggiore diffusione possibile delle pratiche vaccinali in questi malati particolarmente fragili, la cui mancata vaccinazione insieme con la vaccinazione dei cittadini ultra ottantenni, anch’essa lenta e largamente insufficiente, sono attualmente gli elementi determinanti la persistenza degli elevatissimi tassi di mortalità tra i contagiati di COVID nel nostro Paese”.
 

24 Marzo 2021

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