Quasi 20 milioni di decessi per morbillo evitati in Africa dal 2000 grazie all’aumento della copertura vaccinale.
È il dato principale che emerge dalla prima analisi dettagliata sugli obiettivi di immunizzazione nel continente, realizzata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la Regione africana insieme a Gavi, The Vaccine Alliance.
Nel complesso, oltre ai 19,5 milioni di morti prevenute per morbillo, più di 500 milioni di bambini sono stati protetti grazie ai programmi di vaccinazione di routine tra il 2000 e il 2024.
Dimezzati i decessi per morbillo in una generazione
I progressi nella lotta al morbillo evidenziano il ruolo centrale degli investimenti continuativi nelle vaccinazioni. Dal 2000, 44 Paesi africani hanno introdotto una seconda dose del vaccino contro il morbillo nei programmi di routine, contribuendo ad aumentare la copertura dal 5% al 55% nel 2024. Le campagne supplementari hanno consentito la somministrazione di 622 milioni di dosi. Nel loro insieme, questi interventi hanno portato a dimezzare i decessi per morbillo nella regione e a ridurre del 40% i casi complessivi.
Nonostante i progressi, permangono differenze tra i Paesi. Nel 2023 e 2024, nove Stati hanno registrato livelli di incidenza molto bassi (meno di cinque casi per milione di abitanti) e nel 2025 Capo Verde, Mauritius e Seychelles sono diventati i primi Paesi dell’Africa subsahariana a raggiungere l’eliminazione di morbillo e rosolia.
Più vaccini e più vite salvate
L’analisi evidenzia anche i risultati più ampi nella lotta alle malattie prevenibili con vaccinazione. Oggi i programmi di immunizzazione di routine coprono 13 patologie, rispetto alle otto del 2000.
Tra i risultati principali:
riduzione del 39% dei decessi per meningite
introduzione del vaccino contro la malaria in 25 Paesi
almeno 1,9 milioni di vite salvate nel solo 2024, di cui il 42% grazie al vaccino contro il morbillo
“In Africa abbiamo assistito a progressi straordinari in meno di una generazione, ampliando la copertura vaccinale e salvando milioni di giovani vite”, ha affermato il dottor Mohamed Janabi, direttore regionale dell’Oms per l’Africa. “Tuttavia, i progressi sono disomogenei e persino in fase di rallentamento, lasciando troppi bambini senza protezione poiché gli obiettivi chiave non vengono ancora raggiunti. Dobbiamo urgentemente rafforzare le vaccinazioni di routine per non lasciare indietro nessun bambino”.
Sul fronte dell’offerta vaccinale, 47 Paesi dell’Africa subsahariana includono il vaccino contro l’epatite B nei programmi di routine (16 già alla nascita), 33 hanno introdotto quello contro la rosolia e 29 il vaccino contro il papillomavirus umano (Hpv), fondamentale per la prevenzione del tumore cervicale.
“Questa analisi dimostra l’immenso potere salvavita dei vaccini quando l’immunizzazione è una priorità politica”, ha sottolineato la CEO di Gavi, Sania Nishtar. “Allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere che questi risultati riflettono realtà molto diverse e che resta molto da fare per raggiungere tutti i bambini, anche nei contesti più fragili e remoti. Con il programma di riforme Gavi Leap puntiamo a rafforzare approcci innovativi e sistemi sostenibili nel lungo periodo”.
Obiettivi Agenda 2030 ancora lontani
L’analisi rappresenta anche uno strumento per valutare i progressi verso gli obiettivi dell’Agenda 2030 per l’immunizzazione, che punta a una copertura del 90% per quattro vaccini chiave: Dtp3 (difterite, tetano e pertosse), Pcv3 (pneumococco), Mcv2 (morbillo) e Hpv.
Nonostante l’aumento del numero di bambini vaccinati e i miglioramenti nella riduzione dei non vaccinati, il continente resta lontano da questo traguardo. La copertura è ancora disomogenea e ampie fasce di popolazione, spesso le più difficili da raggiungere, restano escluse, con un peggioramento dell’equità all’interno dei singoli Paesi.
Le criticità strutturali
Tra i principali ostacoli vengono indicati la crescita demografica, la fragilità dei sistemi sanitari, la scarsa integrazione dei programmi vaccinali nell’assistenza primaria, oltre all’impatto di cambiamenti climatici, crisi umanitarie e instabilità politica.
Per consolidare i risultati ottenuti e proteggere le generazioni future, secondo Oms e Gavi sono necessari investimenti continui e un forte impegno politico. Prioritario è rafforzare sistemi di immunizzazione resilienti a livello subnazionale, per ridurre le disuguaglianze e mantenere una copertura almeno del 90%.
In questo quadro, le organizzazioni internazionali e i partner stanno collaborando con i governi per ampliare ulteriormente la copertura vaccinale e accelerare l’introduzione di nuovi vaccini, in particolare contro malaria e papillomavirus.