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Persone autistiche. Varato progetto ad hoc per oltre 4 milioni e 600 mila euro

Un nato ogni settanta, anche in Toscana, soffre di disturbi dello spettro autistico. Il progetto conta quattro obiettivi: investire sulla ricerca (di base ed applicata) con fondi dedicati, formare dipendenti ed operatori del servizio sanitario e socio-sanitario e accrescere il personale dedicato, in deroga ai tetti di spesa

01 AGO -

Cresce la rete regionale dedicata alle persone autistiche grazie ad un nuovo progetto di tre anni, varato dalla Giunta nelle scorse settimane. Un nato ogni settanta, anche in Toscana, soffre di disturbi dello spettro autistico e il progetto ora messo in campo, spiega una nota della Regione, conta quattro obiettivi: investire sulla ricerca (di base ed applicata) con fondi dedicati, formare dipendenti ed operatori del servizio sanitario e socio-sanitario attraverso master e corsi di perfezionamento universitari specificatamente indirizzati - in particolare sull’analisi del comportamento -, accrescere il personale dedicato, in deroga ai tetti di spesa, per aumentare capacità di diagnosi e di trattamento e sviluppare una rete di cura territoriale per interventi precoci e dispiegati poi nell’arco di tutta la vita, compresa l’integrazione scolastica e l’inclusione sociale e lavorativa.

Dovranno essere le aziende Usl a declinare sul territorio le indicazioni della Regione elaborando progetti specifici, indicando la priorità prescelta tra quelle indicate dal Ministero per la salute e la tipologia di intervento rispetto al progetto regionale.

“Puntiamo a costruire una rete territoriale per la continuità e la qualità delle cure rivolta alle persone con disturbo dello spettro autistico - chiarisce il presidente della Toscana, Eugenio Giani – e ricerca e formazione permanente del personale, oltre alla possibilità di assumere nuovi operatori ma anche la capacità di fare squadra, sono elementi essenziali per centrare la sfida che abbiamo di fronte e realizzare anche progetti di vita e di inclusione”.

In particolare ammontano a 445 mila euro le risorse assegnate dedicate alla ricerca, ad oltre un milione e 539 mila euro quelle per l’incremento del personale, a quasi 462 mila euro per la formazione e a poco meno di 616 mila per lo sviluppo della rete territoriale e dei progetti di vita. In tutto fanno oltre tre milioni di euro del fondo nazionale 2021 a cui si aggiunge 1 milione e 603 mila euro del fondo 2022 da poco assegnato: complessivamente oltre 4 milioni e 600 mila euro.

“Con l’incremento delle equipe territoriali miglioreremo l'efficacia dei servizi di assistenza delle persone con spettro autistico, rendendola sempre più diffusa in modo omogeneo ed equo su tutto il territorio regionale – spiega l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini – La formazione permanente e mirata permetteranno inoltre di qualificare ulteriormente la rete degli interventi, che dovranno concentrarsi sull’integrazione sanitaria e la promozione di competenze per la vita, l’inserimento e la socializzazione”.

Un approccio globale, non solo sanitario. “Insieme alla cura si tiene infatti presente la dimensione sociale dei bisogni e dei diritti delle persone con autismo e delle loro famiglie – spiega l’assessora alle politiche sociali, Serena Spinelli - , oltre alla centralità dei percorsi d'inclusione sociale e lavorativa e per lo sviluppo dell'autonomia personale”. “Questa risposta integrata – prosegue Spinelli - ha bisogno di equipe multidisciplinari tra settori e professionalità diverse, per mettere sempre più al centro le persone e il loro progetto di vita individuale tenendo conto dei bisogni ma anche dei desideri e delle potenzialità di ciascuno”.

Risposte che hanno bisogno di un lavoro di squadra. “Sappiamo – conclude l’assessora - che molta strada resta ancora da fare e ringraziamo le associazioni per l'autismo toscane per la collaborazione e l'impegno profuso in tante attività e per la volontà di un confronto costante e proficuo con le istituzioni regionali”.

Le associazioni plaudono. “Si tratta di un cambio di prospettiva non indifferente – commenta Andrea Laurenzi, vice presidente di Autismo Toscana che è una delle associazioni del coordinamento regionale – Il nostro mondo ha bisogno infatti di interventi molto trasversali ed impegnativi”.

“Possiamo iniziare a percorrere una strada nuova e siamo pronti a dare il nostro contributo – aggiunge il presidente di Autismo Toscana, Marino Lupi – Questo progetto costituisce un punto di partenza e un passo in avanti molto importante. C’era bisogno di risorse ed idee per far sì che le persone autistiche avessero servizi e risposte adeguate ed ora ci sono”.

Se la Toscana ha colto al balzo la possibilità offerta dalla legge nazionale (ed ha subito deliberato), la Toscana non parte da zero sul fronte dei servizi rivolti alle persone autistiche.

La programmazione regionale, in base al piano sanitario sociale integrato 2018-2020 e alle linee operative approvate poi dalla giunta nel 2020 e che ne costituiscono il documento di riferimento, promuove la progettazione individuale a favore delle persone con disturbo dello spettro autistico e per le persone con disabilità intellettiva, con attività formative rivolte anche ai familiari. E’ impegnata anche a diffondere e implementare gli strumenti di valutazione della qualità di vita e della partecipazione. Progettualità specifiche sono sostenute attraverso le risorse nazionali del fondo autismo e risorse proprie regionali, a cui si aggiungono da quest’anno, il 2023, le risorse del fondo di inclusione.

Tra i percorsi progettuali già in atto, conclude la nota della Regione, figurano l’accordo di collaborazione tra Regione Toscana e Istituto superiore di sanità per la realizzazione del progetto esecutivo dal titolo “NEtwork Toscano per il riconoscimento, la diagnosi e l’intervento precoce dei disturbi dello spettro autistico, il progetto “Eva” per la definizione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale, regionale, per la cura e la formazione di professionisti ed operatori, il progetto “Net aut 1 e 2” che si pone l’obiettivo, tra gli altri, di definire una metodologia per l’individuazione precoce sulla popolazione a rischio, il progetto regionale “Per la vita” e, dal 2019, protocolli di controllo concordati con la società dei neonatologi sui bambini ad uno, sei, sei, nove, dodici, diciotto, ventiquattro e trentasei mesi di vita in base ai profili di sviluppo



01 agosto 2023
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