AI. Dal 23 ottobre in vigore il nuovo decreto: controlli, sanzioni e formazione. Novità anche per l’ECM

AI. Dal 23 ottobre in vigore il nuovo decreto: controlli, sanzioni e formazione. Novità anche per l’ECM

AI. Dal 23 ottobre in vigore il nuovo decreto: controlli, sanzioni e formazione. Novità anche per l’ECM

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 179/2026, in vigore dal 23 ottobre, che adegua la normativa italiana all'AI Act europeo. Definiti i poteri delle autorità di vigilanza, le sanzioni e le nuove disposizioni sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel lavoro, nelle professioni e nella formazione. Per i professionisti sanitari prevista una quota dell'obbligo ECM triennale dedicata all'IA, da definire entro sei mesi. Nuovi programmi anche per la formazione manageriale in sanità. IL TESTO

Nuove regole per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in Italia, dai controlli sulle tecnologie alle sanzioni per le violazioni, fino alla formazione dei professionisti e alla tutela dei lavoratori. È quanto prevede il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre e in vigore dal prossimo 23 ottobre. Il provvedimento, composto da 54 articoli, adegua la normativa nazionale al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act), dando attuazione alla legge 132/2025. L’obiettivo è definire un sistema di governance che garantisca un utilizzo corretto, trasparente e responsabile dell’IA, nel rispetto dei diritti fondamentali e della centralità della persona.

Il decreto disciplina innanzitutto i poteri delle autorità nazionali, individuando nell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) l’autorità di notifica e nell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) il principale organismo di vigilanza del mercato, con funzioni di controllo, ispezione e coordinamento. Vengono inoltre introdotte disposizioni sulle sanzioni amministrative, che per le violazioni più gravi possono raggiungere i 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale annuo, e istituito uno spazio nazionale di sperimentazione per favorire lo sviluppo di sistemi di IA conformi alla normativa europea. Tra le novità di maggiore interesse per la sanità figura l’introduzione di percorsi formativi sull’intelligenza artificiale nell’Educazione continua in medicina (ECM).

Vigilanza e sanzioni: i nuovi poteri delle autorità nazionali

Uno dei principali interventi del decreto riguarda la definizione del sistema di controllo sull’intelligenza artificiale. All’AgID vengono attribuite le funzioni di autorità nazionale di notifica, con il compito di predisporre le procedure per la valutazione, la designazione e il monitoraggio degli organismi incaricati di verificare la conformità dei sistemi di IA. L’ACN assume invece il ruolo di autorità generale di vigilanza del mercato e di punto di contatto unico, con poteri ispettivi che comprendono anche controlli a distanza o in loco, senza preavviso, nei casi previsti dalla normativa europea.

Il sistema prevede inoltre il coinvolgimento di altre autorità competenti, tra cui il Garante per la protezione dei dati personali, la Banca d’Italia, la Consob e l’Ivass, ciascuna per i rispettivi ambiti di intervento. Sono previsti meccanismi di cooperazione e scambio di informazioni, anche per garantire risposte rapide in presenza di incidenti gravi.

Sul piano sanzionatorio, oltre alle multe fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo per le pratiche vietate, il decreto prevede sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato per la violazione di specifici obblighi previsti dall’AI Act. Per le infrazioni meno gravi le autorità potranno adottare misure alternative alle sanzioni pecuniarie, come ordini di eliminazione delle irregolarità o dichiarazioni pubbliche delle violazioni.

Formazione ECM e manageriale: cosa cambia per i professionisti sanitari

L’articolo 51 stabilisce che una specifica percentuale dell’obbligo formativo individuale triennale dei professionisti sanitari dovrà essere destinata all’acquisizione di competenze sull’utilizzo di queste tecnologie. Il provvedimento non indica ancora il numero di crediti ECM da acquisire, ma prevede che la formazione riguardi gli aspetti tecnici, giuridici e deontologici dell’intelligenza artificiale, dalle modalità di funzionamento e utilizzo dei sistemi alle responsabilità professionali e agli obblighi informativi.

L’introduzione dell’intelligenza artificiale nei programmi ECM dovrà essere disciplinata anche attraverso un accordo in Conferenza Stato-Regioni, da concludere entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto, come previsto dall’articolo 47. I percorsi dovranno fornire ai professionisti gli strumenti necessari per comprendere potenzialità e limiti dei sistemi di IA, interpretarli criticamente e utilizzarli nel rispetto dei principi di sicurezza, responsabilità e centralità della persona.

Il provvedimento interviene anche sulla formazione manageriale in sanità, affidando all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) il compito di individuare, sempre entro sei mesi, specifici programmi di alfabetizzazione e formazione sull’intelligenza artificiale da inserire nei corsi di formazione manageriale previsti dal decreto legislativo 502/1992. L’aggiornamento delle competenze riguarderà dunque anche la gestione e l’organizzazione dei servizi sanitari, ambiti nei quali l’intelligenza artificiale può essere impiegata per l’analisi dei dati, il supporto alle decisioni e l’ottimizzazione dei processi organizzativi.

Entro il 23 aprile 2027, entro la quale dovranno essere definiti sia la quota dell’obbligo formativo ECM dedicata all’intelligenza artificiale sia i nuovi programmi di formazione manageriale.

Professioni, università e scuole: la formazione sull’IA entra nei percorsi educativi

La formazione rappresenta uno dei capitoli centrali del decreto. L’articolo 47 stabilisce che gli ordini professionali debbano integrare nei programmi di formazione iniziale e continua percorsi di alfabetizzazione e aggiornamento sull’intelligenza artificiale. I contenuti dovranno comprendere aspetti tecnici, normativi e deontologici, prevedendo un monte ore minimo per ciascun periodo di valutazione della formazione continua. I consigli nazionali degli ordini e dei collegi avranno sei mesi per adeguare i propri regolamenti o atti organizzativi.

Il provvedimento coinvolge anche le università e gli istituti di formazione superiore, chiamati a promuovere l’acquisizione di competenze sull’utilizzo sicuro e consapevole dell’IA. Per i corsi di studio di ambito medico e biomedico viene espressamente prevista l’integrazione dei profili etici e giuridici, accanto alla conoscenza delle potenzialità e dei limiti degli strumenti tecnologici.

Specifiche disposizioni riguardano inoltre il sistema scolastico, con iniziative rivolte agli studenti e alla formazione dei docenti. Il decreto introduce anche un piano di interventi per affrontare i rischi legati all’utilizzo eccessivo e non consapevole dei social media e delle piattaforme digitali, comprese quelle basate sull’intelligenza artificiale, con risorse fino a 100 milioni di euro nell’ambito del Programma nazionale Scuola e Competenze 2021-2027.

Lavoro e sicurezza: le decisioni devono restare sotto il controllo umano

Sul fronte del lavoro, l’articolo 41 introduce specifiche garanzie per i dipendenti nei processi decisionali supportati dall’intelligenza artificiale. Le decisioni finali relative all’assunzione, alla modifica o alla cessazione del rapporto di lavoro, così come i provvedimenti disciplinari e le valutazioni delle prestazioni, non potranno essere adottate esclusivamente sulla base di trattamenti automatizzati. Dovrà essere garantito l’intervento effettivo di una persona fisica, responsabile della decisione definitiva. La norma prevede una specifica esclusione per le attività di ricerca e selezione delle candidature.

I lavoratori potranno inoltre richiedere una spiegazione comprensibile delle decisioni che li riguardano, compresa l’eventuale incidenza dei sistemi di intelligenza artificiale e dei principali parametri utilizzati. Le decisioni adottate in violazione delle disposizioni sono considerate nulle.

Particolare attenzione viene riservata anche alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. L’articolo 42 stabilisce che l’introduzione di sistemi di IA capaci di incidere sull’organizzazione delle attività, sui ritmi produttivi o sui processi decisionali rilevanti per la sicurezza debba essere considerata nell’ambito della valutazione dei rischi prevista dal decreto legislativo 81/2008. I datori di lavoro saranno inoltre tenuti a garantire adeguata informazione e formazione sui rischi specifici connessi all’utilizzo di queste tecnologie.

Sperimentazione e innovazione: istituito uno spazio nazionale per l’intelligenza artificiale

Il decreto istituisce infine uno Spazio di sperimentazione italiano per l’IA, gestito congiuntamente da AgID e ACN, destinato a sostenere lo sviluppo e la verifica di sistemi innovativi in un ambiente controllato. L’obiettivo è favorire la ricerca, la competitività e l’accesso al mercato europeo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese e alle start-up.

Sono previste anche misure per rafforzare la collaborazione tra università, enti di ricerca e imprese, favorendo il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di nuove competenze. Ulteriori disposizioni intervengono sull’equo compenso dei professionisti che utilizzano sistemi di IA e sulla tutela dei dati, degli algoritmi e dei metodi matematici impiegati per l’addestramento dei sistemi, quando ricorrano i requisiti previsti dalla normativa sui segreti commerciali.

Gloria Frezza

12 Ottobre 2026

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