IA. Il Governo vara le nuove regole: corsi Ecm ad hoc per i professionisti sanitari e formazione per i manager

IA. Il Governo vara le nuove regole: corsi Ecm ad hoc per i professionisti sanitari e formazione per i manager

IA. Il Governo vara le nuove regole: corsi Ecm ad hoc per i professionisti sanitari e formazione per i manager

Approvato il decreto che recepisce l'AI Act europeo. Previsti nuovi obblighi formativi per i professionisti della salute, percorsi dedicati ai dirigenti del Ssn, tutele per i lavoratori e spazi controllati per sperimentare i sistemi di intelligenza artificiale. LA BOZZA

L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nella sanità italiana, ma con una regola precisa: gli algoritmi dovranno affiancare i professionisti, non sostituirli. È questo il principio che emerge dalle disposizioni contenute nel decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri per l’attuazione del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act), che dedica un capitolo specifico alla formazione del personale sanitario, alla governance delle nuove tecnologie e alla loro integrazione nei percorsi assistenziali del Servizio sanitario nazionale.

Uno degli interventi più significativi riguarda la formazione continua in medicina. Il decreto stabilisce che la Commissione nazionale per la formazione continua dovrà individuare una quota specifica dell’obbligo formativo ECM da destinare all’alfabetizzazione e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Medici, infermieri, farmacisti e tutte le professioni sanitarie saranno quindi chiamati ad acquisire competenze non soltanto tecniche, ma anche etiche, giuridiche e deontologiche legate all’impiego di questi strumenti nella pratica professionale.

La scelta nasce dalla consapevolezza che l’intelligenza artificiale non rappresenta più una prospettiva futura ma una realtà già presente nella diagnostica, nell’analisi dei dati clinici, nella gestione dei percorsi di cura e nell’organizzazione dei servizi. Per questo il legislatore punta a rendere strutturale la formazione, inserendola all’interno del sistema ECM che costituisce il principale strumento di aggiornamento professionale del personale sanitario.

Accanto alla formazione degli operatori, il decreto interviene anche sulla preparazione della classe dirigente della sanità pubblica. Ad Agenas viene affidato il compito di individuare specifici programmi formativi dedicati all’intelligenza artificiale da inserire nei corsi manageriali destinati ai direttori generali, sanitari e amministrativi delle aziende del Servizio sanitario nazionale. L’obiettivo è fornire ai vertici delle organizzazioni sanitarie le competenze necessarie per governare processi sempre più complessi, caratterizzati dall’introduzione di sistemi digitali avanzati e strumenti di supporto decisionale basati sull’IA.

La relazione illustrativa collega esplicitamente queste disposizioni agli investimenti del PNRR destinati alla sanità territoriale. In particolare viene richiamato il progetto che prevede la realizzazione di un’infrastruttura nazionale di intelligenza artificiale a supporto delle cure primarie e delle Case di comunità. Si tratta di sistemi progettati per assistere i professionisti nella gestione dei pazienti cronici attraverso suggerimenti diagnostici e terapeutici non vincolanti, lasciando sempre al medico la responsabilità finale delle decisioni cliniche.

Proprio il mantenimento del controllo umano rappresenta uno dei principi cardine dell’intero impianto normativo. Il decreto recepisce infatti la filosofia dell’AI Act europeo secondo cui i sistemi di intelligenza artificiale possono supportare l’attività professionale, ma non sostituire il giudizio e la responsabilità delle persone. Un principio che assume particolare rilevanza in sanità, dove le decisioni incidono direttamente sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini.

Un altro capitolo importante riguarda il lavoro nelle strutture sanitarie. Le norme introdotte stabiliscono che nessuna decisione relativa all’assunzione, alla carriera, alla valutazione professionale o all’eventuale cessazione del rapporto di lavoro possa essere adottata esclusivamente da sistemi automatizzati. La decisione finale deve sempre essere assunta da una persona fisica dotata dei necessari poteri decisionali, che conserva la possibilità di valutare criticamente le indicazioni fornite dagli algoritmi.

Il decreto interviene inoltre sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, prevedendo che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale venga considerato all’interno della valutazione dei rischi quando può incidere sull’organizzazione del lavoro, sui carichi professionali o sulle modalità di svolgimento delle attività. Le aziende sanitarie saranno quindi chiamate a valutare preventivamente l’impatto delle nuove tecnologie e a garantire adeguata informazione e formazione al personale.

Infine, il provvedimento apre la strada alla sperimentazione controllata di nuove applicazioni dell’intelligenza artificiale attraverso gli spazi di sperimentazione normativa previsti dall’AI Act. Questi ambienti consentiranno di testare in condizioni controllate sistemi innovativi, comprese soluzioni destinate all’ambito sanitario, favorendo lo sviluppo di nuove tecnologie senza rinunciare alle necessarie garanzie di sicurezza.

Giovanni Rodriquez

10 Giugno 2026

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