Il nostro Ssn secondo la Corte dei Conti

Il nostro Ssn secondo la Corte dei Conti

Il nostro Ssn secondo la Corte dei Conti

Gentile Direttore, spesa stabile su PIL con criticità di gestione e divari territoriali: questo, in estrema sintesi, il nostro SSN secondo la Corte dei conti.

Gentile Direttore,

spesa stabile su PIL con criticità di gestione e divari territoriali: questo, in estrema sintesi, il nostro SSN secondo la Corte dei conti.

Con una Relazione al Parlamento sulla gestione dei Servizi Sanitari Regionali, approvata dalla Sezione autonomie con Delibera n. 21/2025 pubblicata in data di ieri 19 gennaio 2026, la Sezione Autonomie della Corte dei conti ha apertamente dichiarato, a seguito di un approfondito esame che si è snodato in ben 268 pagine attraversando un esame incrociato di tutte le Regioni, che il nostro SSN dopo la pandemia ancora risulta contrassegnato da forti disomogeneità territoriali e criticità gestionali, seppur avviato verso una fase di consolidamento.

Traducendo il tutto in numeri, emerge l’aumento da 131 a 138 miliardi della spesa sanitaria pubblica riferita al triennio trascorso, con una crescita del 4,9% rispetto al 2023 e il mantenimento di un’incidenza stabile sul PIL (6,3-6,4%, a fronte di una media europea pari al 6,9%), precisando che detto aumento è determinato dalle voci di spesa relative a personale (+5,6%) e consumi intermedi (+7,5%), ma ridotto a un incremento reale di poco superiore all’1% a causa dell’inflazione.

Tanto ha caratterizzato una dinamica di spesa più difensiva dello stato raggiunto che espansiva ed ha rilevato che la spesa privata – cresciuta a tal punto da collocarsi tra le più elevate sulla media europea – e i divari territoriali indeboliscono l’equità di accesso e l’universalità del servizio (nel 2024 la spesa sanitaria complessiva è stata di 185 miliardi, di cui il 74% a carico di PA e assicurazioni obbligatorie, il 22% a carico delle famiglie e il 3% a carico dei regimi volontari).

Prima di arrivare ad una conclusione generale – dove evidenzia un SSN in fase di consolidamento dopo la pandemia, con spesa stabile in percentuale del PIL ma con rigidità strutturali, divari regionali persistenti e necessità di accelerare gli investimenti PNRR rilevando che il futuro del SSN dipenderà dalla capacità di trasformare l’aumento nominale della spesa in miglioramento effettivo dei servizi, rafforzando equità territoriale, digitalizzazione, prossimità e sostenibilità – la relazione per ognuno dei punti trattati opera una breve sintesi.

1. Spesa pubblica per la sanità nel confronto europeo.

La sanità italiana mostra stabilità di finanziamento rispetto al PIL e lieve espansione in valore nominale, ma con pressioni inflazionistiche e criticità distributive, questo richiede il rafforzamento dell’efficienza e della qualità della spesa, orientandola verso prevenzione e prossimità territoriale.

Continuando il trend già verificato negli anni precedenti, si è rilevata una spesa sanitaria pubblica italiana nettamente inferiore rispetto alla media dei partners europei, sia in valore pro capite che in percentuale di PIL, condizionata com’è da più stringenti vincoli di finanza pubblica, stante le ingenti dimensioni del debito.

L’allarme per un’eventuale crescita è dato dalla generale tendenza alla stabilizzazione del finanziamento post-pandemia, che nasconde in sé il rischio di realizzare un modello di spesa sanitaria molto conservativa dell’esistente, piuttosto che diretta a potenziare capacità e servizi.

In percentuali, la spesa complessiva per assistenza sanitaria di 185 mld, il 74% è stata a carico della PA e assicurazioni obbligatorie, il 22% delle famiglie e il 3% a carico dei regimi volontari.

Le rilevate diseguaglianze territoriali e l’ampio ricorso a prestazioni private (ambulatoriali e diagnostiche) indicano un indebolimento dell’equità di accesso.

2. Previsioni per il triennio successivo 2025-2028 e protezione sociale.

Il welfare italiano entra in una fase di riassestamento, con la sanità ancora pilastro centrale ma sotto pressione con le sfide principali che si configurano come efficienza allocativa e qualità della spesa.

Secondo le stime del MEF la spesa sanitaria crescerà con tasso medio di incremento del 3,7% annuo fino a raggiungere i 155,6 miliardi di euro nel 2028.

L’incidenza sul PIL resterà stabile, ma la sostenibilità dipenderà dal contenimento della spesa previdenziale che assorbe il 68% della spesa per welfare e dall’evoluzione demografica, mentre la spesa per protezione sociale mostra una ricomposizione qualitativa: calano gli interventi emergenziali e aumentano i fondi strutturali (salute mentale, disabilità, giovani).

3. Investimenti del SSN e PNRR – Missione 6 “Salute”.

La realizzazione di questa Missione richiede accelerazione e coordinamento per rispettare il vincolo del 40% al Sud e assicurare l’effettivo riequilibrio territoriale, prevedendo circa l’8% del PNRR finalizzata a rafforzare prossimità, digitalizzazione e infrastrutture sanitarie in quanto a fine 2024 risulta completato il 41% degli obiettivi UE, mentre il restante 59% deve concludersi nel biennio 2025-2026.

E, le Regioni del Mezzogiorno pur detenendo la maggioranza dei progetti, hanno minori finanziamenti effettivi.

4. Case e Ospedali di Comunità, telemedicina

La rete di prossimità rappresenta l’asse strategico per il nuovo SSN, ma la piena operatività dipenderà da tempi di attuazione e copertura di personale sanitario e para-sanitario perché il monitoraggio effettuato evidenzia ritardi nell’avvio dei lavori e difficoltà di reclutamento del personale, anche se i progetti attivati indicano buone pratiche di integrazione sociosanitaria per via dei numeri che annoverano la previsione di 1.038 Case della Comunità (2 miliardi di euro) e almeno 307 Ospedali di Comunità (1 mld), cardini della riorganizzazione territoriale.

5. Finanziamento e risultati economici

È emerso che il sistema di finanziamento, ha garantito finora la tenuta complessiva, ma la sostenibilità richiede miglioramenti gestionali, controllo dei costi del personale e monitoraggio dei debiti verso fornitori, atteso che il finanziamento ordinario cresce e, seppur si riduce l’incidenza sul PIL, la composizione delle risorse varia in quanto si aumentano le quote regionali e si riduce il margine di mobilità sanitaria.

A rilevare, purtuttavia, è la persistenza dei divari territoriali e la disomogeneità nei risultati di bilancio degli enti SSN.

6. Divari territoriali nei LEA e performance regionali

La riduzione dei divari nei Lea resta obiettivo prioritario per assicurare il diritto universale alla salute, coerentemente con l’art. 32 Cost., atteso che delle differenze significative nella loro garanzia tra Nord e Sud, continuano a permanere lasciando emergere che le Regioni con punteggi più bassi presentano inefficienze strutturali, carenze di personale e ritardi negli investimenti PNRR.

7. Spesa farmaceutica e payback

Il sistema della spesa farmaceutica – caratterizzata dalla crescita l’uso di generici e biosimilari – ha mostrato di mantenere l’equilibrio finanziario necessitando, purtuttavia, una revisione del payback e di una governance più stabile per assicurare sostenibilità e innovazione, posto che nel 2024 la spesa farmaceutica complessiva supera il tetto programmato del 15 % del FSN e l’introduzione dei nuovi tetti di spesa ed il meccanismo di payback, pur garantendo equilibrio finanziario, aumentano i contenziosi con le imprese.

8. Tavoli tecnici e Regioni in piano di rientro

Pur a fronte della registrazione di progressi nei conti, si è rilevato come ancora lontana sia la piena autonomia gestionale, necessitando di una stabilizzazione di governance e di capacità amministrativa.

Alcune Regioni in piano di rientro – come Calabria, Molise, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo, Puglia – pur mostrando miglioramenti di bilancio, lasciano intravedere la persistenza di criticità gestionali, motivo per il quale, si ritiene essenziale rafforzare il coordinamento tra Tavoli tecnici, Agenas e MEF per assicurare il rientro strutturale.

Conclusivamente, allora, a soffrirne in modo persistente, sono i LEA che continuano a presentare significative disuguaglianze ed un innegabile disallineamento Nord-Sud, nonostante per quelle Regioni che comunque restano in piano di rientro, si siano registrati alcuni miglioramenti.

Come anche il censito aumento della mobilità sanitaria interregionale segna divari nell’attrattività e nella capacità di erogazione dei servizi.

La relazione è intervenuta, altresì, anche in merito agli investimenti PNRR della Missione 6 (Salute), in cui sono previsti oltre 15 miliardi per rafforzare prossimità, digitalizzazione e infrastrutture sanitarie.

La rete di prossimità pur essendo stata considerata come asse strategico per il nuovo SSN, purtuttavia, soffre di ritardi nell’avvio dei lavori e difficoltà nella copertura delle vacanze di personale, con carenze di profili sanitari e tecnici capaci di limitare la piena operatività delle nuove strutture.

Uno sguardo attento anche al settore farmaceutico che ha riscontrato, da parte della spesa complessiva 2024, un superamento del tetto programmato di una percentuale pari al 15% del FSN.

Come anche ha rilevato che l’introduzione dei nuovi tetti di spesa e il meccanismo del payback garantiscono un equilibrio finanziario anche se quest’ultimo possiede un’altissima alea legata ancora ai contenziosi giudiziari instaurati con le imprese non ancora conclusi.

Sul versante del personale, è stato rilevato che, in generale, la carenza di risorse pubbliche si riflette nella difficoltà di reclutamento e di mantenimento in servizio del personale, tanto da aver fatto riscontrare un ricorso significativo ai contratti flessibili e, in alcune regioni, ai c.d. “gettonisti”, sistema che, nonostante i recenti interventi normativi finalizzati ad una loro seria limitazione, purtuttavia continuano a drenare i maggiori costi richiedendo un monitoraggio costante.

In generale e conclusivamente, allora, la Sezione Autonomie della Corte dei conti ha richiamato la necessità di rafforzare la governance, accelerare gli investimenti, stabilizzare il personale e correggere i divari tra Regioni rilevando che un futuro migliore e maggiormente efficiente del SSN sarà strettamente condizionato dalla capacità di trasformare le risorse in servizi qualitativamente migliori, aumentando l’efficienza gestionale e rafforzando l’equità territoriale.

Fernanda Fraioli
Presidente di Sezione della Corte dei Conti
Procuratore regionale per il Piemonte

Fernanda Fraioli

20 Gennaio 2026

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