Medici no-vax reintegrati, SIMI: “A rischio fiducia, evidenze scientifiche e tutela della salute pubblica”

Medici no-vax reintegrati, SIMI: “A rischio fiducia, evidenze scientifiche e tutela della salute pubblica”

Medici no-vax reintegrati, SIMI: “A rischio fiducia, evidenze scientifiche e tutela della salute pubblica”

Il Consiglio direttivo della Società Italiana di Medicina Interna esprime “meraviglia e preoccupazione” per la decisione del Governo di consentire il reintegro dei medici no-vax sospesi durante la pandemia per il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale. 

La Società Italiana di Medicina Interna interviene sul reintegro dei medici no-vax sospesi durante la pandemia di Covid-19 per il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale previsto dalla normativa allora vigente. Il Consiglio direttivo di SIMI esprime “meraviglia e preoccupazione” per la decisione del Governo di consentire il rientro di professionisti che, in numerosi casi, erano stati anche destinatari di provvedimenti disciplinari da parte degli Ordini professionali.

“Come Società Scientifica riteniamo doveroso esprimere la nostra contrarietà a una decisione che consente il rientro nel Servizio Sanitario Nazionale di professionisti che hanno pubblicamente assunto posizioni in contrasto con le evidenze scientifiche consolidate e con le raccomandazioni formulate dalle principali istituzioni scientifiche nazionali e internazionali”, afferma il Consiglio direttivo SIMI.

Non ridurre il tema alla vaccinazione anti-Covid

Sarebbe riduttivo circoscrivere il dibattito alla sola vaccinazione anti-Covid. SIMI sottolinea infatti che, in numerosi casi, le posizioni no-vax si sono estese anche a programmi vaccinali consolidati da decenni, compresi quelli che hanno permesso di controllare o eliminare malattie gravi come poliomielite, difterite e morbillo.

Il mantenimento di coperture vaccinali adeguate, ricorda la Società scientifica, rappresenta uno dei principali strumenti di tutela della salute pubblica. Una loro riduzione espone concretamente al rischio di ricomparsa di epidemie anche nei Paesi ad alto reddito.

SIMI richiama gli eventi verificatisi recentemente negli Stati Uniti, dove il calo delle coperture vaccinali è stato associato alla ricomparsa di importanti focolai di morbillo. Si tratta, secondo la Società Italiana di Medicina Interna, di un esempio che dimostra quanto rapidamente possano riemergere malattie considerate sotto controllo e quanto sia essenziale preservare la fiducia della popolazione nei programmi vaccinali.

Medicina basata sulle evidenze al centro del rapporto di cura

Il Consiglio direttivo SIMI evidenzia anche un altro elemento di preoccupazione: in molti casi, la sfiducia verso le vaccinazioni si inserisce in una più ampia diffidenza nei confronti della medicina basata sulle evidenze. Questa diffidenza può coinvolgere diversi ambiti della pratica clinica, dall’infettivologia all’oncologia, dall’immunologia alla prevenzione.

“Il cittadino che si rivolge al Servizio Sanitario Nazionale deve poter confidare nel fatto che le decisioni cliniche siano fondate sulle migliori prove scientifiche disponibili, pur nel rispetto dell’autonomia professionale e della personalizzazione delle cure”, sottolinea SIMI.

Trasparenza verso i cittadini

La SIMI ritiene necessario aprire una riflessione sul tema della trasparenza nei confronti dei cittadini. Chi accede al Servizio Sanitario Nazionale, osserva SIMI, non sceglie il singolo professionista, ma affida la propria salute a un sistema pubblico che deve garantire standard assistenziali uniformi e fondati sulle evidenze scientifiche.

Allo stesso tempo, chi nutre convinzioni differenti deve essere libero di rivolgersi, nell’ambito dell’attività privata, ai professionisti ritenuti più vicini alle proprie idee. “Analogamente, i cittadini che desiderano essere curati secondo le raccomandazioni validate dalla comunità scientifica devono poter confidare che tali principi costituiscano il riferimento dell’attività clinica loro prestata”, afferma il Consiglio direttivo.

Implicazioni etiche e deontologiche

SIMI pone al centro della propria posizione la tutela della salute dei cittadini e le implicazioni etiche e deontologiche della questione. L’esercizio della professione medica, ricorda la Società scientifica, richiede il rispetto del Codice di Deontologia Medica, che impegna il medico ad aggiornare costantemente le proprie conoscenze e a fondare la pratica clinica sulle migliori evidenze scientifiche disponibili nell’interesse del paziente.

Per SIMI, il reintegro di professionisti che abbiano pubblicamente contestato tali riferimenti solleva quindi interrogativi rilevanti sul piano della responsabilità professionale e della fiducia nel sistema sanitario.

I Direttori di Struttura Complessa sono chiamati a garantire, anche attraverso la propria responsabilità di vigilanza, il rispetto delle linee guida, delle buone pratiche clinico-assistenziali e degli standard di qualità delle cure da parte dei professionisti che operano nelle rispettive unità operative. “La presenza di collaboratori che dichiarino di non riconoscere tali riferimenti potrebbe determinare evidenti criticità gestionali”, avverte SIMI.

Responsabilità professionale e Legge Gelli-Bianco

Un ulteriore nodo riguarda i possibili riflessi in materia di responsabilità professionale. SIMI richiama la Legge 8 marzo 2017, n. 24, nota come Legge Gelli-Bianco, che individua nelle linee guida e nelle buone pratiche clinico-assistenziali il principale riferimento per la valutazione della condotta professionale.

In questo contesto, osserva la Società scientifica, potrebbe risultare complesso, anche per le amministrazioni sanitarie, sostenere la posizione di professionisti che abbiano consapevolmente dichiarato di non riconoscere il valore delle raccomandazioni scientifiche alla base della pratica clinica contemporanea.

“La Società Italiana di Medicina Interna ribadisce il proprio impegno nella promozione della medicina basata sulle evidenze, della cultura scientifica e della tutela della salute pubblica, nella convinzione che il rapporto di fiducia tra cittadini, professionisti e Servizio Sanitario Nazionale rappresenti un patrimonio da preservare con responsabilità, rigore e trasparenza” conclude SIMI.

20 Luglio 2026

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