Nuovo Decreto Tariffe e assistenza protesica: un chiarimento sul metodo è necessario

Nuovo Decreto Tariffe e assistenza protesica: un chiarimento sul metodo è necessario

Nuovo Decreto Tariffe e assistenza protesica: un chiarimento sul metodo è necessario

Gentile Direttore, desidero ringraziarLa per l’attenzione e lo spazio che Quotidiano Sanità ha voluto dedicare alla posizione della nostra Federazione, pubblicando il recente comunicato relativo alla bozza del nuovo Decreto Tariffe.Come abbiamo evidenziato, il testo attualmente in discussione – pur introducendo la rivalutazione di alcuni codici ISO – non supera le criticità che hanno portato alla nota sentenza n. 22313/2025 del TAR Lazio.

Gentile Direttore,

desidero ringraziarLa per l’attenzione e lo spazio che Quotidiano Sanità ha voluto dedicare alla posizione della nostra Federazione, pubblicando il recente comunicato relativo alla bozza del nuovo Decreto Tariffe.
Come abbiamo evidenziato, il testo attualmente in discussione – pur introducendo la rivalutazione di alcuni codici ISO – non supera le criticità che hanno portato alla nota sentenza n. 22313/2025 del TAR Lazio.

Il contenzioso avviato da FIOTO contro il Decreto Tariffe del 2023 (poi confluito nel DM 25 novembre 2024) ha stabilito un principio chiaro: il Ministero della Salute deve procedere a un’istruttoria completa basata sull’effettiva rilevazione dei costi sostenuti dagli erogatori per assicurare prestazioni protesiche appropriate, sicure e personalizzate.
Intervenire solo su una quota circoscritta di codici, senza criteri tecnici ed economici resi trasparenti e con adeguamenti disomogenei, non risolve il problema alla radice. La nostra battaglia non è una semplice rivendicazione economica sull’entità di singoli aumenti, ma riguarda l’istituzione di un metodo oggettivo, completo e scientificamente verificabile.

A nostro avviso, una revisione davvero efficace deve basarsi su un sistema strutturato e permanente di analisi dei costi che consideri:

  • l’intera gamma dei processi di erogazione e le attività professionali e produttive coinvolte;
  • i tempi effettivi di lavorazione, l’evoluzione dei materiali e della componentistica;
  • il costo del personale sanitario e tecnico, gli adempimenti documentali, la gestione del rischio e i costi generali delle strutture.

Affidarsi a stime teoriche o interventi occasionali rischia di compromettere la qualità dell’offerta assistenziale. Quando le tariffe non riflettono la realtà produttive e professionale, il rischio concreto è che il vincolo economico prevalga sull’appropriatezza prescrittiva e sulla personalizzazione del dispositivo, con un impatto negativo che ricadrebbe in primo luogo sulle persone con disabilità e sui pazienti che necessitano di soluzioni riabilitative mirate.

Rinnoveremo questa richiesta in tutte le sedi istituzionali, certi che la trasparenza sui dati reali sia l’unica strada per garantire sia la sostenibilità delle imprese ortoprotesiche, sia il diritto della persona a un’assistenza protesica di alto livello.

Nicola Perrino, presidente FIOTO (Federazione Italiana Operatori Tecniche Ortopediche)

29 Luglio 2026

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