Perché i tecnici di laboratorio biomedico restano nell’ombra mediatica e formativa

Perché i tecnici di laboratorio biomedico restano nell’ombra mediatica e formativa

Perché i tecnici di laboratorio biomedico restano nell’ombra mediatica e formativa

Gentile direttore, nel sistema sanitario moderno il lavoro multidisciplinare rappresenta un elemento fondamentale per garantire qualità e sicurezza dei processi assistenziali. 

Gentile direttore,
nel sistema sanitario moderno il lavoro multidisciplinare rappresenta un elemento fondamentale per garantire qualità e sicurezza dei processi assistenziali. Tuttavia, alcune professioni sanitarie risultano più visibili e riconosciute rispetto ad altre. Questo articolo vuole analizzare, nello specifico, il divario di visibilità tra il Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico (TSLB) e l’Infermiere, soffermandosi in particolare sulle conseguenze che tale disparità produce nei percorsi formativi universitari, nelle opportunità di sviluppo professionale e nella percezione pubblica delle professioni sanitarie. Viene inoltre esaminato il ruolo dei media nella costruzione dell’immaginario collettivo della sanità e nel consolidamento di una gerarchia di visibilità tra professioni.

Nonostante il ruolo strategico nella produzione dei dati diagnostici, il lavoro del tecnico sanitario di laboratorio biomedico si svolge prevalentemente lontano dal contatto diretto con il paziente. Questo elemento contribuisce a rendere la professione meno visibile rispetto ad altre figure sanitarie. Al contrario, l’infermiere rappresenta una delle figure più presenti nel percorso assistenziale, operando quotidianamente nei reparti ospedalieri, nei servizi territoriali e nelle strutture sociosanitarie.

Un ulteriore fattore che contribuisce alla disparità di visibilità tra professioni sanitarie è rappresentato dalla narrazione mediatica della sanità. Quando i media parlano di sanità, si fa quasi sempre riferimento a medici ed infermieri, i volti più visibili nelle serie TV, nei film, nei telegiornali e persino nelle trasmissioni di approfondimento e nelle testate giornalistiche. Pochi riflettono, invece, su chi lavora dietro le quinte quali le Professioni Tecnico-Diagnostiche, che analizzano campioni, interpretano dati e garantiscono diagnosi accurate. Eppure, senza di loro, il sistema sanitario non potrebbe funzionare. Questa discrepanza non è casuale: la narrazione mediatica privilegia ciò che è immediatamente visibile e drammatico. Un chirurgo che salva una vita sul tavolo operatorio è più “fotogenico” e narrativamente accattivante di un Laboratorista che passa ore chiuso in un laboratorio. Così, nelle immagini collettive, il lavoro tecnico scompare, relegato in secondo piano. Le conseguenze vanno oltre la percezione pubblica. Gli studenti, attratti dai ruoli celebrati dai media, tendono a scegliere carriere più visibili, lasciando scoperti settori essenziali come la diagnostica di laboratorio. Anche le politiche sanitarie risentono di questa visibilità: ruoli più noti ricevono più attenzioni ed incentivi, mentre quelli meno “glamour” lottano per riconoscimento e risorse. Rendere visibili le professioni tecnico-diagnostiche significa quindi correggere una distorsione culturale: non si tratta di diminuire l’importanza di medici e infermieri, ma di mostrare la sanità nella sua interezza, valorizzando ogni ruolo necessario. Campagne informative, documentari o persino storie di successo nei media potrebbero contribuire a creare un’immagine più completa e realistica del sistema sanitario, capace di ispirare e guidare sia il pubblico che le scelte professionali future.

Dal punto di vista formativo, entrambe le professioni appartengono all’area delle professioni sanitarie regolata dall’ordinamento universitario introdotto con il Decreto Ministeriale270/2004. L’accesso alla professione avviene attraverso corsi di laurea triennali a numero programmato nazionale, caratterizzati da una forte integrazione tra formazione teorica e tirocinio professionalizzante. Dopo la laurea triennale, i professionisti possono accedere a master universitari e a percorsi di laurea magistrale. Per i TSLB la prosecuzione naturale degli studi è rappresentata dalla sola laurea magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Diagnostiche, orientata principalmente allo sviluppo di competenze gestionali, organizzative e formative.

Nel corso degli ultimi anni la formazione infermieristica ha conosciuto un progressivo ampliamento dei percorsi accademici e delle competenze professionali. Oltre alla laurea magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche, sono stati sviluppati nuovi percorsi magistrali a indirizzo clinico e professionalizzante con l’obiettivo di formare infermieri specialisti in specifiche aree assistenziali, tra cui:

– assistenza territoriale e cure primarie

– area critica ed emergenza

– ambito pediatrico e neonatale

Questi percorsi rappresentano un tentativo di costruire una carriera clinica avanzata per la professione infermieristica, con competenze specialistiche riconosciute all’interno del sistema sanitario. Per il Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico non sono stati ancora istituiti percorsi magistrali professionalizzanti analoghi. La formazione avanzata rimane prevalentemente orientata a competenze gestionali o organizzative, mentre risultano assenti percorsi accademici strutturati dedicati alla specializzazione tecnico-professionale nei diversi ambiti della diagnostica. Questa situazione appare particolarmente significativa se si considera la crescente complessità scientifica e tecnologica della medicina di laboratorio, che oggi comprende settori altamente specialistici come la diagnostica molecolare, la genetica clinica e le biotecnologie applicate alla medicina.

La medicina contemporanea è sempre più basata sulla collaborazione tra professionisti con competenze diverse ma complementari. Riconoscere il ruolo delle professioni tecnico-diagnostiche non significa creare contrapposizioni tra categorie professionali, ma contribuire a una rappresentazione più completa del sistema sanitario. Il Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico rappresenta una figura chiave nella produzione delle informazioni diagnostiche su cui si fonda gran parte della pratica clinica. Rendere più visibile il contributo di queste professioni significa valorizzare una componente essenziale della sanità e promuovere una visione più equilibrata e realistica del lavoro multidisciplinare che sostiene la medicina moderna

C.Actus TSLB 

C. Actus TSLB

19 Marzo 2026

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