Un parere “molto positivo” sul disegno di legge delega per la riforma della legislazione farmaceutica, ma con una serie di indicazioni precise per rendere il Testo unico uno strumento davvero efficace. È quanto emerso dall’audizione di Paola Minghetti, presidente della Società Italiana di Tecnologia e Legislazione Farmaceutiche (Sitelf), davanti alla 10ª Commissione permanente del Senato.
La professoressa Minghetti ha sottolineato innanzitutto la necessità di una semplificazione normativa: la legislazione farmaceutica italiana è “complessa e stratificata”, con leggi obsolete da abrogare e un’integrazione necessaria con le nuove norme europee per garantire sicurezza e accesso equo ai farmaci. In questo quadro, la delega al Governo per l’adozione di decreti legislativi che coordinino e semplifichino la materia è stata accolta con favore.
Uno dei nodi più critici sollevati dalla presidente Sitelf riguarda il sistema sanzionatorio. “Occorre aggiornare e rendere proporzionate le sanzioni – ha spiegato – superando le incongruenze tra normative emanate in tempi differenti”, come nel caso delle sostanze velenose rispetto a quelle stupefacenti. Un intervento ritenuto indispensabile per restituire coerenza all’impianto normativo.
Sul fronte della spesa farmaceutica, Minghetti ha messo in luce le criticità del sistema attuale dei tetti e del payback, proponendo di sviluppare «modelli predittivi basati su dati integrati» per una programmazione più efficace. Una strada che andrebbe nella direzione di superare la logica emergenziale dei ripiani a posteriori per passare a una gestione anticipata e strutturata dei costi.
Un altro tema centrale affrontato nell’audizione è stato quello della resilienza della filiera farmaceutica. La presidente Sitelf ha sostenuto la necessità di promuovere la produzione nazionale di principi attivi per prevenire le carenze, e di mantenere il ruolo preminente che l’Italia ha nella produzione di medicinali finiti. A questo scopo, ha raccomandato di integrare i dati per monitorare in tempo reale flussi e stock di farmaci, uno strumento che diventerebbe essenziale in caso di crisi.
Attenzione anche al ruolo delle farmacie nella preparazione dei medicinali galenici. Minghetti ha sottolineato l’importanza di queste preparazioni per compensare le carenze e personalizzare le terapie, ma ha chiesto regole nazionali più omogenee e la possibilità di rimborso a carico del Servizio sanitario nazionale.
Sul versante della digitalizzazione, la presidente Sitelf ha valorizzato il potenziale delle farmacie come presidi di prossimità con servizi a distanza, ma ha invitato a definire “una tassonomia chiara e distinta per professioni e tipologie di servizi”. Un passaggio necessario per evitare sovrapposizioni e garantire qualità ed efficacia.
Infine, Minghetti ha richiamato l’attenzione sui benefici economici e sanitari dei servizi farmaceutici: le evidenze disponibili indicano che la gestione in farmacia del paziente cronico o fragile riduce gli accessi impropri agli ospedali e migliora l’aderenza alle terapie. Per questo, ha raccomandato di monitorare gli esiti per guidare la programmazione territoriale, trasformando le farmacie da semplici dispensatori di farmaci a nodi attivi della rete assistenziale.