Salute mentale, delegazione giapponese alla Asl Roma 2 per conoscere il modello territoriale italiano

Salute mentale, delegazione giapponese alla Asl Roma 2 per conoscere il modello territoriale italiano

Salute mentale, delegazione giapponese alla Asl Roma 2 per conoscere il modello territoriale italiano

Una delegazione giapponese di rilievo nazionale nel campo della salute mentale ha visitato la ASL Roma 2 per approfondire il modello organizzativo italiano e il funzionamento dei servizi territoriali. L’incontro ha permesso di presentare l’evoluzione del sistema italiano dalla legge 180 del 1978 alla rete attuale di Centri di Salute Mentale, centri diurni, comunità riabilitative e appartamenti assistiti.

Una delegazione giapponese composta da autorevoli esponenti nazionali nel campo della salute mentale ha visitato la ASL Roma 2 per conoscere da vicino l’organizzazione dei servizi, il modello di governo e il ruolo delle diverse professionalità impegnate nei percorsi di cura e riabilitazione.

Ad accogliere gli ospiti è stato Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Patologie delle Dipendenze, che ha portato i saluti istituzionali del direttore generale e ha illustrato l’evoluzione del sistema italiano dalla legge 180 del 1978 fino all’attuale rete territoriale.

Dal superamento del manicomio alla rete territoriale

Particolare interesse ha suscitato il percorso avviato con la riforma Basaglia, che ha portato al superamento del modello manicomiale e alla costruzione di servizi fondati sulla prossimità, sull’inclusione sociale e sull’integrazione tra assistenza sanitaria, riabilitazione e territorio.

La delegazione ha approfondito il funzionamento dei Centri di Salute Mentale, dei centri diurni, delle comunità riabilitative e degli appartamenti assistiti, mostrando apprezzamento per l’organizzazione della ASL Roma 2 e per la capacità di garantire percorsi flessibili, multidisciplinari e centrati sulla persona.

Il ruolo delle professioni sanitarie e sociali

Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo delle professioni sanitarie e sociali impegnate nei percorsi di salute mentale.

Il confronto ha riguardato le competenze di tecnici della riabilitazione psichiatrica, educatori professionali, terapisti occupazionali, infermieri, psicologi, psichiatri e assistenti sociali, figure che concorrono alla presa in carico della persona e alla costruzione di progetti terapeutico-riabilitativi integrati.

Il confronto con il modello giapponese

Gli ospiti giapponesi hanno presentato a loro volta il proprio sistema, ancora caratterizzato da una forte presenza ospedaliera e da ricoveri di lunga durata.

Proprio per questo, il confronto con il modello italiano e con l’esperienza organizzativa della ASL Roma 2 è stato considerato di particolare interesse, soprattutto per il ruolo assunto dai servizi territoriali, dalla riabilitazione e dai percorsi di inclusione sociale.

Visita alla Comunità Basaglia

L’incontro è poi proseguito nella Comunità Basaglia, centro residenziale recentemente intitolato a Franco Basaglia, figura che ha rivoluzionato la salute mentale in Italia e ispirato il superamento dell’istituzione manicomiale.

La visita ha permesso alla delegazione di osservare da vicino un’esperienza residenziale inserita nella rete territoriale, orientata alla cura, alla riabilitazione e alla partecipazione della persona al proprio percorso.

Cooperazione e scambio tra sistemi sanitari

L’incontro ha rappresentato un momento di alto profilo istituzionale e internazionale, confermando il valore della cooperazione e dello scambio tra sistemi sanitari differenti.

L’interesse e l’entusiasmo manifestati dalla delegazione costituiscono un riconoscimento significativo per il lavoro svolto quotidianamente dai professionisti della ASL Roma 2 e per un modello di salute mentale fondato su diritti, prossimità, integrazione e partecipazione.

09 Settembre 2026

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