Suicidi. Ministero Salute: “Gli uomini in età lavorativa e gli anziani saranno destinatari espliciti del Piano nazionale di prevenzione”

Suicidi. Ministero Salute: “Gli uomini in età lavorativa e gli anziani saranno destinatari espliciti del Piano nazionale di prevenzione”

Suicidi. Ministero Salute: “Gli uomini in età lavorativa e gli anziani saranno destinatari espliciti del Piano nazionale di prevenzione”

Schillaci risponde al question time di Onori (Az) alla Camera: "Tre suicidi su quattro riguardano uomini, gli over 70 pesano per oltre un quarto dei decessi. Ma l'attenzione ai giovani non è alternativa: i dati dei pronto soccorso ci dicono cosa sta accadendo prima che le statistiche lo documentino".

Gli uomini in età lavorativa e gli uomini anziani saranno tra i destinatari espliciti del Piano nazionale per la prevenzione del suicidio. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo al question time alla Camera all’interrogazione presentata da Federica Onori (Az) sugli elementi e le iniziative in ordine alla predisposizione del Piano, con particolare riferimento all’inclusione degli uomini in età lavorativa e avanzata tra i destinatari prioritari.

“Ringrazio gli onorevoli interroganti perché pongono una questione seria partendo dai dati giusti”, ha esordito il ministro. “Voglio dirlo con chiarezza: gli uomini in età lavorativa e gli uomini anziani saranno, naturalmente, tra i destinatari espliciti del Piano nazionale per la prevenzione del suicidio. I numeri li conosciamo: i dati più recenti confermano che circa tre suicidi su quattro riguardano uomini e che il rischio cresce con l’età: gli over 70 pesano per oltre un quarto dei decessi. È un quadro che il Ministero non ignora e che nessun piano serio potrebbe ignorare”.

Le basi del documento

Schillaci è entrato nel dettaglio del percorso in corso. Il documento di indirizzo, in elaborazione presso il Tavolo tecnico per la salute mentale del Ministero, coerente con il Piano di azione nazionale per la salute mentale 2025-2030, si fonda su tre basi: i dati di mortalità, i dati dei servizi clinici e dei primi soccorsi su autolesionismo e tentativi di suicidio, e il contributo di epidemiologi, clinici, professionisti della salute mentale ed esperti di sanità pubblica.

Perché l’attenzione ai giovani

Il ministro ha poi spiegato la ragione dell’attenzione annunciata ai giovani, che non è alternativa a quella per gli adulti e gli anziani. “Perché le statistiche di mortalità raccontano ciò che è già accaduto. I dati dei servizi dei pronto soccorso ci dicono quello che sta accadendo. Segnalano autolesionismo e tentativi di suicidio anche in giovanissima età, spesso prima che le statistiche ufficiali riescano a documentarli e, tra i giovani, il suicidio resta – in Italia, come nel resto del mondo – una delle prime cause di morte. Intervenire prima significa questo, non significa scegliere una fascia di popolazione piuttosto che un’altra”.

L’approccio sex- and gender-based

Sul metodo, Schillaci ha ricordato che l’approccio sex- and gender-based raccomandato dall’Istituto superiore di sanità è quello adottato. “Uomini e donne presentano frequenze, fattori di rischio e traiettorie di vulnerabilità diversi: un piano efficace deve tener conto di tutti. Per gli uomini, soprattutto per i più anziani, la sfida è raggiungere chi chiede aiuto meno spesso e più tardi. Per questo il capitolo dedicato ai gruppi vulnerabili è stato concepito come un’area aperta, ovviamente destinata a crescere con le evidenze”.

Il provvedimento in Commissione

Il ministro ha colto l’occasione per ricordare che alla Camera, in Commissione Affari sociali, c’è un provvedimento di legge su questo tema, dal titolo “Disposizioni per la prevenzione degli atti di suicidio nonché per l’assistenza psicologica e il sostegno dei sopravvissuti”, prima firmataria l’onorevole Montaruli. “Prevenire il suicidio vuol dire non lasciare indietro nessuno, nessuna età, nessun genere ed è esattamente la direzione nella quale ci stiamo muovendo”, ha concluso Schillaci.

23 Settembre 2026

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