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Campania. Ancora violenze e aggressioni al Cardarelli: da inizio anno oltre trenta. Chersevani: “Servono provvedimenti strutturali”

Giovedì notte, un medico donna e un’infermiera dell’Osservazione breve sono state picchiate da un uomo afflitto da problemi psichiatrici. Poche ore dopo, è stata la volta di tre infermieri, feriti dai parenti di un paziente deceduto. Il presidente dell’Ordine dei medici partenopeo, Silvestro Scotti, è durissimo: “Medici e infermieri sono come soldati di trincea, per ogni giornata di lavoro sono costretti a mettere a rischio la propria incolumità”.

15 GIU - Violente aggressioni fisiche, reiterate intimidazioni verbali e pesanti danni alle strutture stanno alimentando un clima di autentico terrore che nelle ultime settimane ha reso sempre più ostico e problematico il lavoro degli operatori sanitari al Cardarelli di Napoli. Un quadro che induce il presidente dell’Ordine dei medici partenopeo, Silvestro Scotti, a costruire un inquietante parallelismo. “Medici e infermieri sono come soldati di trincea, per ogni giornata di lavoro sono costretti a mettere a rischio la propria incolumità”.

Negli ultimi giorni il quadro è sembrato deflagrare ulteriormente. Giovedì notte, un medico donna e un’infermiera dell’Osservazione breve sono state picchiate da un uomo afflitto da problemi psichiatrici. Poche ore dopo, è stata la volta di tre infermieri, feriti dai parenti di un paziente deceduto. Da inizio anno sono stati oltre trenta i casi di violenza a danno degli operatori, spesso donne. Clamoroso quanto accaduto a fine maggio: in Prima Chirurgia un gruppo di parenti di un ricoverato sono entrati in ospedale chiedendo del medico del reparto che, però, non era di turno. Dopo aver ascoltato le delucidazioni circa le condizioni di salute del congiunto da parte di un altro professionista, hanno iniziato a devastare il reparto.

 

Uno scenario che ha inevitabilmente attirato l’allarmata attenzione della presidente nazionale della Fnomceo, Roberta Chersevani. L’ipotesi di un’azione dell’esercito, invocata da più parti, non convince. “Nutro qualche perplessità sull’efficacia risolutiva a lungo termine di un intervento di questo genere”. Servono, comunque, soluzioni immediatamente operative. “Questa situazione di continua emergenza, resa più drammatica dal contesto di grande criticità e conseguente esasperazione, necessita di provvedimenti strutturali, che possano rendere l'ospedale sicuro - in quanto funzionale - e in condizioni di rispondere alle richieste e, soprattutto, di saper canalizzare le offerte”.
 

15 giugno 2015
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