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Violenza a Castellammare. Dottoressa fratturata. Scotti (Omceo Napoli): “Nessuna soluzione efficace se la vittima viene lasciata sola”

Un paziente di 46 anni ha danneggiato il vetro della reception del pronto soccorso e si è poi scagliato contro una dottoressa e contro una guardia giurata intervenuta per placarlo. La dottoressa ha riportato una frattura del polso. La Cimo punta il dito sul clima di caccia alle streghe nei confronti dei medici considerati responsabili della malasanità. L’Anaao giovani chiede più poteri per le guardie giurate.

12 SET - Ancora un caso di aggressione ai danni del personale sanitario del 118. All’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, un paziente di 46 anni ha danneggiato il vetro della reception del pronto soccorso e si è poi scagliato contro una dottoressa e contro una guardia giurata intervenuta per placarlo. La dottoressa ha riportato una frattura del polso. L’uomo, sotto l’effetto di droga e alcol, è stato bloccato e arrestato dalla polizia.
 
“Nonostante le proposte di azioni legislative che vadano ad aumentare le pene rispetto agli interventi di aggressioni ai medici e agli operatori sanitari, il problema non trova soluzione - ha detto Silvestro Scotti, Presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli -. Un’azione di deterrenza che consideri solo l’aumento delle pene - continua Scotti - risulta inefficace perché la maggior parte degli episodi non viene denunciata. Dobbiamo chiederci piuttosto perché non si denuncia, e l’evidenza dimostra che ciò avviene perché la vittima deve procedere per querela di parte. L’operatore sanitario, nonostante svolga di fatto una funzione pubblica nel rispetto del diritto alla salute garantito dalla Costituzione, viene lasciato solo nel momento in cui viene aggredito. Tutti i provvedimenti che aumenteranno le pene diventano quindi inutili in mancanza di denunce. Non può esserci soluzione se al personale sanitario non viene riconosciuto il ruolo di servitore dello Stato”.


Cimo, clima di caccia alle streghe
Il Segretario regionale Cimo Antonio De Falco sull’episodio dichiara di condividere in pieno il pensiero del Presidente dell’Ordine dei medici di Napoli Silvestro Scotti. “Non posso non sottolineare, però, come il fenomeno ormai ha assunto vaste ed inaccettabili proporzioni perché il sollecitare ed incoraggiare a segnalare da parte di più soggetti, anche per fini risarcitori speculativi, tutti gli episodi che, a torto o ragione, possono essere classificati come malasanità crea un clima di caccia alle streghe ed il medico ed il personale sanitario in genere, proprio perché in prima linea, continuerà ad essere aggredito perché viene percepito come il responsabile del presunto episodio di malasanità. Mi chiedo se tutto questo non venga alimentato e/o tollerato per nascondere responsabilità, di programmazione e di gestione, che vanno ricercate altrove e che sono alla base del verificarsi degli episodi che innescano questi atti di violenza".
 
La proposta Anaao Giovani
Anche l’Anaao giovani spinge sul tasto del riconoscimento dello Stato giuridico di Pubblico ufficiale o di agente di Polizia giudiziaria in particolare però alle Guardie giurate. “Per fronteggiare tali violenze in modo efficace - avverte Pierino Di Silverio, responsabile nazionale Anaao Giovani - occorre rendere più sicure ed efficienti le strutture ospedaliere attuando quelle modifiche legislative che permettono al personale degli Istituti di Vigilanza privata - cui allo stato è demandata la sicurezza nel senso di custodia delle proprietà mobiliari o immobiliari (art. 133 e 134 del TULPS) - di assumere nell’esercizio delle loro funzioni lo Status giuridico di Pubblico ufficiale o di agente di Polizia giudiziaria.
 
Tali status consentirebbero di esercitare pubbliche funzioni (legislativa - giudiziaria o amministrativa) con poteri autoritativi e certificativi (art. 357 c.p.); in qualità di “Agente di Polizia Giudiziaria” pubbliche potestà (perquisizioni, sequestri, arresti, etc.) (art. 55 e 57 c.p.p.). laddove oggi la legge riconosce solo lo Status giuridico di “Incaricato di pubblico servizio”.

Il riconoscimento di questo Status scaturisce dalla diversificazione dei compiti assegnati a questi lavoratori che sempre più spesso integrano le forze dell’ordine nel controllo di obiettivi sensibili quali le strutture aeroportuali e portuali, gli uffici pubblici, le strutture sanitarie etc. Resta fermo il divieto di esercitare pubbliche potestà. Una soluzione strutturale (non transitoria) applicabile sul tutto il territorio nazionale e tesa a contrastare fattivamente, laddove fosse necessario, le violenze contro i medici.

Naturalmente tale proposta costituisce solo uno dei fondamentali interventi di cui necessita oggi il nostro sistema delle emergenze-urgenze al fine di rendere i presidi ospedalieri luoghi sicuri di cura e non terreni di regolamenti di conti e sfoghi sociali. 
 
Ettore Mautone

12 settembre 2018
© Riproduzione riservata


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