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Pesaro. Morto il bambino affetto da otite curata con l'omeopatia. I genitori donano gli organi. Lorenzin: “Quella cura è stata uno sbaglio”

I genitori si erano affidati da tre anni ad un medico omeopata per le cure del figlio. Francesco circa quindici giorni fa si era ammalato di un otite bilaterale. Le sue condizioni erano peggiorate fino al ricovero in ospedale quando ormai era tardi. I genitori hanno deciso di donare gli organi del bambino. Ora l'ipotesi di reato che si profila nell'inchiesta è di omicidio colposo. Lorenzin: "In caso come questi niente può rimpiazzare la medicina tradizionale".

27 MAG - È morto Francesco, il bambino di sette anni che giorni fa era stato ricoverato in stato di coma “grave” nella rianimazione dell'ospedale 'Salesi' di Ancona a causa della degenerazione di una otite bilaterale. Il bambino, in cura da un medico omeopata negli ultimi tre anni, era stato curato con rimedi omeopatici senza ricorrere a cura antibiotica. Da qui l’aggravamento delle sue condizioni. I medici erano intervenuti anche con una delicata operazione chirurgica, nella notte tra mercoledì e giovedì, per rimuovere l’infezione che aveva aggredito il tessuto cerebrale, ma purtroppo non c'è stato nulla da fare.
 
Omicidio colposo. Questa l'ipotesi di reato che si profila ora per quanto accaduto. Gli atti di indagine, che al momento sono ancora carico di ignoti, sono stati trasmessi per competenza dalla procura di Ancona alla procura della Repubblica di Urbino. Due giorni prima di essere trasferito ad Ancona infatti, il bimbo, che viveva con la famiglia a Cagli (Pesaro Urbino) era stato visitato a domicilio dal medico omeopata che lo aveva in cura: il reato quindi si sarebbe consumato nel Montefeltro. Non ancora disposta l'autopsia, che aiuterà a far maggiore chiarezza su tempi e modalità del decadimento clinico del bambino. Gli eventuali indagati (oltre alla posizione dell'omeopata c'è da valutare anche quella dei genitori) avranno la possibilità di nominare periti di parte per partecipare all'esame.

 
Il consenso all'espianto. I genitori del bambino hanno congiuntamente dato il consenso al prelievo degli organi. "Ringraziamo moltissimo questi genitori per la scelta della donazione - ha dichiarato il direttore del Centro nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa - che testimonia, oltre alla loro generosità e all'attenzione verso i piccoli pazienti in attesa di organi, anche la fiducia nel sistema sanitario e nei medici che hanno preso in carico il loro figlio".
 
Lorenzin: "Ci vuole senso della misura. Gran parte della medicina tradizionale non riconosce l'omeopatia". Sul caso è intervenuta anche la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che in un'intervista a Repubblica ha dichiarato: "Sappiamo che i farmaci omeopatici sono complementari, non sostitutivi. E quando si tratta di bambini il tema è molto delicato, perché loro non riescono a descrivere i sintomi e richiedono un’attenzione molto particolare. A parere mio, come delle istituzioni mediche, in questi casi niente può sostituire la medicina tradizionale che rimane 'la scienza medica'. Ai genitori chiedo consapevolezza. Quando i figli stanno male vanno curati, se persistono febbre e sintomi importanti bisogna allarmarsi. Questo caso ci dice una cosa incredibile, un bambino è andato in setticemia ed è morto per un’otite. Bastava un antibiotico".
 
"Invito tutti a non essere estremi, ci vuole senso della misura. Magari si pensa di avere avuto benefici dall’omeopatia rispetto a un disturbo ma non è che va usata per tutto e sempre solo per principio. Ci sono dei limiti oggettivi, oltre al fatto che gran parte della medicina tradizionale non la riconosce. Invito tutti gli Ordini provinciali a vigilare sulla serietà dei professionisti che praticano la medicina alternativa. Lo dice anche il loro codice deontologico: le cure non convenzionali si possono adottare, ma se il paziente non risponde bisogna andare verso le terapie tradizionali".

27 maggio 2017
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