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Guardie mediche. A Pordenone sono scortate dagli alpini

L’iniziativa contro le aggressioni ai medici è denominata “Amico alpino accompagnami”. A metterla a punto dall’Ordine dei Medici di Pordenone in collaborazione con la sezione provinciale dell’Associazione nazionale degli Alpini, approvata dagli esperti di risk management della Asò e condivisa dal Prefetto, dal Questore e dai Comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

28 GIU - Due alpini di ‘scorta’ ad ogni guardia medica impegnata nel turno di notte, come deterrente contro aggressioni e violenze. È questo il senso dell’iniziativa “Amico alpino accompagnami”, che, messa a punto dall’Ordine dei Medici di Pordenone in collaborazione con la sezione provinciale dell’Associazione nazionale degli Alpini, approvata dagli esperti di risk management della ASl e condivisa dal Prefetto, dal Questore e dai Comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, sarà presentata sabato 30 giugno dalle 9,30 alle 13 presso il Teatro Pasolini del Comune di Casarza della Delizia (PN), Via Piave 16.

“Le conseguenze delle aggressioni, fisiche o verbali, perpetrate ai danni dei colleghi e delle colleghe di guardia medica sono pesantissime, in termini di danni alla salute psicofisica e di demotivazione - spiega il presidente dell’Ordine dei Medici di Pordenone, Guido Lucchini, in una nota -. Per questo, lo scorso novembre, il Consiglio dell’Ordine ha deciso di intervenire e ha messo in campo questo progetto, che presto potrà essere esteso ad altre province”.


Anche la federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri appoggia l’iniziativa: sarà Guido Marinoni, componente del Comitato Centrale, a rappresentare, sabato, le diverse strategie operative messe in atto dalla Fnomceo, dall’Osservatorio attivato presso il Ministero della Salute, ai Tavoli permanenti della professione, al sostegno a progetti di Legge.

“Abbiamo chiesto al Ministro della Salute on. Giulia Grillo di voler riattivare al più presto l’Osservatorio per la sicurezza degli Operatori sanitari, che aveva avviato, attraverso le Regioni e i Nas, un percorso di monitoraggio delle sedi, oltre che di approfondimento del fenomeno - afferma il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -. Con la stessa urgenza dovrebbe, a nostro avviso, essere affrontata la riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale, per consentire a tutti i medici di poter operare in condizioni di sicurezza, senza trovarsi da soli ad affrontare situazioni che vanno ben oltre l’assolvimento dei loro compiti sanitari e che mettono a rischio la loro incolumità e quella dei pazienti”.

28 giugno 2018
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