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Covid. Ancora polemiche tra anestesisti e Regione sui posti letto in Terapia intensiva dichiarati

L'ultimo report trasmesso dalla Regione parla di 175 posti letto di terapia intensiva e 13 ricoverati, per un tasso di occupazione del 7,4%. L'Aaroi Emac insorge: “Quello è il numero massimo di posti letto intensivi raggiunto il piena pregressa crisi pandemica, poi in gran parte smantellati e mai più ri-aperti”. Inoltre la Regione includerebbe nei posti intensivi “altri 30 posti letto circa che sono a tutti gli effetti semi intensivi”. In realtà, per l’Aaroi Emac, il tasso di occupazione di TI in Friuli Venezia Giulia è quindi ben sopra il 10%. LA NOTA e LA TABELLA

06 SET - Aumentano, in diverse Regioni di Italia, i casi di Covid e i ricoveri. In questo contesto, in Friuli Venezia Giulia si riaccendono le polemiche tra Regione e Aaroi Emac sui numeri dei posti letto delle terapie intensive. Nei dati recentemente trasmessi al Ministero della salute, la Regione parla di 175 posti letto di terapia intensiva sul territorio regionale. Ma per gli anestesisti rianimatori la realtà è un’altra. E tornano a denunciarlo con una nota inviata ai vertici regionali.

“Viste le tabelle trasmesse al Ministero della Salute siamo andati a contare i posti letto di terapia intensiva – spiega al nostro giornale Alberto Peratoner, presidente della sezione FVG di Aaroi Emac – e, contandone uno ad uno scopriamo che, se i numeri erano sbagliati già ad aprile, quando avevamo abbondantemente affrontato il problema anche su questa testata, ancora oggi i conti non tornano. I posti letto oggi attivi e dislocati sul nostro territorio non superano le novanta unità circa”.


Per l’Associazione degli Anestesisti Rianimatori, dichiarare al Ministero della Salute 175 posti letto attivi e attivabili zero, è un errore grossolano perché nella realtà ci sono molti posti letto attivabili ma chiusi per carenza/mancanza di medici ed infermieri.

“Nelle tre aziende sanitarie ci sono circa sessanta posti letto attivabili – argomenta Peratoner – ma attualmente chiusi. Se si vorrà ri-attivare questi posti letto, si dovrà reperire personale qualificato che attualmente manca. Ricordiamo che una terapia intensiva per poter funzionare ed essere tale ha bisogno, oltreché delle attrezzatura e dei ventilatori meccanici, di infermieri specializzati in rapporto di uno infermiere ogni due pazienti e di medici anestesisti rianimatori presenti h 24. Dei rimanenti posti letto, bisogna toglierne circa altri 30, che la Regione considera intensivi, quando in realtà sono a tutti gli effetti semi intensivi e cioè: posti letto che non rientrano nei parametri previsti dalla normativa e dagli standard di sicurezza. Nelle semi intensive ci lavorano altri specialisti. Perciò ad oggi i “veri” posti letto di terapia intensiva in FVG sono circa novanta”.

“Oggi in FVG ci sono 13 pazienti intensivi – conclude il presidente AAROI EMAC del FVG – e su 175 posti letto, dichiarati dalla Regione FVG, vorrebbe dire circa l’8%; se invece rapportiamo gli stessi pazienti su 90 posti letto il dato schizza a ben oltre il 10% sul totale dei posti letto. Se il vicegovernatore vorrà ri-attivare i circa 60 posti letto attualmente fermi per mancanza di personale, non gli resterà altro che bloccare le sale operatorie e trasferire tutti gli infermieri e anestesisti rianimatori in quei posti letto; ma questo allora andrebbe detto ed in anticipo. Ad ogni buon conto,  anche se la Regione decidesse di ri-attivare tutti i posti letto di terapia intensiva, fermando le sale operatorie, i posti disponibili non arriverebbero mai a centosettanta cinque come si dichiara”.

Endrius Salvalaggio

06 settembre 2021
© Riproduzione riservata


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