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Lorenzin: “Il problema dell’obiezione di coscienza esiste. Governo accoglie le mozioni”


11 GIU - Ecco l'intervento integrale del ministro della Salute durante il dibattito alla Camera sulle mozioni riguardanti l'obiezione di coscienza. Il ministro ha accolto sostanzialmente tutte le mozioni presentate richiedendo poche modifiche. Compresa quella di Sel che prevede che i non obiettori non possano svolgere funzioni apicali nelle strutture di ginecologia e ostetricia dei presidi ospedalieri.
 
Signor Presidente, ringrazio anche gli onorevoli colleghi per lo sforzo fatto per addivenire ad una serie di mozioni che, nella parte dell'impegno, potessero trovare la più ampia condivisione possibile da parte di questa Aula. 
Noi ci troviamo ad affrontare, come è accaduto anche in altre situazioni, un argomento che, per delicatezza e per l'ambito che ricopre, spesso desta e ha destato nel passato, anche in questa Aula, sentimenti, pensieri, concetti, questioni e principi di natura diversa. 
 
Devo dire che nelle mozioni che sono state presentate dai colleghi – nonostante la differenza culturale che esprimevano, soprattutto nella parte del dispositivo, in cui i diversi gruppi parlamentari hanno presentato idee, posizioni ed espressioni culturali a volte anche contrapposte – ho trovato una linea di condivisione comune che si ritrova proprio nella parte esplicitata negli impegni; tutti i gruppi, posso dirlo, hanno lavorato per addivenire ad impegni nei confronti del Governo che io trovo assolutamente condivisibili. 
 
Li trovo tutti condivisibili perché ho ritrovato, nella differenza delle appartenenze culturali, aspetti che ci uniscono e che hanno unito la formulazione degli estensori delle varie mozioni: in primis, devo dirlo, la questione che sta a cuore sicuramente a tutti i gruppi parlamentari, ovvero quella di garantire la piena applicazione della legge n. 194 del 1978 che,a 35 anni dalla sua approvazione, ancora oggi nel nostro Paese desta spesso situazioni di criticità o volontà di riforma ma che poi, alla prova dei fatti, si è dimostrata una legge estremamente equilibrata che ha permesso, e i numeri questo ce lo dimostrano, di risolvere l'annosa e drammatica questione degli aborti clandestini nel nostro Paese. La piena applicazione, quindi, della legge n. 194 del 1978 in tutti i suoi aspetti, dall'aspetto che riguarda la tutela della maternità alla formazione dei consultori familiari, all'accompagnamento della donna in un momento così difficile e sofferente per tutte le donne come quello di un'interruzione di gravidanza. 
 
E devo dire che l'aspetto sollevato nella mozione presentata dai colleghi di SEL è un aspetto specifico che riguarda proprio l'obiezione di coscienza. Anche l'obiezione di coscienza è una delle questioni che fanno parte proprio della legge n. 194 del 1978 all'articolo 9, con cui il legislatore ha disciplinato la possibilità per il personale sanitario di esercitare il diritto all'obiezione di coscienza in ordine agli interventi per l'interruzione della gravidanza. Va detto però che, all'interno della stessa legge n. 194 del 1978, il diritto inviolabile e riconosciuto dalla nostra Costituzione di effettuare l'obiezione di coscienza si contempera nella necessità che la legge venga applicata nella parte in cui si permetta all'organizzazione territoriale di compensare, anche prevedendo la mobilità del personale ed altre misure che sono previste dalla norma, e di garantire poi che nelle regioni il servizio sia effettivamente effettuato nei termini e nei modi previsti dalla legge.
 
Quindi questa questione dell'obiezione di coscienza, che è stata sollevata da alcuni dei gruppi presentatori della mozione, è una questione che sentiamo di dover accogliere, soprattutto nella parte in cui si invita il Governo e la sottoscritta a monitorare in modo attento – come è previsto da più di una mozione – l'applicazione della norma anche in questo settore, affinché non ci siano effetti di discriminazione rispetto agli operatori obiettori o non obiettori all'interno delle singole strutture regionali. È ovvio che noi abbiamo dovuto ottemperare, poi, anche a quelle che sono le competenze, cioè le competenze di indirizzo che può dare il Parlamento, rispetto alla normativa e all'autonomia regionale. Ma credo che lo spirito di tutti sia stato quello di poter verificare, sui territori e nelle singole strutture sanitarie, che i principi della legge siano effettivamente applicati. 
 
Per questo io ci terrei anche a sottolineare il fatto che dovrò venire in quest'Aula nel mese di luglio a presentare l'annuale relazione sullo stato di attuazione della legge n. 194 e già da adesso mi attiverò perché possa essere istituito – come è previsto da alcune mozioni – un tavolo tecnico degli assessori regionali in modo da poter avere e poter presentare a questo Parlamento lo stato di attuazione della legge nella parte non discriminatoria per quanto riguarda gli obiettori e i non obiettori proprio nelle singole regioni. Quindi, io spero che nella relazione di fine luglio potrò presentare a quest'Aula tutti i dati che sono stati richiesti nel dibattito generale, in modo tale da poter verificare lo stato di attuazione della norma in tutto il territorio nazionale, rendendoci conto che la lettura anche di alcuni dei dati che sono stati presentati in quest'Aula oggi può essere soggetta a una molteplice interpretazione. 
Noi abbiamo visto nel corso di questi anni, fortunatamente, il numero delle interruzioni di gravidanza volontaria diminuire grazie all'azione di prevenzione e a una maggiore consapevolezza da parte delle persone. E questo è uno degli obiettivi raggiunti dalla norma, che – ricordiamoci – garantisce un servizio pubblico e quindi un servizio gratuito per tutti gli utenti.
 
Noi abbiamo visto anche che spesso, laddove ci sono stati un aumento o un decremento degli obiettori, questo nonsempre ha corrisposto poi con una non sofferenza nell'accesso ai servizi territoriali. Qui entriamo, purtroppo, in quello che è il tema della governance dei territori e quindi più attinente al tema delle regioni, ma che sicuramente io non posso non fare mio come Ministro della salute, perché ci ritroviamo nel più ampio complesso di questioni che riguardano la tutela del diritto alla salute nel territorio nazionale e che noi speriamo – come abbiamo già presentato a quest'Aula durante la mia relazione programmatica nella Commissione Affari sociali – di poter affrontare laddove andremo a commisurare il nuovo patto per la salute sulla garanzia dei diritti essenziali, dei livelli essenziali di assistenza in tutto il territorio nazionale. 
 
Questo per dire, quindi, che la delicatezza del lavoro fatto non può essere da me non riconosciuta, soprattutto anche nel rispetto delle diverse sensibilità che ci sono in quest'Aula, e per questo ringrazio tutti i gruppi che hanno cercato di arrivare ad una soluzione che fosse condivisibile, perché dare un segnale unitario nel Paese su questi temi è un fattore importantissimo, dà un segno di unità dello Stato e dei partiti politici, che qui compongono lo Stato e lo rappresentano, su una questione così delicata come quella della tutela della donna e della tutela della maternità e della questione annessa alla legge n. 194, e cioè dell'obiezione di coscienza. 
Per quanto riguarda il merito delle mozioni presentate, io accolgo la mozione Migliore ed altri n. 1-00045 (Ulteriore nuova formulazione), con una modifica ulteriore che avevamo stabilito: al punto 6 degli impegni dopo le parole: «non obiettori;» aggiungere le parole: «anche attraverso una diversa gestione e mobilità del personale garantendo la presenza di un'adeguata rete di servizi in ogni regione». 
Per quanto riguarda la mozione del Partito Democratico, l'accolgo con una modifica...
 
PRESIDENTE. Può dire il numero, cortesemente, Ministro ?
BEATRICE LORENZINMinistro della salute. È la mozione Speranza-Lenzi...
PRESIDENTE. Può dire il numero ? È la mozione n. 1-00074 ?
 
BEATRICE LORENZINMinistro della salute. Speranza-Lenzi..., sono molte le mozioni presentate... . Sempre negliimpegni, al quarto capoverso, dopo le parole «quale percorso intraprendere» si aggiunge: «fornendo alle medesime la previa conoscenza delle modalità e dei rischi connessi». 
Invece per quanto riguarda la mozione Rondini n. 1-00080, presentata dal gruppo della Lega Nord, si accolgono tutti gli impegni con un parere favorevole condizionato ad una riformulazione e cioè al secondo capoverso degli impegni dopo la parola «finalizzati» si aggiunge «a rafforzare il luogo dei consultori familiari per una piena e corretta applicazione della legge nella parte relativa alla tutela della maternità» con la soppressione del testo così come segue, cioè da «ad offrire» sino ad «aborto». 
 
Per quanto riguarda, invece, la mozione Lorefice ed altri n. 1-00078 (Nuova formulazione) proposta dal MoVimento 5 Stelle è accolta senza modifiche. 
Invece per quanto riguarda la mozione Tinagli n. 1-00082, presentata dal gruppo Scelta Civica, è accolta con la seguente riformulazione: sostituire l'ultimo impegno con il seguente: «ad attivarsi perché l'interruzione volontaria di gravidanza farmacologica sia proposta come opzione alle donne che entro i limiti di età gestazionale imposti dalla metodica debbano poter scegliere quale percorso intraprendere, fornendo alle medesime la piena conoscenza delle modalità e dei rischi connessi». 
La mozione Meloni viene accolta purché sia riformulata con la seguente riformulazione al quarto capoverso: «a verificare la possibilità di adottare». 
Mi sembra che sia rimasta la mozione del PDL che è accolta senza condizioni e per quanto riguarda la risoluzione dell'onorevole Locatelli è accolta.
 
PRESIDENTE. C’è anche la mozione Binetti ed altri n. 1-00081.
BEATRICE LORENZINMinistro della salute. Mi sembrava di aver già espresso il parere sulla mozione Binetti ed altri n. 1-00081: ho dato parere favorevole.
PRESIDENTE. C’è anche la mozione Formisano ed altri n. 1-00087.
BEATRICE LORENZINMinistro della salute. Ho già espresso il parere su tale mozione.
PRESIDENTE. Non l'ha espresso in realtà, Ministro. Se può ripetere...
BEATRICE LORENZINMinistro della salute. È accolta.

11 giugno 2013
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