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Ddl Lorenzin. Rinviata la discussione sui Comitati etici. E non si scioglie il nodo sul riconoscimento per osteopati e chiropratici

Il relatore Marazziti (DeS), alla luce della contrapposizione tra PD e M5S, ha deciso ieri di rinviare la discussione, riservandosi di riformulare il suo emendamento. Intanto, il futuro per osteopati e chiropratici resta incerto. Nonostante l'accordo di maggioranza per il loro riconoscimento come professioni sanitarie, evitando sanatorie, resta un nodo da sciogliere. Il rischio, infatti, è che si vengano a creare alcuni osteopati e chiropratici ricnosciuti, e migliaia di altri che a quel punto opererebbero come aubisivi. L'obiettivo resta quello di approvare il provvedimento in commissione entro luglio.
 

07 LUG - Rinviata la discussione sui Comitati etici in Commissione Affari Sociali. Dopo la presentazione dei subemendamenti all'emendamento del relatore sull'articolo 1 del Ddl Lorenzin, in tema di riordino delle professioni sanitarie e sperimentazioni cliniche, nella giornata di ieri si sarebbe dovuti entrare nel vivo del dibattito con il via alle votazioni. Invece, alla luce dei subemendamenti presentati, e della netta contrapposizione tra PD e M5S che avevamo anticipato nei giorni scorsi, il relatore, Mario Marazziti (DeS), ha rinviato il tutto riservandosi di riformulare il suo emendamento.
 
Sulla questione dei Comitati etici la XII Commissione è ancora in attesa di una presa di posizione da parte del Governo che dovrà dare il suo parere sulle proposte di modifica presentate tenendo conto, in particolare, del nuovo regolamento europeo sulle sperimentazioni cliniche. Il Ministero della Salute in questi giorni non ha ancora potuto debitamente affrontare la questione essendo totalmente assorbito dal dibattito sul decreto vaccini in Senato.

 
Proprio sul nuovo regolamento europeo è intervenuta ieri in commissione Anna Margherita Miotto (Pd), segnalando al presidente Marazziti come questo affronti "solo in maniera marginale il ruolo dei comitati etici all'interno della sperimentazione clinica, lasciando ampia spazio alla normativa nazionale". Da qui l'invito a "non vanificare una lunga tradizione del nostro Paese in tale ambito, evitando di porre l'attenzione solo sull'accelerazione delle procedure".

 
Il nodo osteopati e chiropratici. Resta ancora irrisolta la questione legata al riconoscimento di osteopati e chiropratici come professioni sanitarie. Nonostante l'accordo di maggioranza, che vi avevamo anticipato nei mesi scorsi, il futuro dell'articolo 4 resta tutt'altro che chiaro. Il nodo da risolvere è il seguente: l'intenzione della maggioranza è quella di evitare una sanatoria, e per farlo verranno inseriti una serie di paletti per il riconoscimento degli osteopati. Al momento, però, gli osteopati, in larghissima parte, provengono da percorsi formativi molto diversi tra loro. Il rischio è che, procedendo in questo modo, si  verrebbe a creare un altro problema. A quel punto, infatti, sul territorio si avrebbero alcuni osteopati riconosciuti e operanti come professionisti sanitari, e migliaia di altri professionisti che si troverebbero invece ad operare a tutti gli effetti come 'abusivi'. Forti dubbi sono stati inoltre espressi anche sulla mancata disciplina della fase transitoria, prima dell'effettiva entrata in vigore delle nuove norme.
 
Gli stessi dubbi sono estesi anche all'articolo 5 per il riconoscimento dei chiropratici. E si è ancora in cerca di una forumula che possa risolvere entrambe le questioni senza creare ulteriori problematiche.
 
Ad ogni modo, l'obiettivo resta quello di portare a conclusione l'esame in commissione entro la fine di luglio, prima della pausa estiva, in modo da farsi trovare pronti per l'Aula a settembre.
 
Giovanni Rodriquez

07 luglio 2017
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