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Specializzandi. D’Ambrosio Lettieri: “Inaccettabile sperequazione a discapito di quelle non mediche. Governo inadempiente, cieco e sordo”

Per il senatore di Direzione Italia e vicepresidente Fofi “la negazione di un inequivocabile diritto” degli specializzandi non medici, tra cui i farmacisti, “getterebbe le basi di un clamoroso, quanto logico e legittimo ricorso alla Corte europea”. E in questo caso “la strada della procedura di infrazione appare inevitabile”.

01 SET - “Non posso che condividere sia nel merito che nel metodo la nota stampa diffusa dal segretario generale e dal presidente nazionale di Fassid area Sinafo che rivendicano pari dignità per gli specializzandi in farmacia ospedaliera sul tema dei contratti di formazione e annunciano iniziative legali per far rispettare un diritto sancito dalla legge. Il Governo si è dimostrato, sino a questo momento, inadempiente, cieco e sordo ad ogni sollecitazione, ad ogni richiamo e ad ogni legittima richiesta di giustizia per colmare la disparità di trattamento tra specializzandi medici e non medici e mettere fine ad una inaccettabile sperequazione”. Ad affermarlo, in una nota, il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri (Direzione Italia), componente Commissione Sanità Senato, e vicepresidente Fofi.

D’Ambrosio Lettieri evidenzia come “risolvere l’annosa questione della equiparazione tecnica ed economica delle scuole di specializzazione di area sanitaria per laureati non medici a quelle dei laureati medici è stato in tutti questi anni un mio impegno instancabile.  Una battaglia condotta in Parlamento insieme ad altri colleghi, anche di diversi schieramenti politici che, dopo innumerevoli ordini del giorno e interrogazioni, aveva prodotto anche l’approvazione di un atto di impegno da parte del Governo a riconoscere un diritto sacrosanto: quello degli specializzandi non medici, tra cui anche i farmacisti, a godere dello stesso trattamento economico attribuito ai medici per la frequenza dei corsi di specializzazione, atteso che a loro viene richiesta obbligatoriamente, come ai medici, la formazione specialistica con stesso impegno e stessi doveri”.


Per il senatore e vicepresidente Fofi “equiparare lo status giuridico, contrattuale ed economico fra tutte le classi di specializzazione ricomprese nel DM 68/2015, che prevedono medesime regole per conseguire i crediti formativi e maturare il monte orario della pratica professionalizzante, è un atto di civiltà, non solo giuridica, cui Parlamento e Governo non possono sottrarsi. Senza contare, poi, come ho avuto modo di segnalare più volte, il danno alla comunità”.

Per D’Ambrosio Lettieri “la negazione di un inequivocabile diritto getterebbe le basi di un clamoroso, quanto logico e legittimo ricorso alla Corte europea, analogamente a quanto fatto dagli specializzandi medici che hanno ottenuto i contratti di specializzazione in questo modo, dando seguito ad una dilagante richiesta di risarcimenti anche retrodatati. L’altro aspetto da non trascurarsi è relativo al fatto che il mancato riconoscimento economico per gli specializzandi non medici assume anche rilievo sindacale poiché gli stessi prestano servizio come lavoratori con obbligo di effettuare attività assistenziale diretta sul paziente, esattamente come gli specializzandi medici. A questo punto – per D’Ambrosio Lettieri -, la strada della procedura di infrazione appare inevitabile”.

01 settembre 2017
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