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Farmaci e medici di famiglia. Milillo (Fimmg) ad Aifa: “Dov'è finita la sperimentazione dei piani terapeutici?”

di Giacomo Milillo

Per essere sempre più collaborativa la Medicina Generale ha aderito con slancio, nel 2014, al Progetto di sperimentazione Piani Terapeutici in Medicina Generale. Ma purtroppo, ad oggi, dall’AIFA, non abbiamo più notizie sullo sviluppo di quel progetto. I medici di famiglia meritano più attenzione, come accade in Europa

09 DIC - Il farmaco è sempre più al centro dell’attenzione dei cittadini, del SSN per le implicazioni di ordine pratico ed etico. E per la politica combinare l'interesse del cittadino e mantenere l'equilibrio economico diventa sempre più impegnativo. Il forte processo di innovazione che sta sempre più caratterizzando le terapie,  la sempre più accresciuta capacità di risposta ai bisogni dei pazienti, anche verso quelle patologie che sino a poco tempo addietro si reputavano  “invincibili”, pone tutti gli attori del SSN di fronte a nuovi scenari per garantire equità di accesso alle  cure e la sostenibilità del sistema.
 
I Medici di Famiglia hanno sempre voluto dare il proprio contributo - equilibrato ed efficace - all’uso del bene farmaco ponendosi  a disposizione del  Servizio Sanitario Nazionale e Regionale e ottenendo importanti risultati, come anche attestato dai i dati OSMED pubblicati da AIFA, che evidenziano  attenzione ai bisogni del  paziente e ai bisogni di sostenibilità del sistema anche  attraverso il rispetto delle decisioni regolatorie.

 
Per essere sempre più collaborativa la Medicina Generale ha aderito con slancio, nel 2014, al Progetto di sperimentazione Piani Terapeutici in Medicina Generale, per essere il più possibile vicino ai propri pazienti, pur conscia di  caricarsi di ulteriori impegni anche burocratici.
 
Purtroppo, ad oggi, dall’AIFA (dove peraltro i medici di famiglia non hanno alcuna rappresentanza), non abbiamo più  notizie sullo sviluppo di quel progetto Ricordiamo come nel settembre 2014 AIFA, a firma DG Luca Pani e Walter Marrocco (Medico di Famiglia, allora componente CTS), abbia inviato richiesta alle associazioni dei Medici di Famiglia per raccogliere le  disponibilità individuali dei propri associati al Progetto  in questione (auspicabili in circa 2.000). A tale  richiesta varie associazioni hanno risposto, nei tempi  richiesti, con circa 2.550 adesioni, di cui circa 1.430 della sola F.I.M.M.G.  Tutti i medici resisi  disponibili son stati  poi successivamente contattati da AIFA per un’ulteriore  conferma della già preannunciata  disponibilità.  Da allora nessuna notizia è giunta ai medici o alle  loro sigle di rappresentanza, nonostante l’appoggio  della CTS al Progetto,  interessamento che si è sostanziato anche con l’individuazione di alcune  importanti  aree terapeutiche, in analogia a quanto proposte da alcune regioni, tra cui: Lazio, Sicilia,Lombardia, Toscana, Molise.

Questa e altre attività legate al ruolo della Medico di Famiglia nella gestione della terapia farmacologica ci  pongono la questione fondamentale di che tipo di “salute”, tramite il  farmaco, si vuole offrire (vogliamo offrire) ai nostri cittadini e con quali  modalità. In Italia la  famosa e quotidianamente sbandierata lotta agli sprechi,  alle inutilità, alle inappropriatezze, deve a nostro avviso essere  gestita con il coinvolgimento di un importante attore del sistema salute, un professionista chiamato ogni giorno a garantire la salute del cittadino, il Medico di Famiglia, che, per quanto riguarda il farmaco,  tante  manifestazioni di affidabilità ha dimostrato e sta dimostrando, vivendo un contesto nazionale in controtendenza rispetto a quello  europeo.
 
In EMA, proposte nate in Italia stanno portando alla creazione di  Gruppo di Medici di Medicina Generale europei di “supporto” alle attività  dell’Agenzia  Europea. Sempre a livello europeo, inoltre, è in pieno sviluppo un percorso normativo, che sta già impegnando  tutti i paesi dell’Unione e che trova quale elemento qualificante e fondante l'imprescindibile ruolo delle Cure Primarie nella gestione del farmaco, sia nella  fase pre che in quella post-autorizzativa, attraverso la creazione di  appositi strumenti, quali gli  studi post-registrativi nelle condizioni più vicine possibili al mondo reale: PASS (Post  Authorization Safety  Study), PAES (Post  Authorization Efficacy Study), Registri Pazienti/Patologia/Farmaci, Adaptive Path Way (acquisizione di dati dal mondo reale per  “guidare” in modo progressivo l’uso dei  farmaci). Per tentare di  correggere in Italia quella che sempre più assume i contorni di una vera e propria esclusione dei Medici di Famiglia dall’uso del farmaco innovativo, con inevitabili  danni al cittadino in termini di accesso alle cure più appropriate, c’è la necessita un cambio di impostazione e di atteggiamento.
 
La Medicina Generale dovrebbe essere considerata un partner di eccellenza, capace di gestire, nell’interesse del paziente, il farmaco, anche innovativo, nel rispetto della sostenibilità del  Sistema. Sicuramente, anche alla luce del percorso (sospeso? interrotto? sperduto?) di sperimentazione Piani Terapeutici in  Medicina Generale  per  una sua maggiore responsabilizzazione, riteniamo che i Medici di Famiglia - analogamente a quanto accade in Europa - meritino più  considerazione, maggior riconoscimento per la loro disponibilità e anche più rispetto. Per uscire da  questo empasse basterebbe rileggere quanto  congiuntamente sottoscritto dalla Medicina Generale e da AIFA, in un Documento Programmatico congiunto nel 2012:
 
I MMG si  impegnano  a migliorare la loro capacità di attuare percorsi  razionali, eticamente fondati ed economicamente sostenibili:
 
 •     Utilizzando  percorsi formativi specifici, autorevoli e indipendenti
 
 •     Adottando sistemi di autovalutazione dei risultati
 
 •     Condividendo sistemi di verifica dei risultati e dei livelli di efficienza raggiunti
 
AIFA si impegna a rivedere l’impianto delle regole che vincolano la  prescrizione dei farmaci  da parte dei MMG:
 
 •     Eliminando, ove  possibile, le norme  che hanno un senso prevalentemente burocratico
 
 •     Incentivando la responsabilità del singolo medico al quale non può essere sottratta neppure quando vi siano evidenti esigenze economiche
 
 •     Riportando in capo al MMG la responsabilità della prescrizione.
 
 •     Semplificando la classificazione dei medicinali per quanto riguarda la fornitura e dispensazione.”
 
Giacomo Milillo
Segretario nazionale Fimmg

09 dicembre 2015
© Riproduzione riservata


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