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Dirigenza sanitaria. “Contratto è in ‘fermo storico’. Il Governo investa”. Intervista a Spanò (Anaao)

Ieri primo Forum nazionale del settore dirigenza sanitaria del sindacato. Parla il responsabile nazionale: “Abbiamo pagato un prezzo altissimo. Servono aumenti economici e soprattutto il riconoscimento degli aspetti che riguardano il disagio lavorativo. E di certo le risorse che sono nella Legge di Bilancio non bastano. Senza risposte sarà sciopero”.

18 NOV - “Abbiamo pagato un prezzo altissimo. Le risorse del Governo sono insufficienti”. A parlare è Alberto Spanò, Responsabile nazione del settore dirigenza sanitaria dell’Anaao che a margine del Primo forum nazionale del settore (ora l’Area contrattuale è unica insieme ai medici e ai veterinari ndr.) che si è svolto a Roma ha approfondito le richieste al Governo per la Legge di Bilancio approfondendo alcuni temi specifici della dirigenza sanitaria, a partire dalla formazione: “Con il blocco abbiamo pagato un prezzo altissimo in termini di mancato ricambio in questi anni. Ma siamo arrivati alla vigilia di una ripartenza della formazione specialistica”.
 
Dottor Spanò avete protestato davanti a Montecitorio contro la Legge di Bilancio. Lamentate scarse risorse. Per il rinnovo del contratto si prevedono tempi lunghi quindi?
Come e insieme ai medici, visto che ora siamo nella stessa Area contrattuale, chiediamo un quadro chiaro e certo delle risorse economiche che in questo momento non c’è. V. Al momento abbiamo solo capito che le risorse sono insufficienti per affrontare un rinnovo contrattuale come questo.

 
In che senso?
Il contratto ormai è vive una fase di ‘fermo storico’ e per questo motivo non può diventare un rinnovo che sarebbe de facto solo per la parte normativa. Tutto ciò ci vedrebbe penalizzati. Bisogna associare aumenti economici e soprattutto il riconoscimento degli aspetti che riguardano il disagio lavorativo come abbiamo più volte segnalato.
 
Legge di Bilancio, contratto, disagio lavorativo, ma anche necessità di risolvere il nodo formazione. Lì forse qualche novità c’è?
Con il blocco abbiamo pagato un prezzo altissimo in termini di mancato ricambio in questi anni. Ma siamo arrivati alla vigilia di una ripartenza della formazione specialistica che consentirà ai giovani (ormai sono migliaia quelli laureati ma senza formazione specifica) di avere nuovi sbocchi dopo anni di parcheggio forzato o emigrazione all’estero. Sì c’è ancora molto lavoro da fare ma lo sblocco della situazione è vicino. L’aspetto fondamentale è che finalmente nei fatti si capisca l’importanza di professioni come i biologici, chimici, fisici, farmacisti, psicologi che come i medici svolgono ruoli di prim’ordine negli Enti di ricerca biomedica sia in Italia che a livello internazionale. E poi lo dico chiaramente: bisognerà affrontare anche il tema della formazione specifica in materia ambientale, di cui oggi siamo privi per questi profili.
 
Tra gli emendamenti alla Legge di Bilancio c’è la proroga contratti a termine. Che ne pensa?
Una proroga di un anno può essere un momento di respiro importante perché i processi di stabilizzazione sia della Sanità che della Ricerca stanno partendo ora e presumibilmente il percorso durerà un paio di anni. Sulla ricerca biomedica invece siamo in attesa che il Ministero della Salute porti a compimento il piano annunciato sette mesi fa.
 
Si è tenuto il primo forum nazionale del settore. Qual è il messaggio?
Il messaggio è che Anaao ha precorso i tempi nell’integrazione della dirigenza sanitaria. Una scelta che è stata criticata per molto tempo. Con questo Forum Anaao dimostra di avere le idee chiare e di voler tracciare il percorso sindacale che ci attende in modo compatto.
 
Senza risposte entro il 24 sarà sciopero allora?
Sì. Siamo in difficoltà e non si può accettare un rinnovo contrattuale così.
 
Luciano Fassari

18 novembre 2016
© Riproduzione riservata


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