Cure primarie. Sindacati e ministero concordano riforma. Ma non si parla di “H 24”

Cure primarie. Sindacati e ministero concordano riforma. Ma non si parla di “H 24”

Cure primarie. Sindacati e ministero concordano riforma. Ma non si parla di “H 24”
Per le cure primarie potrebbe essere l'inizio di una nuova era. Arrivano il "ruolo unico" per i medici del territorio e nuove regole per l'emergenza. Cambiano i compensi e si inaugura la presa in carico per "intensità assistenziale". Ma nel documento manca un riferimento preciso all'"H 24".

Si è svolto stamani presso il ministero della Salute il più complesso dei tavoli dedicato a “Cure primarie e integrazione ospedale-territorio” che il ministero ha aperto con i sindacati medici. L’incontro si è concluso positivamente con la sottoscrizione da parte di tutte le sigle sindacali di un documento che raccoglie in buona sostanza le istanze presentate dalle organizzazioni.
 
A sorpresa però manca un riferimento preciso alla assistenza territoriale garantita nell'arco delle 24 ore per tutta la settimana, la famosa "H 24", della quale si è sempre parlato come del vero obiettivo della riforma delle cure primarie. Al momento non abbiamo registrato commenti in proposito ma è indubbio che un chiarimento sul perché non si sia voluto sciogliere il "nodo" della riforma dovrà esserci. Senza contare che il tutto dovrà ora passare al vaglio delle Regioni, non presenti al tavolo, ma che sulla materia dovranno esprimere la loro valutazione sostanziale affinché il progetto possa decollare realmente.

Ecco comunque il testo dell'accordo

Obiettivi da perseguire
1. Presa in carico del paziente modulata su livelli di intensità assistenziale attraverso l'integrazione delle figure professionali
2. Appropriatezza delle cure
3. Riorganizzazione dell'assistenza territoriale incentivando le forme evolute di aggregazione dei professionisti
4. Promozione della sanità d'iniziativa

– Ruolo unico ed accesso unico per tutti i professionisti medici nell'ambito della propria area convenzionale (medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali) al fine di far fronte alle esigenze di continuità assistenziale, di organizzazione e gestione, di prestazioni strumentali, di coordinamento informativo, di specifiche competenze cliniche richieste.

– Integrazione mono-professionale e multi-professionale per favorire, l'integrazione ed il coordinamento operativo tra i medici di medicina generale in tutte le loro funzioni, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali, anche attraverso la costituzione di AFT e UCCP, nonché valorizzare l'integrazione tra i medici convenzionati ed i medici dipendenti, attraverso l'istituzionalizzazione di tavoli aziendali e regionali, facilitando
l'intero percorso di cura del paziente.

– Ristrutturazione del compenso prevedendo una distinzione delle fonti e dei meccanismi di finanziamento destinati alla remunerazione dell'attività professionale (prevalentemente definite e quantificate a livello nazionale) da quelle necessarie ad acquisire i fattori di produzione (attrezzature, personale, spese di gestione, spese automezzo, ecc.).

– Sviluppo dell'ICT (Information and Communication Tecnology) che rappresenta uno strumento irrinunciabile sia per l'aggregazione funzionale sia per l'integrazione delle cure territoriali e ospedaliere ai fini di servizio, gestionali e di governo clinico, fermo restando quanto previsto al punto 3.

– Individuazione nel distretto la sede territoriale di riferimento, strettamente legata al territorio di competenza, dove attuare il coordinamento della gestione dell'assistenza.

– Riorganizzazione del sistema di Emergenza ed Urgenza al fine di garantire una continuità tra ospedale e territorio, evidenziando la necessità del passaggio alla dipendenza dei medici di emergenza sanitaria o comunque l'esigenza di una univocità di ruolo giuridico e contrattuale dei medici operanti nei servizi di emergenza.

– Formazione dei professionisti: definire i percorsi formativi in maniera funzionale ai ruoli operativi specifici nell'ambito dell'integrazione professionale senza determinare sovrapposizioni, concorrenzialità o utilizzo in funzioni improprie. Rimodulare il percorso formativo per facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro dei giovani medici, completando lo stesso nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali, comprese le forme organizzative evolute della medicina generale e della pediatria di famiglia, ad integrazione e perfezionamento del percorso universitario. Favorire lo sviluppo dei percorsi assistenziali ospedale-territorio per garantire la formazione continua dei medici anche attraverso processi formativi integrati che prevedono la partecipazione dei medici dipendenti e dei medici convenzionati. 

12 Aprile 2012

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