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Lazio. Zingaretti al contrattacco: “Dati ministero parlano chiaro: la Regione può uscire dal commissariamento”. Ma Grillo lo gela: “Uscita non sarà immediata”

Il presidente Zingaretti risponde alle affermazioni della ministra Grillo sul commissariamento sanitario: “Sono i dati dello stesso ministero a dire che la Regione Lazio ha i presupposti per uscire dal commissariamento”. E alle critiche mosse al Policlinico Umberto I durante la visita a sorpresa di oggi: “la valutazione non può essere fatta con la visita di un'ora e mezza in ospedale”. Ma in serata il ministro della Salute risponde così al governatore: "Conti ancora non in equilibrio e servizi non adeguati".

01 FEB - "Questa mattina la ministra Grillo ha rilasciato dichiarazioni significative sulle quali mi sembra giusto rispondere subito. La ministra ha affermato che al momento non ci sono i presupposti affinché il Lazio esca dal commissariamento. Credo sia, lo dico senza vena polemica, opportuno sottolineare che questa affermazione è, nei fatti, priva di fondamento". Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in occasione di una conferenza stampa a seguito delle affermazioni del ministro Giulia Grillo durante la visita a sorpresa all'Umberto I di Roma. La polemica si va ad inserire nella battaglia tutta politica sulla norma contenuta nel decreto fiscale che reinserisce l'incompatibilità tra presidente di Regione e Commissario ad acta. Proprio ieri, in tal senso, la Regione Lazio ha deciso di fare ricorso alla Consulta dato che la misura, entro fine marzo, potrebbe far decadere i presidenti-commissari ancora in carica che al momento sono Zingaretti per il Lazio e De Luca in Campania.

 
"Dieci anni fa la Regione fu commissariata perché contava 114 punti Lea nel 2009. Poi, con la drammatica coincidenza di 1,7 miliardi di disavanzo, questo portò alla decisione di commissariare - ha aggiunto il governatore -. È falso ciò che dice il ministro Grillo perché l'esito dei tavoli ministeriali, del ministero della Salute e del Mef, anche di questo governo, ha segnalato che già nel 2014 i Lea avevano superato quota 168 e sono in costante miglioramento. L'ultimo dato del 2017 è a 180, il più importante avanzamento Lea di tutte le Regioni italiane. Poi c'è l'elemento finanziario. Nel 2006 il disavanzo era a 1,7 miliardi, nel 2017 a 45 milioni. Viene valutato come congruo il livello di disavanzo al 5% del budget. Il Lazio ha dunque i presupposti per uscire dal commissariamento, con progressivi cali di disavanzo. E confidiamo che al prossimo tavolo i conti del 2018 confermeranno questa tendenza. Ancora più positivo - ha concluso il governatore - l'aumento dei Lea e la diminuzione del disavanzo ci hanno permesso dopo dieci anni di portare in linea il tasso di mortalità con quello nazionale".
 
"Non esiste in questo momento un orientamento del governo Conte indirizzato verso il prosieguo di un commissariamento del Lazio. Io sto commentando una frase del Ministro della Salute Grillo. Noi chiariamo che è vero esattamente il contrario - ha aggiunto Zingaretti -, i presupposti per uscire dal commissariamento ci sono tutti. Una cosa è un giudizio individuale che si può dare, altro sono i parametri che vanno rispettati e che sono stati raggiunti. Confidiamo che in questo confronto anche l'esito del prossimo tavolo sia positivo visto che sono i dati del ministero stesso che dicono che le condizioni ci sono".
 
"Siamo pronti a intavolare un discorso con la ministra sui prossimi anni - ha continuato il presidente Zingaretti -. Noi proporremo un patto alle Regioni partendo da un giudizio critico sui tassi di finanziamento, per chiedere sulla sanità una 'Quota 10". Vogliamo proporre per il prossimo triennio un aumento del fondo sanitario nazionale di 10 miliardi, con 100 mila assunzioni nella sanità a livello nazionale nello stesso periodo. Solo così si potrà garantire e difendere il diritto alla salute dei cittadini".
 
Per quanto riguarda le critiche mosse dal ministro Grillo al Policlinico Umberto I, Zingaretti ha precisato: "I dg delle aziende ospedaliere sono valutati con criteri molto selettivi, a punteggio, rispetto al raggiungimento degli obiettivi legati ai Lea. Da quando siamo arrivati, i criteri di valutazione dei direttori sono molto stringenti e se non raggiunti portano alla decadenza dei direttori. Non a caso per il Policlinico, che è una delle realtà più complesse della nostra Regione - ha aggiunto - è stato scelto l'ex dg della sanità della nostra Regione, anche in questo caso con elementi di valutazioni scientifici che non ci portano a dire che non esistono problemi al Policlinico ma la valutazione non può essere fatta con la visita di un'ora e mezza in ospedale".
 

 

01 febbraio 2019
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