Ospedali a confronto. Il Caso San Camillo. Performance peggiorate per colpa dei tagli

Ospedali a confronto. Il Caso San Camillo. Performance peggiorate per colpa dei tagli

Ospedali a confronto. Il Caso San Camillo. Performance peggiorate per colpa dei tagli

Gentile direttore,
al San Camillo-Forlanini il costo medio di un ricoverato è più elevato che in altri ospedali del Lazio. È uno dei dati più rilevanti proposto dallo studio Altems dell’Università Cattolica, recentemente commentato da tutta la stampa romana. Uno studio importante, anche se limitato al 2010, che confronta le gestioni dei maggiori ospedali romani e merita però qualche ulteriore riflessione.
 
Il costo medio per un paziente ricoverato al San Camillo nel 2010 è stato pari a 8.886 €, più alto che in altri ospedali come ad esempio il Policlinico Gemelli dove nello stesso periodo il costo si è attestato sotto i 6.000 €.
Peccato che nel 2004 e nel 2005, prima che venisse attuata la politica dei tagli lineari, anche al San Camillo il costo medio di un dimesso era inferiore ai 6.000 €.
 
La scure dei tagli non ha solo prodotto una rilevante riduzione dell’offerta assistenziale, ma si è accompagnata ad un sensibile ed inquietante peggioramento dell’efficienza operativa e degli indicatori economico-finanziari.
Il confronto tra i dati del San Camillo e altre strutture, quali ad esempio il Policlinico Gemelli, evidenzia preoccupanti segnali di inefficienza da parte del San Camillo. Tuttavia anche in questo caso emerge che prima dei tagli l'efficienza  operativa del nostro ospedale era senza dubbio migliore, molto vicina ad esempio a quella riportata nella pubblicazione dell’ALTEMS per il Policlinico Gemelli, il più virtuoso degli ospedali regionali.
 
Di fronte a questi dati si può concludere che i tagli lineari, in assenza di una programmazione regionale e di meccanismi di monitoraggio e controllo della spesa e dei risultati, hanno prodotto effetti disastrosi sotto l’aspetto economico e preoccupanti per l’assistenza.
Pensare di risanare i bilanci sottraendo risorse ai grandi ospedali è un suicidio gestionale. Il San Camillo, che è stato pesantemente ridimensionato, più di altri ospedali, sta pagando un prezzo altissimo.
 
Ma il prezzo più alto lo stanno pagando i cittadini. “ ..non dobbiamo calpestare la dignità di chi non può difendersi….” dice Toni Servillo nel film W la libertà. Nei Ps di molti ospedali romani la dignità del paziente, degli infermieri, dei medici sono state da tempo calpestate senza raggiungere obiettivi economici significativi, anzi. Ed è solo merito di tutti gli operatori se, dopo tutte le penalizzazioni subite, il San Camillo riesce ancora faticosamente a rispondere all’enorme richiesta di salute dei cittadini a cominciare da quelli più critici che arrivano ogni giorno al nostro Pronto Soccorso in codice rosso. I cittadini del Lazio, oberati da pesanti tasse regionali, hanno diritto ad una sanità migliore che può essere realizzata solo attraverso una programmazione regionale rigorosa scritta da tecnici autorevoli e competenti. Li aspettiamo da molti anni.
 
Bruno Schiavo
Segretario aziendale Anaao-Assomed 
 
 


Fonte dati:ASPSIA San Camillo, Altems

San Camillo 2004

San Camillo 2010

Gemelli 2010


Costo paziente €

5.879

8.886

5.947

Costo beni servizi/ paziente €

1.776

2.941

2.076

Dimissioni / posto letto

58,9

53,7

56,6

Dimissioni / medico

80,3

63,8

104,7

Costo produzione / Risorse

112,7

159,2

107,6

Posti letto per acuti e DH

1.459

1001

1737

Accessi in Pronto Soccorso

106.080

95.845

73.581

Accessi in codice rosso al dì

2,9

6,5

3,6

08 Aprile 2013

© Riproduzione riservata

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