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Toscana. Negli ospedali ci mandano in “esubero”. All’Università assumono

21 FEB - Gentile Direttore,
Sabato scorso a Firenze si sono tenuti gli stati generali dei sindacati medici e veterinari della Toscana, con all'ordine del giorno la discussione sulla "riforma" del sistema sanitario regionale: in allegato il comunicato stampa dal quale si evince chiaramente la posizione dell'intersindacale. Come vede si tratta di un documento piuttosto duro e tra i vari aspetti che in esso sono contenuti, vorrei soffermarmi su uno particolarmente odioso: gli esuberi.

La Regione, nella sua proposta di legge, "suggerisce" alle aziende di individuare un elenco di dipendenti che possiedono i requisiti (età ed anzianità contributiva) per andare in pensione con le regole pre-Fornero. Se essi vengono dichiarati in "esubero" (leggi: non necessari) possono essere collocati a riposo senza le penalizzazioni previste appunto da quella legge di riforma.
 
Questo innesca un conflitto da una parte tra le aspirazioni dei colleghi che vorrebbero andare in pensione e si ritengono giustamente penalizzati dalla legge e dall'altra tra quelli che rimangono, perché - se viene dichiarato un esubero - per anni quel posto non può essere ricoperto ed il carico di lavoro di quella struttura aumenta per chi rimane. A tutto questo si aggiunge la discrezionalità assoluta delle aziende che possono decidere di prepensionare dirigenti "scomodi" e mantenere in servizio altri ritenuti più "funzionali" all'organizzazione.

 
Si afferma che ciò è necessario per risparmiare, ma si tace che tutto questo - ammesso che vada in porto - è solo un gioco di bussolotti per trasferire i costi dalla Regione all'INPS: così facendo infatti la Regione rimetterebbe in carico allo Stato parte dei tagli che lo Stato le impone, ma tutto questo solo a partire dal 2016, quindi senza alcun effetto per l'anno in corso.

Lacrime e sangue per tutti allora e per il bene dell'Italia dobbiamo tutti adeguarci… ma al solito siamo tutti uguali, ma c'è qualcuno più uguale degli altri.

Vorrei poi stigmatizzare alcune recenti interessanti delibere dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese, presenti nella sezione "Amministrazione Trasparente" del sito ufficiale: il Direttore Generale utilizza fondi aziendali per la cifra di quasi tre milioni e settecentomila euro (oltre sette miliardi delle vecchie lire) in tre rate annuali per assumere 5 professori universitari, perché la "povera" università di Siena non ha i soldi. Basta navigare su internet per rendersi conto di quale sia lo stato finanziario di quella sede dell'accademia, spesso soccorsa "in solido" da finanziamenti pubblici (attraverso l'acquisto di parte del suo patrimonio immobiliare) e da donazioni dell'allora facoltosa Fondazione del Monte dei Paschi.

E quindi - invece di dichiarare fallimento e mandare un bel commissario liquidatore (come invece si vuole fare con le ASL territoriali) - mandiamo in soccorso l'Azienda Ospedaliera.

Ma c'è di più: in Toscana è stato inventato il DIPINT (acronimo di Dipartimento Integrato Interistituzionale): un carrozzone che costa a tutti noi circa 30 milioni di euro l'anno (circa la metà dell'importo complessivo dei ticket sanitari che il governo ha richiesto alla Toscana) attraverso cui la Regione - per tramite delle aziende miste - finanzia le tre Università Toscane. 
Avrebbe dovuto - tra le altre magnifiche cose - seguire le pratiche per favorire l'acquisizione dei fondi competitivi di ricerca europei. 
Si mette su tutta questa bella organizzazione e poi si "scopre" che non abbiamo all'interno della nuova struttura del personale dipendente all'altezza del compito: niente paura, si ricorre alle "Consulenze Esterne"
 
Il suo giornale ha riportato cosa pensa al riguardo la Corte dei Conti, e a tale proposito mi piacerebbe tanto sapere cosa ne pensano gli esponenti del Governo Regionale: magari con un tweet o via facebook: oggi si usa così.
 
Ecco quindi la "consulenza" per l'assunzione del direttore del DIPINT (360.000 euro per tre anni); di un "tecnologo" (E chi è? Comunque costa un po' meno: 90.000 euro per 18 mesi); poi ci serve un informatico (in urgenza: oltre 36.000 euro per 1 anno), un laureato in scienze economiche (42.000 euro per un anno e - guarda caso - si era presentato solo lui), e - dulcis in fundo - un laureato in scienze politiche che di necessità deve promuovere l'immagine di tutta l'organizzazione, e per questo compito (in verità improbo) lo paghiamo per un anno oltre 72.000 euro. 

E adesso che abbiamo speso altri 600.000 euro, chissà quali mirabolanti risultati ci saranno: ai posteri (o alla Corte dei Conti) l'ardua sentenza.

Proprio ieri il Governo ha emanato i decreti attuativi del "Jobs Act": chissà se nell'annunciato stop ai contratti co.co.co rientrano anche questi? Sarebbe proprio una bella notizia.


Concludo con un invito a tutti gli operatori sanitari pubblici della mia bellissima Regione:

Cari colleghi, la volta prossima che non sostituiranno una collega in gravidanza nel vostro reparto, che vi lasceranno "facenti funzione" per anni, che sarete costretti a girare per l'ospedale in cerca dei pazienti che vi hanno "appoggiato" da qualche parte, che chiamati in consulenza nei Pronti Soccorsi stracolmi benedirete quel giorno che avete scelto di fare un'altra specialità, che invierete l'ennesima richiesta per qualcosa che non arriva, stampatevi una di queste delibere, fatevi un selfie tenendola in bella mostra davanti a voi, aggiungete la didascalia "Io sto sereno.... e tu?" e inviatele con whattsapp, instagram o facebook ai vostri contatti di lavoro, alle direzioni aziendali e ai politici.

Forse così le coscienze si sveglieranno un po'


Gerardo Anastasio
Segretario aziendale ANAAO-Assomed - Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana

21 febbraio 2015
© Riproduzione riservata


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