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Tsrm: “Si ritirino le linee guida per le pratiche radiologiche”

12 GEN - Gentile Direttore,
in queste settimane è tornato alla ribalta il comma 566 della precedente legge di Stabilità e la relativa "cabina di regia", soprattutto in seguito alla lettera della Presidentessa della FNMCEO diretta alla Ministra della Salute. Il dottor Proia, poi, ricorda ad ognuno l'occasione che tale "cabina" offre a tutti quanti per concertare insieme l'organizzazione del Sistema Sanitario Nazionale.

Il dottor Proia in tutti i suoi ultimi interventi menziona, come esempio di concertazione, l'accordo raggiunto in Area Radiologica circa le competenze specialistiche del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (TSRM) condivisa con tutte le associazioni/società di settore. Occorre, tuttavia, dire che dalla firma di quell'accordo (mai pervenuto alla Conferenza Stato - Regioni e, quindi, mai licenziato) ne è passata di acqua sotto i ponti; nello specifico: due processi penali (casi Marlia e Barga), un processo amministrativo (caso Pordenone) e, soprattutto, l'emissione da parte del Ministero della Salute delle "Linee guida per le pratiche radiologiche clinicamente sperimentate" avverso il parere documentato della Federazione Nazionale TSRM e senza la condivisione con la Conferenza Stato - Regioni. Tale documento ministeriale, in particolare, riporta la professione del TSRM ad una legislazione pre-1983 e, per certi versi, pre-1968.

 
Ora vien da dire "li riconoscerete dai loro frutti" (e non dalle loro parole) o, nel Paese del Gattopardo "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi". Ci si domanda: se queste linee guida (che linee guida non sono) avrebbero dovuto essere il risultato della concertazione (che non c'è stata se con questa si intende il raggiungimento di una comune decisione sulle regole da adottare) fra tre professioni (Medici Radiologi, TSRM, Fisici Medici), cosa succederà quando al tavolo siederanno ben più di un tal numero di soggetti? Fa, inoltre, pensare il tentativo della FNMCEO di abrogare la prima parte del comma 566 e di mantenere intatta la seconda parte ("cabina di regia" per intenderci).
 
Al di là del fatto che non si è ben compreso chi fossero i soggetti dell'accordo che avrebbe portato alla modificazione del comma in oggetto e chi fosse la "misteriosa manina" che ha invalidato il tentativo, ci si domanda: perché la FNMCEO punta all'abrogazione della prima parte del comma (l'incipit) e al mantenimento del secondo? Forse perché è chiaro che tale "cabina di regia" è destinata a diventare un porto delle nebbie dove i veti incrociati paralizzerebbero per mesi/anni lo sviluppo delle Professioni?
 
Non sono le leggi che mancano in questo Paese, ma la volontà delle parti in causa o, forse, l'eccessiva presenza di potere lobbystico di alcune di esse.
Sì, di alcune. Perché non si può fare di "tutta un'erba un fascio". Vi sono, infatti, soggetti che ragionano in termini di Sistema ed altri che guardano, anzitutto, al proprio "status". Vi sono soggetti, che al di là delle dichiarazioni, non si rendono conto che la società è cambiata, la Sanità è cambiata, le Professioni sono cambiate. Di queste ultime, alcune sono in forte sviluppo perché hanno investito in studio e formazione (oltre al fatto che sono le necessità di Sistema a richiederlo) ed altre che sono rimaste "al palo" pensando di poter vivere di rendita e che ritengono che l'acquisizione di una sola laurea ne assorba altre tre: economia, giurisprudenza, ingegneria gestionale.
 
Nella vita bisogna decidere cosa fare: i sanitari "puri", i sanitari economisti, i sanitari gestionali, i sanitari legali (ed intraprendere i relativi percorsi per acquisire le dovute competenze). Non si può pensare di fare tutto, non si può pensare di maturare tutte le competenze con un solo tipo di percorso formativo. Per il resto si è d'accordo col dottor Proia: viviamo in una Repubblica e in uno Stato di diritto (non vi sono regni che si perdono per un cavillo soprattutto quando "il cavillo" è l'essenza dello Stato di diritto) e la negoziazione è uno dei pilastri della democrazia. Occorre, tuttavia, ripristinare un sistema democratico ove esistano soggetti di pari dignità (anche se di importanza e peso diversi) e non regnanti e plebe, uomini liberi e schiavi.
Per tale motivo i TSRM chiedono, innanzitutto, il ritiro immediato delle recenti "Linee guida per le pratiche radiologiche clinicamente sperimentate" in quanto lesive del dettato costituzionale, delle Leggi dello Stato, della normativa di esercizio professionale.

Se il Ministero crede, come dice, nella concertazione, dia un segnale nei termini sopra richiesti, altrimenti siamo unicamente di fronte ad "un mare di parole".
 
Gruppo Aspetti Giuridici e Medico Legali
Federazione Nazionale TSRM


12 gennaio 2016
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