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Medicine alternative. Lo zucchero non cura e non c'è bisogno di convegni al Senato per saperlo

30 SET - Gentile direttore
ho seguito con interesse il dibattito che si è svolto nel suo giornale riguardante il convegno di medicine alternative svoltosi al Senato nei giorni scorsi. Colpisce il fatto che il sen. Romani e gli organizzatori del convegno descrivano le medicine alternative come fossero vere medicine, trattando i colleghi medici ed i consumatori come massa senza capacità critica e di giudizio.

Fermo restando che la libertà di espressione e di opinione deve restare sacra e protetta, non si capisce (o si capisce benissimo, dipende dai punti di vista) quali sarebbero gli obiettivi di chi organizza questi simposi e di chi vi partecipa. 

 
Se si esclude la fitoterapia, unica tra le medicine non convenzionali con una buona base scientifica e che, con alcuni limiti, può essere considerata medicina a tutti gli effetti, il resto delle pratiche proposte sono evidentemente antiche usanze senza base teorica valida né evidenza scientifica. Mi colpisce che i colleghi fitoterapeuti o gli agopuntori che rivendicano il loro essere scienza, si mescolino agli “operatori energetici” o siedano assieme ad omeopati antivaccino che curano l’autismo con l’omeopatia, sono scelte con conseguenze immaginabili.
 
In tutto il mondo, tranne nei paesi poveri dove la gente non ha soldi per comprare medicine, l’omeopatia sta scomparendo. In venti anni in Inghilterra le prescrizioni di omeopatia sono crollate del 95%, sono stati chiusi tutti gli ospedali omeopatici (ne è rimasto solo uno diventato un piccolo ambulatorio), chiudono storiche farmacie omeopatiche, il governo discute la possibilità di eliminare il rimborso dei prodotti, in Spagna è in corso una petizione dei farmacisti per eliminare le caramelle omeopatiche dagli scaffali. 
 
Dai noi, invece, i medici omeopati vorrebbero addirittura incoraggiarne l’uso da parte del nostro SSN. Siamo sempre indietro noi italiani o si tratta semplicemente di una normale e ben costruita attività di lobbismo per occupare posti di lavoro e stipendi statali? Siamo nel 2016, l’unico obiettivo della medicina dovrebbe essere il miglioramento dei servizi, l’educazione alla prevenzione, allo stile di vita sano, dovremmo spiegare che le medicine si devono usare solo quando servono e siamo ancora qui a promuovere le energie curative ed i flussi magici? Aggiungiamo finta medicina invece di raffinare quella vera?
 
Come si sarà notato, inoltre, la difesa d’ufficio della lobby alternativa si basa sui soliti luoghi comuni: sono sempre di più gli italiani che la usano, esistono molte prove scientifiche a sostegno di queste medicine e sono tanti i medici che le praticano. Sono fallacie. Pubblicità dal sapore antico. L’omeopatia non vende nulla e vende sempre di meno, rappresenta lo 0,8% del venduto in farmacia (dati Federfarma 2014), meno dei prodotti di bellezza, con vendite in progressiva diminuzione (-2,4% rispetto all’anno precedente) e, come scritto anche nel documento conclusivo del convegno, il 90% dei prodotti omeopatici, vende meno di 1000 pezzi l’anno (!): una nullità.
 
I colleghi inglesi hanno definito l’omeopatia una stregoneria, in Australia il consiglio nazionale di sanità ha pubblicato un report basato sull’analisi di 1800 studi scientifici concludendo che l’omeopatia non è efficace nella cura di nessuna malattia, non esiste un solo studio di buon livello che mostri un’efficacia almeno ipotizzabile di questa disciplina. I “tanti medici” che praticano l’omeopatia non hanno nulla a che vedere con l’eventuale efficacia di una pratica (altrimenti il fatto che in Italia i cartomanti siano il doppio degli omeopati consentirebbe la lettura dei tarocchi in ospedale) e di prove scientifiche, ovviamente, nemmeno l’ombra.
 
Anche il presunto risparmio dovuto all’uso di omeopatia è fondamentalmente una leggenda pubblicitaria Si vada infine a controllare il sito del NHS (servizio sanitario nazionale inglese), è scritto a chiare lettere: “non c’è nessuna evidenza che l’omeopatia sia efficace in alcuna malattia”. Norme e leggi che regolano l’omeopatia infatti non hanno nulla a che vedere con la sua efficacia. Lo zucchero non è medicina. Punto e non c’è bisogno di convegni al Senato per deciderlo.
 
O forse sì. Ma non per i pazienti né per i consumatori. I convegni dei medici alternativi servono esclusivamente a loro, a rilanciare un campo sul quale avevano investito, a rendere credibili delle superstizioni ed a cercare spazio nell’infinito mercato della salute. A proposito dell’affermazione del sen. Romano secondo il quale “collegare il nostro mondo al paranormale è un’idiozia totale”, vorrei ricordare al collega che per paranormale (cfr. dizionario Treccani) si intende “ciò che non rientra nella normalità, pur non essendo anomalo” ed in questa definizione rientrano perfettamente tutte le medicine alternative, altro che idiozia
 
Non è normale infatti che un medico prescriva granuli di zucchero dicendo che possano curare le malattie, come se di fronte avesse uno stupido ma non è anomalo, la pagnotta dobbiamo portarla a casa tutti. Più paranormale di così…

Salvo Di Grazia

Medico

medbunker.blogspot.it

30 settembre 2016
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