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Infermieri. Gli errori di un contratto frettoloso

01 MAR - Gentile Direttore,
“La fretta è cattiva consigliera” si sa, ed è per questo che il giorno 22 febbraio quando leggevo le dichiarazioni di alcuni sindacati di voler fare una no stop partendo praticamente da zero mi sono preoccupato. La ragione era semplice e l’ho più volte dichiarata “si è voluto fare un contratto politico, per la politica e contro i lavoratori in sciopero”. Ha giovato? Io penso di no. Non ha giovato in termini di consenso né di qualità del testo.
 
Dopo 24 ore di analisi e confronto su una bozza di CCNL, verso le 10 del mattino seguente ci è giunta un’ulteriore bozza rivista con l’aggiunta della nuova parte economica. Questa seconda bozza non è mai stata discussa al tavolo ed è stata modificata all’ultimo per la firma con la presenza del Ministro. Le modifiche sono state espresse a voce senza ci fosse dato un testo davanti. Nella fretta di chiudere chi ha firmato sicuramente era consapevole di cosa aveva firmato (aveva infatti concordato il testo in una trattativa “ristretta”), ma chi, come noi, non ha firmato si è riservato di leggere bene il testo.

 
Da una lettura attenta abbiamo scoperto molti errori materiali che, nella fretta del momento, sono ovviamente e chiaramente desumibili come tali da una semplice lettura del testo.
 
Tuttavia vogliamo segnalare un errore (?) che pensiamo sia più difficile giustificare: si tratta della materia legata all’indennità del rischio radiologico e l’indennità professionale specifica dei tecnici di radiologia medica.
 
Vediamo cosa dice il testo firmato da CGIL, CISL, UIL e FSI:
 
Art. 91 comma 2 (altre indennità professionali specifiche): “ si conferma l’indennità di rischio da radiazioni di cui all’art. 5 del CCNL 20/09/2001, biennio economico 2000-2001.”
 
Art. 93 (decorrenza e disapplicazioni) comma 1: “Con l’entrata in vigore del presente capo ai sensi dell’art. 2, comma 2, del presente CCNL, cessano pertanto di avere efficacia i seguenti articoli:
…. Art. 5 del CCNL 20/09/2001, II biennio economico “Indennità di rischio da radiazioni”.
… art. 7 del CCNL del 5.6.2006 “indennità specifica spettante al personale del ruolo sanitario – profili di infermiere, infermiere pediatrico, assistente sanitario e ostetrica ed ex operatore professionale dirigente – destinatari del passaggio dalla posizione D a Ds”.
 
La prima domanda da farsi è: ma l’art. 5 che definisce l’indennità per il rischio radiologico e i relativi 15 giorni di riposo biologico esiste oppure no? L’articolo è confermato o disapplicato? Se fosse disapplicato il personale non tecnico (infermieri) non solo perderebbe l’indennità di rischio radiologico ma anche i 15 giorni di riposo biologico.
 
A chi dice che è stato firmato un buon contratto va chiesto: ma l’avete letto prima di sottoscriverlo? Un ulteriore punto di perplessità sul nuovo CCNL concerne la disapplicazione dell’art. 7 del CCNL 5.6.2006. Cosa prevede questo articolo? A questo articolo è collegata una tabella C che indica le indennità professionali specifiche. Tutte le indennità citate nella tabella C sono state richiamate negli articoli precedenti il 93 del nuovo CCNL, tutte tranne una: l’indennità di 1.239, 50 euro che spetta al tecnico sanitario di radiologia medica. Questa indennità è da ritenersi vigente alla firma definitiva?
 
Occorre fare qualche correttivo?
Sottolineo solo questi fraintendimenti che possono dare luogo a contenziosi se non si rimedia subito, solo per ribadire che la fretta di voler colpire i lavoratori in sciopero e supportare la politica (il Nursind aveva chiesto di essere riconvocati lunedì 26 febbraio) è stata la base della trattativa che non può che essere fonte di errore dopo 28 ore di contrattazione. In 28 ore non solo hanno svenduto la dignità dei lavoratori del comparto sanità ma hanno firmato senza leggere pur di dare la tanto attesa notizia.
 
La mia speranza è che ci ripensino, che i lavoratori nelle assemblee facciano sentire forte il loro dissenso e che si riapra il tavolo per correggere questi ed altri più gravi errori. Il 12 e 13 aprile, diversamente, saranno due giorni di sciopero di cui la sanità italiana terrà memoria perché, come desumibile anche dai commenti nei social network, la partecipazione prevista sarà alta, tanto alta quanto la rabbia e la contrarietà suscitata da questa ipotesi contrattuale.
 
Andrea Bottega
Segretario nazionale Nursind
 

01 marzo 2018
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