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Aaroi Emac risponde alla lettera sulle criticità dell’emergenza urgenza

20 OTT - Gentile Direttore,
la lettera che un gruppo di Medici Specialisti in Medicina di Emergenza-Urgenza (MEU) sulle criticità in cui versa tale settore è tanto accorata e condivisibile nei principi, quanto incompleta. I Colleghi che ne sono firmatari, però, dovrebbero essere consapevoli di quanto segue.

1) La scuola di specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza è asservita all’Area Medica, mentre la sua collocazione naturale dovrebbe essere l’Area dei Servizi Ospedalieri, trattandosi di una branca che nei suoi veri settori di lavoro dovrebbe affrontare emergenze di ogni genere, da quelle mediche a quelle chirurgiche, traumatiche, ostetriche, rianimatorie.

2) Ai Dipartimenti di Emergenza e Accettazione (DEA) degli Ospedali afferiscono UU. OO. (o spezzoni di esse artificiosamente creati ad hoc) che nulla hanno a che fare né con il PS né con il 118.

3) Tutto questo concorre a far sì che troppi Colleghi in Formazione Specialistica in Medicina d’Emergenza-Urgenza trascorrano il loro tempo troppo spesso in Reparti Ospedalieri (come le Medicine più o meno Generali) che non sono propriamente un alveo particolarmente fecondo di formazione in urgenze ed emergenze, almeno rispetto ai Pronto Soccorso, al 118, oltre che alle UU. OO. di Anestesia e Rianimazione.


4) l’attuale intricata rete di equipollenze e affinità specialistiche, assurda, permette chiaramente il possibile passaggio di un medico specialista in "medicina e chirurgia d'accettazione e d'urgenza", o in una specializzazione equipollente (43 in totale!), una volta assunto in un PS, di migrare verso UU.OO. presso le quali occorre invece la specializzazione in: cardiologia, gastroenterologia, geriatria, malattie dell’apparato respiratorio, medicina interna. L'effetto dei suddetti trasferimenti interni è quello di svuotare i PS riempiendo altre UU.OO., con effetto “resources shift”. Questo fa sì che i PS siano continuamente riempiti con nuovo personale medico, ma di cui poi regolarmente si svuotano.

5) i Colleghi firmatari della lettera asseriscono che “In questi giorni fa molta notizia il fatto che i concorsi per assumere personale all’interno dei DEA e nell’Emergenza Territoriale vadano deserti”, dimenticando però che per anni, invece di concentrarsi sulle necessità assistenziali essenziali per i PS e per i 118, non pochi Paladini della “Medicina d’Urgenza” si siano fatti promotori di iniziative tese ad occupare anche altri settori, tra cui quello di Anestesia e Rianimazione, p. es. con le “OBI” (“Osservazioni brevi Intensive” ad imitazione delle Rianimazioni) e con le “sedazioni procedurali” (termine che in qualche caso maschera procedure tipicamente anestesiologiche), oltre che con la creazione di “Unità Sub-Intensive” di vario genere in Reparti di degenza medica, che di “cure intensive” hanno solo la scritta.
 
Quanto ai fabbisogni di formazione specialistica reclamati dai Colleghi:
a)
siamo con loro nel sostenerne le ragioni, ma a patto che (prima) sparisca ogni possibilità di shift dai PS e dal 118 verso UU.OO. di Area Medica, eliminando qualsivoglia equipollenza o affinità tra la specializzazione in Med. D’Urgenza e tutte le altre, esattamente come nessuna equipollenza o affinità esiste per la specializzazione in Anestesia e Rianimazione;

b) concordiamo, come misura atta esclusivamente a tamponare l’emergenza, sui neolaureati e sui non specialisti nei PS, per gestire i codici minori;

c) concordiamo anche sulla “integrazione dei sistemi di emergenza pre-ospedaliera ed ospedaliera, come previsto dagli standard europei e come già in atto in molti paesi avanzati”, denunciando ancora una volta, ancora da parte nostra, l’attuale asservimento (tranne che in Lombardia), anche per gran parte di origine sindacale, del 118 alla Medicina Generale “di famiglia”: né i 118 né i PS sono uffici di collocamento per la Medicina Generale. Il paradosso, che i Colleghi denunciano “che un medico specialista in Medicina d’Emergenza-Urgenza non abbia i titoli per partecipare ad un concorso per lavorare nell’emergenza territoriale e si veda scavalcato da un Medico di Medicina Generale” è semplicemente scandaloso. La Puglia, solo per fare l’esempio più eclatante, è – almeno finora – il regno di questa assurdità.

Cari Colleghi dell’Emergenza, l’AAROI-EMAC è pronta a farsi portavoce sindacale, a livello nazionale, delle vostre istanze, qualora ne condividiate le precisazioni. Non esiste un’altra O.S. Medica che possa dirlo con altrettanta convinzione, e con la stessa cognizione di causa.
 
Alessandro Vergallo
Presidente Nazionale AAROI-EMAC


20 ottobre 2018
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