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Vaccini obbligatori. Lombardia accetterà a scuola anche bimbi non vaccinati e senza prenotazione. “Ma dovranno adeguarsi in 40 giorni”

La Regione sta per approvare un percorso da fare intraprendere alle famiglie non in regola affinché possano recuperare la mancata vaccinazione o superare gli eventuali dubbi e resistenze attraverso un colloquio personalizzato con gli specialisti dei Centri vaccinali. Se il percorso non si concluderà con la vaccinazione, verrà formalizzata l’inadempienza. La procedura sarà cogente per gli asili nido, le cui regole di accreditamento sono di competenza della Regione.

29 AGO - Consegna del libretto vaccinale comprovante l’effettuazione dei vaccini obbligatori, autocertificazione valida fino al 10 marzo 2018 (che in quella data dovrà essere sostituita dalla documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione), attestato di prenotazione della seduta di vaccinazione, certificato di esonero. Sono queste le possibilità previste dal Decreto Vaccini per l’ammissione a scuola. Ma le famiglie della Lombardia avranno una possibilità in più. La Regione ha infatti deciso di permettere anche ai bambini che non avranno presentato alcuni dei documenti sopra citati di varcare la soglia della scuola, il prossimo 11 settembre. Questo non vuole dire che non dovranno rispettare l’obbligo vaccinale previsto dalla legge, ma avranno un modo in più per farlo.

La Regione ha infatti predisposto una procedura, che verrà approvata dalla Giunta lunedì prossimo, che consentirà anche a coloro che non presenteranno alcuna documentazione entro il 10 settembre, ma che darà anche il via a un percorso di recupero che dovrà portare le famiglie ad effettuare la vaccinazione non fatta per disattenzione o, se necessario, a superare i dubbi e le resistenze sulle vaccinazioni attraverso un colloquio personalizzato con specialisti dei Centri vaccinali. Se il percorso non si concluderà con la vaccinazione, verrà formalizzata l’inadempienza. Lo ha annunciato oggi l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel corso della conferenza stampa organizzata in vista dell’inizio dell’anno scolastico e delle nuove disposizioni in materia di obbligo vaccinale per l’ammissione a scuola.

Il percorso di recupero dovrà durare al massimo 30 giorni, a partire dalla convocazione (entro 10 giorni dall'inizio della scuola), da parte del centro vaccinale dell'Asst, della famiglia segnalata dall’ufficio scolastico per mancata presentazione della documentazione (vedi schema a fondo pagina). Dunque, 40 giorni di tempo, in tutto, dall'inizio dell'anno scolastico.

“La procedura - ha spiegato l’assessore – varrà in maniera cogente per gli asili nido, le cui regole di accreditamento sono di nostra competenza e potrà essere fatta propria da tutte le altre istituzioni o enti che hanno competenza sulle scuole materne. A tal fine, per avviare un percorso di condivisione abbiamo già preso contatti con Anci, Assonidi e Fims e venerdì li incontreremo”.

“Sottolineo inoltre che il modello studiato da Regione Lombardia - ha aggiunto Gallera - è quello che mira a creare il minor disagio alle famiglie. Ricordo infatti che per i genitori dei bambini in regola con le vaccinazioni basta la presentazione dell’autocertificazione a cui si può accedere tramite i siti di Regione o Ats e Asst o direttamente nelle scuole. Pochi secondi con un sistema senza code o disagi”.

“Per coloro non sono in regola e per i quali la legge prevede la ‘formale richiesta di prenotazione alla Asl’ - ha ricordato il titolare regionale della Sanità -  è sufficiente una mail con pec certificata, una raccomandata con ricevuta di ritorno o la richiesta al direttamente al Centro vaccinale. Anche in questo caso pochissimi minuti per essere in regola con le indicazioni ministeriale”.

“Ci siamo orientati su questo modello - ha concluso Gallera – perché è ‘'unico strumento rapido, efficace e sicuro. L'invio delle lettere, infatti, in assenza di un'anagrafe vaccinale nazionale, rischia di essere lacunoso vista la difficoltà di recuperare le certificazioni vaccinali di bambini provenienti da altre regioni o Paesi e noi non volevamo commettere inutili errori o creare inutili allarmismi nelle famiglie, così come già avvenuto in altre Regione”.


29 agosto 2017
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