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Numero unico 112, migliorati i tempi di risposta. Chiamparino e Saitta: “La sicurezza per i cittadini è aumentata”

Il numero unico 112 ha consentito di liberare le centrali operative dalle chiamate inappropriate, permettendo così agli operatori di dedicarsi effettivamente alle emergenze, con un miglioramento del servizio rispetto al passato soprattutto per quanto riguarda i tempi di risposta.

11 FEB - “Il numero unico 112 ha consentito di liberare le centrali operative dalle chiamate inappropriate, permettendo così agli operatori di dedicarsi effettivamente alle emergenze. Come accade quando viene introdotta un'innovazione, ci sono state criticità, ma nel complesso si è verificato un miglioramento del servizio rispetto al passato, una riduzione dei tempi di risposta e la possibilità per chi chiama di essere geolocalizzato. In sostanza, la sicurezza per i cittadini è aumentata”.
 
Lo sottolineano il presidente della Regione Sergio Chiamparino e l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta in una nota, dopo che questa mattina hanno partecipato alla presentazione dei risultati del centralino unico per le emergenze, in occasione della Giornata europea del 112. Presenti nella sede della Regione il prefetto di Torino Claudio Palomba, i vertici regionali e provinciali delle forze dell'ordine e degli enti impegnati nel servizio, gli operatori delle centrali di Grugliasco e Saluzzo e il referente nazionale della commissione ministeriale che sovrintende al 112, Carlo Bui.

 
"Nei primi due anni dalla sua attivazione - spiega la nota -, il 112 ha ricevuto 3 milioni e 239mila telefonate. Il 43% di queste, 1 milione e 392mila, si sono rivelate inappropriate in quanto semplici richieste di informazione o errori di chiamata. La presenza del centralino unico ha consentito di filtrare queste chiamate evitando agli operatori un carico di lavoro inutile. Alle centrali di emergenza ne sono state effettivamente girate 1 milione e 847mila: il 46% all’emergenza sanitaria 118, il 31% ai Carabinieri, il 13% alla Polizia, il 9% ai Vigili del Fuoco, l’1% alla Polizia municipale della Città di Torino.
 
Alla quasi totalità di queste chiamate è stata data risposta immediata. Il tempo di attesa è stato entro i 5 secondi nel 66% dei casi, entro i 10 secondi nell’86%, entro i 20 secondi nel 92%.
 
Per oltre metà delle chiamate (il 56%) l’intero tempo di gestione non ha superato i 45 secondi - prosegue la nota -, mentre nell’86% dei casi è restato entro i 75 secondi.
 
Infine, il dato che meglio attesta il miglioramento avvenuto: prima dell’avvio del centralino unico 112, dal 7 al 9% delle chiamate non riceveva risposta dagli operatori delle rispettive centrali, circa una telefonata su 12. Oggi le mancate risposte rappresentano l’1,8% del totale, una su 55".
 
“Esprimiamo la nostra gratitudine a tutti gli operatori che sono impegnati quotidianamente nelle centrali - aggiungono il presidente Chiamparino e l’assessore Saitta -. Questi risultati sono il frutto del loro lavoro, oltre che il riscontro di come non sempre la rappresentazione che viene fatta dell’attività del centralino unico rispecchi la realtà dei fatti. Si tratta invece di implementare un servizio che si sta dimostrando uno dei modelli pilota in Italia”.
 
"Il coordinatore Bui - si legge nella nota - si è complimentato, in particolare, con la Regione Piemonte per l’applicazione FlagMii, che è stata rafforzata con l’attivazione del 112 e per cui si valuterà l’estensione a livello nazionale. La app si può scaricare gratuitamente sul proprio smartphone e, in caso di emergenza, invia ai soccorritori le coordinate Gps esatte permettendo l’individuazione immediata.
 
Nel caso in cui l’utente non avesse installato l’app sul cellulare, dalla centrale parte automaticamente un sms sul telefono di chi sta chiamando: cliccando il link contenuto vengono ugualmente inviate ai soccorritori le coordinate Gps esatte. In più l’app consente l’apertura di una chat istantanea con un operatore del centralino nel caso in cui chi chiede aiuto sia impossibilitato a parlare. Un supporto che può essere importante - conclude la nota -, ad esempio, per persone con alcune forme di disabilità".

11 febbraio 2019
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