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La mutua aperta a tutti. Sanità integrativa da 25 a 50 euro l'anno. In Liguria si fa. Ecco come

Stiamo parlando di "Mutua Liguria" presentata pochi giorni fa a Genova. “Si concretizza così il rapporto di solidarietà tra lavoro e territorio ed empowerment degli associati. E poi c'è il riconoscimento della Regione”. Parla Grazia Labate, tra i soci fondatori della nuova mutua: "Nasce il secondo pilastro del Ssn"

25 FEB - Pochi giorni fa in un Convegno a Genova è stata presentata la “Mutua Liguria”, un nuovo fondo sanitario mutualistico territoriale integrativo del Ssr. La sua nascita verrà formalizzata il 15 marzo prossimo con la firma dell’atto costitutivo. E’ il secondo esempio in Italia, dopo il fondo sanitario regionale PensPlan del trentino Alto Adige, che consentirà ai cittadini di usufruire di prestazioni sanitarie integrative dei LEA e agli anziani di ricevere più assistenza domiciliare e più Adi.
 
Ma qui, forse, si va anche oltre. Perché questa nuova mutua integrativa territoriale è aperta a tutti. Così abbiamo chiesto a Grazia Labate, professoressa di Economia sanitaria presso l'Università di York in Inghilterra e tra i soci fondatori della “Mutua Liguria”, di spiegarci obiettivi e percorsi di quello che potrebbe essere uno tra i primi esempi di quel famoso “secondo pilastro” del Ssn a livello regionale.
 
Professoressa Labate con questa nuova Mutua possiamo dire che i pregiudizi sulla sanità integrativa iniziano a diradarsi?

Non c’è dubbio che il riconoscimento e la partecipazione da parte della Regione Liguria, che anche attraverso una nuova legge quadro regionale del terzo settore ha riconosciuto anche la mutualità integrativa tra i soggetti titolati a partecipare alle attività di programmazione, rappresenta un successo. Chiaramente il fatto di essere riconosciuta dalla Regione farà sì che la Mutua seguirà gli schemi delle linee guida, i protocolli di qualità e il controllo in merito alle attività integrative.
 
Ma quali sono le principali novità di questa forma di assistenza?
È doveroso fare una premessa. Il Progetto presentato pochi giorni fa ha preso il via lo scorso 25 giugno quando si è costituita a Genova l’Associazione “Per una Mutua ligure” voluta da Legacoop Liguria, Fimiv e Mutua Cesare Pozzo in coerenza con le finalità del Progetto Salute Legacoop.
L’Associazione ha posto quindi tra le sue finalità la creazione a livello locale di un fondo sanitario mutualistico territoriale  integrativo del SSN. A questo punto l’Associazione ha avviato la sua attività in due direzioni tra loro convergenti: individuando e connettendo i principali soggetti erogatori dell’offerta cooperativa (ma non esclusivamente) presente in Liguria in ambito sanitario, socio-sanitario e  socio-assistenziale e  mettendo in relazione la rete dell’offerta così costituita con soggetti portatori di domanda aggregata, a partire dal mutuo soccorso, dalla cooperazione, dalle associazioni.
 
E poi?
Una volta costruita questa rete attraverso una logica di sistema mutualistico mediato (grazie anche al Dl18 ottobre 2012, n. 179 che ha dato la possibilità alle società di mutuo soccorso, per le prestazioni esclusivamente integrative al Ssn, di potersi  iscriversi all’Anagrafe dei fondi sanitari «aperti»), Fimiv ha indicato come gestore tecnico in Liguria, tra le sue associate, la Mutua Cesare Pozzo che, nella Regione, ha sviluppato una consolidata esperienza nella gestione e nella istituzione di fondi sanitari integrativi e gestisce anche il Fondo negoziale di Fincantieri. In ogni caso, desidero precisare come il gestore tecnico, qualunque sia la sua natura giuridica (mutualistica o assicurativa), assolve ad una funzione di servizio che deve adattarsi alle necessità espresse dalla collettività associata nella Mutua servita: esso non è il controllore dei processi né organizzativi né decisionali. Perché, voglio ricordare se ancora non fosse chiaro, che queste mutue non sono orientate al profitto, anzi hanno proprio lo scopo di dotare tutti i cittadini di una capacità negoziale collettiva nel rapporto con l'offerta dei servizi e delle prestazioni in ambito sanitario, sociosanitario e socio-assistenziale, al pari di quanto sta accadendo nella contrattazione del lavoro, e attivare una connessione diretta e dinamica con il territorio, sia rispetto all'individuazione degli effettivi bisogni che vi si manifestano sia rispetto alla valorizzazione degli erogatori dei servizi e delle prestazioni in esso presenti.
 
Ma perché un cittadino dovrebbe aderire a questa Mutua?
Innanzitutto iniziamo col dire che la spesa sanitaria privata (out of pocket) ha raggiunto circa 30 mld di euro, pari a circa il 25% della spesa sanitaria pubblica ed in Liguria rappresenta il 20%. Odontoiatria, non autosufficienza sia temporanea sia di lungo termine sono gli ambiti di maggiore onere per le famiglie sia in termini di spesa sia, per quanto riguarda la non autosufficienza, in termini organizzativi. Ma anche per la specialistica e la diagnostica si configurano criticità nella dilatazione dei tempi di attesa,  negli accessi impropri ai Pronto Soccorso, nell’uso dell’intramoenia, in una considerevole mobilità fuori regione ed infine una consistente spesa per farmaci di 126 euro all’anno a cittadino ligure pagati di tasca propria Inoltre l'aggravio dei costi di compartecipazione richiesti ai cittadini per l'accesso alle prestazioni del Ssn, in taluni casi, comporta valutazioni di mancata convenienza e quindi di preferenzialità verso il privato ma spesso senza nessuna capacità negoziale a meno di non essere iscritto a qualche Fondo chiuso. Ebbene la Mutua Liguria rappresenta invece un modello aperto che nasce tra l’altro nella Regione che ha la percentuale di popolazione anziana più numerosa. E poi, non essendoci alcuna finalità di lucro queste organizzazioni non escludono le persone che presentano maggiori rischi assicurativi, si prestano meno a comportamenti opportunistici, grazie ad alcune loro caratteristiche: la volontarietà dell’adesione e la partecipazione democratica alla gestione.
 
E quali sono gli obiettivi che si prefigge la Mutua?
Li ha ben sintetizzati la presidente dell’Associazione Per una mutua ligure, la Dott.ssa Loredana Vergassola. In primis, dotare l’utenza pagante individuale di capacità negoziale collettiva nel rapporto con l’offerta dei servizi e delle prestazioni in ambito sanitario, socio-sanitario e socio-assistenziale al pari di quanto sta accadendo nella contrattazione del lavoro. Ma non solo, la Mutua vuole conferire in un unico collettore i contributi destinati alla sanità integrativa versati sia dai lavoratori dipendenti (o dalle aziende in loro favore) sia dai singoli cittadini, superando la dicotomia tra fondi aziendali chiusi ed esclusivi e fondi aperti alla società civile e provando a mettere a valore dell’intera collettività anche la negoziazione del lavoro in termini di massa critica. In terza battuta, l’obiettivo è quello di assicurare, nella continuità del rapporto associativo e non limitatamente alla durata del rapporto di lavoro, il mantenimento delle prestazioni integrative nell’arco della vita di ciascuno. E, infine, quello di attivare una connessione diretta e dinamica con il territorio, sia rispetto all’individuazione degli effettivi bisogni sia rispetto ai servizi e alle prestazioni da erogare, mettendo a valore i servizi territoriali nei piani di assistenza. In sostanza solidarietà tra lavoro e territorio ed empowerment degli associati.
 
Ma in sostanza, che piani sanitari propone la Mutua? E a che prezzi?
Innanzitutto si aderisce volontariamente al costo di 2 euro in qualità di socio ordinario persona fisica, sottoscrivendo la domanda di adesione e versando il contributo annuo (fiscalmente detraibile ex D.Lgs. 460/97) relativo al piano di assistenza prescelto. I Piani assistenziali sono due: Il Piano Base A  al costo di 25 euro l’anno, offre prestazioni e trattamenti sanitari  e odontoiatrici a  tariffario agevolato, l’accesso a prestazioni socio-assistenziali e socio-sanitarie organizzate attraverso il sistema Prontoserenità a condizioni agevolate. Ed è compreso il nucleo familiare. Il Piano Base B, invece, oltre alle stesse prestazioni del Piano Base A offre servizi di assistenza medica h24 a seguito di infortuni o malattia attraverso la centrale operativa di IMA Assistance. Anche in questo caso è compreso il nucleo familiare. In questo Piano i costi variano a seconda delle necessità ma in ogni caso non superano i 50 euro l’anno. Ricordo poi che l’adesione ai Piani A o B è aperta individuale oppure può avvenire sulla base di convenzioni collettive che garantiscano un numero minimo di adesioni (50 unità). Inoltre, il socio di Mutua Ligure, anche già aderente ai Piani Base A o B, può decidere di  sottoscrivere uno dei Piani Sanitari di Assistenza concordati da Mutua Ligure con il gestore tecnico. Questi Piani Sanitari erogano rimborsi parziali o totali della spesa sanitaria e socio-sanitaria sostenuta dal socio per sé e per i sui familiari in diversi ambiti quali ad es. Ticket  per diagnostica, specialistica, terapie, anche prevenzione, controllo e pronto soccorso, Ricoveri anche in day surgery (diaria giornaliera); Esami diagnostici strumentali/di laboratorio e Visite specialistiche con modalità di presa in carico diretta o indiretta, in regime di intra moenia o privato; Trattamenti e prestazioni sociosanitarie domiciliari; Cicli di terapie; Odontoiatria (igiene orale e cure); Trasporto sanitario. Ci si avvale degli ambulatori Genova salute nati per iniziativa delle cooperative sociali che hanno costituito a Genova e a Savona la rete sanitaria ambulatoriale di qualità per offrire servizi e prestazioni soprattutto in campo odontoiatrico a tariffe contenute. Infine ci si avvale anche della Fondazione Easy Care soprattutto per i servizi alla persona e alla famiglia.
 
Quali sono i prossimi passi?
Il primo e più importante è la firma dell’Atto costitutivo tra i soci fondatori che avverrà il prossimo 15 marzo, Poi vi sarà l’insediamento del Consiglio di Amministrazione (da 5 a 11 membri di cui un terzo possono essere designati dai soci sostenitori, scegliendoli tra i soci ordinari). In seguito vi sarà l’iscrizione al registro delle imprese secondo le disposizioni di legge e l’Adesione all’Associazione nazionale di settore Fimiv. E, Infine vi sarà l’iscrizione all’Anagrafe nazionale dei Fondi Sanitari Integrativi nella sezione dedicata ai fondi ex art. 51 del Tuir, DPR 917/86. A quel punto la Mutua prenderà il via a tutti gli effetti.
 
Luciano Fassari

25 febbraio 2013
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