Liguria. Legacoop presenta progetto per mutua complementare al Ssn

Liguria. Legacoop presenta progetto per mutua complementare al Ssn

Liguria. Legacoop presenta progetto per mutua complementare al Ssn
L'iniziativa, lanciata assieme alla Fimiv, è stata patrocinata dalla Regione e accolta con soddisfazione dall'assessore alla Sanità, Claudio Montaldo, che ha sottolineato come "potrebbe essere un buon modo per ottenere risparmi". Non si tratterà però di "un elemento sostitutivo del sistema universalistico". 

Mettere a disposizione della popolazione ligure servizi complementari privati a costi ridotti attraverso la costruzione di un sistema mutualistico sociosanitario e socioassistenziale. E’ l’obiettivo del progetto “Welfare di comunità: il modello cooperativo – mutualistico. Costituzione di una Mutua Ligure”, presentato stamane a Genova presso il Teatro della Gioventù e frutto di un’intesa siglata tra Legacoop Liguria e Federazione italiana mutualità integrativa e volontaria (Fimiv) che hanno fondato ad hoc ‘L’associazione per una mutua ligure’.

Alla presentazione del progetto – patrocinato della Regione Liguria – ha partecipato anche l’assessore alla Sanità e vicepresidente regionale Claudio Montaldo che ha sottolineato come l’idea possa rappresentare “una buona soluzione complementare al sistema sanitario pubblico”. Non si tratta però di un elemento “sostitutivo del sistema universalistico”. Una forma di mutualità integrativa “potrebbe anche essere un modo per ottenere alcuni risparmi – ha aggiunto – Si potrebbe quindi partire da alcune prestazioni molto qualificate e specialistiche che fornisce solo il sistema sanitario e provare a vedere se sono possibili forme di compartecipazione”. 

Lo statuto della mutua sarà firmato il prossimo 15 marzo, davanti al notaio, dai soci fondatori: cooperative sociali, mutue, grande distribuzione organizzata, assicurazioni e cooperative di abitazione. “Puntiamo – ha spiegato Sandro Frega, vicepresidente Legacoop Liguria – a creare un meccanismo di rete a prezzi contenuti. Vorremmo partire da una cifra pari a circa 20-25 euro l’anno per famiglia, con riduzioni della somma da versare per le adesioni collettive. L’attuale welfare non garantisce continuità nell’erogazione delle coperture e nei livelli di tutela complementari al servizio pubblico nelle diverse fasi della vita di ciascuno, ma le limita alla durata del rapporto di lavoro”.
 

20 Febbraio 2013

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