Piemonte. Liste d’attesa, Anaao Assomed contro le aperture della Giunta al privato accreditato: “Prima il pubblico”

Piemonte. Liste d’attesa, Anaao Assomed contro le aperture della Giunta al privato accreditato: “Prima il pubblico”

Piemonte. Liste d’attesa, Anaao Assomed contro le aperture della Giunta al privato accreditato: “Prima il pubblico”
Preoccupazione da parte dei medici dirigenti nei confronti della Delibera dregionale che consente a tutto il privato accreditato di prescrivere visite ed esami. “Il rischio di autoinduzione di prescrizioni è troppo alto e provocherebbe un ulteriore aumento delle liste d’attesa. Il deve essere affrontato innanzitutto attraverso nuove assunzioni di medici”.

“Forte preoccupazione” da parte dell’Anaao Assomed Piemonte per la Delibera di Giunta Regionale che consente a tutto il privato accreditato di prescrivere visite ed esami. “Pur ipotizzando un possibile vantaggio per il cittadino”, per l’Anaao Assomed “il rischio di autoinduzione di prescrizioni sia troppo alto e provochi un ulteriore aumento delle liste d’attesa che tanto si vogliono abbattere. Il pericolo che i centri privati convenzionati possano così eccedere in prescrizioni di esami di dubbia appropriatezza, che poi loro stessi erogano al paziente, è talmente evidente che ci stupiamo come possa essere stato ignorato dalla giunta. Sarebbero invece da monitorare i tempari al ribasso cui i medici del privato sono costretti, per garantire sempre più prestazioni”.

Per l’associazione dei medici dirigenti, “se, come dice l’Assessore alla Salute, Antonoi Saitta, la competizione con il privato fa bene al pubblico (ed è da dimostrare) la sostituzione del privato con il pubblico ne decreta la morte”.

Per l’Anaao, “il problema delle liste d’attesa deve essere affrontato innanzitutto attraverso nuove assunzioni di medici”.

Inoltre, “se la Regione Piemonte ha a disposizione 10 milioni di euro da stanziare per la riduzione delle liste d’attesa, questi fondi siano prioritariamente utilizzati per proporre ai medici dipendenti l’attività libero professionale a favore dell’azienda, per aumentarne la relativa remunerazione, per incrementare le ore di attività agli specialisti ambulatoriali. E non utilizzati per aumentare le prestazioni del privato accreditato, come sembrerebbe previsto dalle dichiarazioni regionali. Pare purtroppo necessario ricordare che, se il privato vanta ambulatori aperti il sabato mattina, il pubblico accoglie e cura i pazienti sabato, domenica, a Natale, Ferragosto, di notte. Sempre”.

“La sanità pubblica piemontese – conclude l’Anaao Piemonte – esce da un piano di rientro in cui non sarebbe mai dovuta entrare, poiché il sistema sanitario regionale non era in deficit: i maggiori sacrifici in termini di blocco delle assunzioni e carico di lavoro sono stati pagati in questi anni dai medici del sistema sanitario che ora rischierebbero di vedere i primi finanziamenti disponibili deviati sul privato”.

28 Giugno 2018

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