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Covid 19. La Sardegna stabilisce test negativo obbligatorio per tutti gli ingressi sull’isola

Scatta da oggi la nuova ordinanza del Presidente che prevede ulteriori misure straordinarie e urgenti di contrasto della diffusione epidemiologica da Covid-19. Ganau (Pd): “Si ripropongono test obbligatori all’ingresso già denunciati come anticostituzionali. Sarebbe più utile organizzarsi per consentire l’esecuzione di test rapidi su base volontaria a tutti quelli che arrivano nell’isola”. L'ORDINANZA

14 SET - Dopo il boom dei casi di contagio da Coronavirus verificatosi in Sardegna a partire dal mese di agosto, e l’aumento in questi ultimi giorni anche dei ricoveri dei positivi in ospedale, il Governatore Christian Solinas emana una nuova ordinanza, le cui disposizioni sono applicabili fino al 7 ottobre 2020, salvo proroghe.

Il documento prevede ulteriori misure straordinarie e urgenti di contrasto della diffusione epidemiologica da Covid-19 nel territorio regionale, ed è diretto a regolamentare misure di prevenzione per lo più nell’area dei trasporti, disciplinando quindi le modalità negli spostamenti dei passeggeri.
L’Ordinanza, per citare alcune delle disposizioni più discusse, impone a tutti coloro intenzionati a venire nell’isola in aereo o in nave la registrazione prima dell’imbarco, a prescindere dai luoghi di provenienza e al fine di monitorare gli ingressi e le permanenze su tutto il territorio regionale, utilizzando il modello e le indicazioni precisate nella pagina del sito web della Regione, alla voce “La Regione informa sul nuovo coronavirus”.

Oltre al modulo di registrazione, è richiesta obbligatoriamente la compilazione della scheda di ricerca di possibili pregressi infezione o contatto col Covid-19, che deve essere effettuata nelle 48 ore antecedenti alla partenza.
 
Il nuovo provvedimento impone ancora che tutti i viaggiatori in arrivo in Sardegna debbano sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea che, ai fini dell’imbarco, non può essere uguale o superiore a 37.5°, ed obbliga inoltre alla presentazione, da parte del passeggero, di un certificato di negatività al Covid-19 o all’effettuazione di un test all’arrivo. A tal proposito, Solinas dispone che a partire dalla giornata odierna, 14 settembre 2020, “tutti i passeggeri provenienti dall’estero e/o dal territorio nazionale, sono invitati a presentare, all’atto dell’imbarco, l’esito di un test – sierologico (IgG e IgM) o molecolare (RNA) o Antigenico rapido – eseguito non oltre le 48 ore dalla partenza, che abbiano dato esito negativo per Covid-19”.
 

In alternativa, i passeggeri potranno compilare on line, mediante l’applicazione “Sardegna Sicura”, un’apposita autocertificazione, ai sensi del DPR n. 445/2000, “comprovante di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio regionale, ad un test sierologico, molecolare o antigenico, il cui esito è risultato negativo, avendo cura di indicare obbligatoriamente: a) il tipo di test effettuato e la data di esecuzione; b) il nome della struttura (pubblica, privata o privata accreditata) presso la quale lo stesso test è stato effettuato”.
A coloro infine che sono privi del certificato di negatività al Covid-19, in via transitoria, si consente di sottoporsi entro 48 ore dall’ingresso nell’isola a un test molecolare o antigenico, da effettuarsi presso l’azienda sanitaria locale di riferimento od una struttura privata accreditata. In base all’esito del test è fatto obbligo di osservare l’isolamento domiciliare fiduciario.
 

Sentito da Quotidiano Sanità, il Presidente di Gruppo PD e componente della Commissione Salute e Politiche sociali, Gianfranco Ganau, che già dalle prime indiscrezioni sull’Ordinanza aveva espresso perplessità, commenta: “Con la conferma delle indiscrezioni sulla nuova ordinanza del Presidente Solinas riguardo alla riproposizione di test obbligatori all’ingresso in Sardegna, già denunciati come anticostituzionali dal governo, viene il dubbio sull’effettiva volontà di controllo della diffusione della pandemia. La Regione inoltre non si assume nessun carico, scaricando sui passeggeri l’onere e i costi dell’esame. Credo che piuttosto che continuare senza alcun controllo in ingresso, sarebbe più utile organizzare postazioni nei porti ed aeroporti per consentire l’esecuzione di test rapidi su base volontaria a tutti quelli che arrivano in Sardegna. Esattamente come stanno facendo con successo altre regioni, evitando ulteriori conflitti istituzionali che non servono ai sardi e alla Sardegna”.
 
Elisabetta Caredda

14 settembre 2020
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