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Covid. Brusco aumento contagi in Sardegna. Solinas: “Pronti a stop&go di 15 giorni”

L’appello del Governatore alla popolazione: “Troppi hanno abbassato la guardia e stanno sottovalutando la portata del fenomeno. Se nelle prossime ore i numeri dei ricoveri continueranno a salire, siamo pronti ad intervenire in maniera radicale, ad applicare in Sardegna uno “Stop&Go” di 15 giorni per le principali attività, con chiusura di porti e aeroporti”. Ganau: “Spero proprio che non si arrivi ad attuare le ulteriori restrizioni che rischiano di dare il definitivo colpo di grazia al comparto economico-produttivo già in forte sofferenza”.

21 OTT - Dopo la comunicazione dell’ultimo aggiornamento odierno di altri 167 nuovi casi positivi al Covid e tre decessi, il Presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, volge un ulteriore appello alla responsabilità dei cittadini: “La progressione della curva dei contagi sta registrando una accelerazione che impone ulteriori e tempestive azioni per evitare di compromettere la tenuta del sistema sanitario e la regolare erogazione delle cure. Fino ad ora, grazie all’impegno straordinario del personale ospedaliero, territoriale e amministrativo, l’emergenza è stata governata in modo ordinato ed efficace”.
 
“Oggi, però – dice il Presidente -, siamo dinanzi ad un fatto nuovo: le catene di contagio si moltiplicano esponenzialmente perché troppi hanno abbassato la guardia e stanno sottovalutando la portata del fenomeno tanto che il semplice appello al buon senso ed alla responsabilità nell’osservanza delle buone pratiche, come il distanziamento personale, il divieto di assembramento, l’igiene delle mani e uso della mascherina, sembrano non essere sufficienti”.

 
“Siamo dunque pronti - prosegue il Governatore -, se nelle prossime ore i numeri dei ricoveri continueranno a salire con il trend attuale, ad intervenire in maniera radicale per invertire questa tendenza e tutelare al meglio la salute di tutti i sardi. Ciò significa, d’intesa con il Ministro della Salute e con l’ausilio del nostro Comitato Tecnico Scientifico, applicare in Sardegna uno “Stop&Go” di 15 giorni per le principali attività, con contestuale chiusura di porti e aeroporti per limitare in modo rapido ed incisivo la circolazione delle persone e, con esse, del virus. Naturalmente - conclude Solinas -, appronteremo di pari passo una serie di misure economiche di supporto per sostenere le perdite derivanti dalla sospensione temporanea delle attività”.
 
Si precisa, per completezza dei dati odierni, che sono 6.643 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. Nell’ultimo aggiornamento comunicato dall’Unità di crisi regionale, si sono registrati 167 nuovi casi, di cui 127 rilevati attraverso attività di screening e 40 da sospetto diagnostico. Si sono registrati tre decessi, tre donne, due residenti nella Città Metropolitana di Cagliari, rispettivamente di 81 e 78 anni, e una di 52 residente nel Sud Sardegna. Le vittime sono in tutto 180.
 
In totale sono stati eseguiti 235.250 tamponi con un incremento di 2.223 test rispetto all'ultimo aggiornamento. Sono invece 236 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+10 rispetto al dato di ieri), mentre è di 36 (+2) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 3.539. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 2.618 (+54) pazienti guariti, più altri 34 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 6.643 casi positivi complessivamente accertati, 1.141 (+27) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 977 (+23) nel Sud Sardegna, 528 (+21) a Oristano, 977 (+23) a Nuoro, 3.020 (+73) a Sassari.
 
Sentito da Quotidiano Sanità, il Presidente del Gruppo PD, Gianfranco Ganau, componente della Commissione consiliare Salute e politiche sociali, commenta: “Dopo mesi di sottovalutazione e di sostanziale inerzia, di inascoltate proposte avanzate dall'opposizione, la giunta prende atto della gravità dell'epidemia. Spero proprio che non si arrivi ad attuare le ulteriori restrizioni compresa la ventilata chiusura di porti ed aeroporti che rischiano di dare il definitivo colpo di grazia al comparto economico-produttivo già in forte sofferenza generando un aggravamento della crisi sociale che sarebbe difficilmente sostenibile”.
 
Elisabetta Caredda

21 ottobre 2020
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