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L'appello di società scientifiche e ricercatori per dire no a collaborazioni con industria del tabacco

02 OTT - Diverse Società Scientifiche, singoli ricercatori, Università, associazioni di cittadini e di categoria del settore sanitario hanno sottoscritto un documento per stigmatizzare il "pericolo di ingerenze da parte delle compagnie del tabacco o di suoi rappresentanti in sedi di dibattito scientifico".
 
"Visto l’inconciliabile conflitto tra gli interessi dell’industria e quelli di salute pubblica, è di primaria importanza - si legge nel documento - che gli enti istituzionali, ospedali, università, e società scientifiche italiane non coinvolgano né invitino le compagnie del tabacco a dibattiti medici o congressi scientifici nazionali".
 
"Purtroppo, recentemente, ciò è già accaduto in molteplici occasioni. Addirittura - si legge ancora nel documento - alcune associazioni hanno ricevuto finanziamenti da parte delle compagnie del tabacco, e in particolare di Philip Morris International, per l’organizzazione dei propri convegni. Così facendo, si permette ai produttori di tabacco di guadagnare un ruolo attivo nel dibattito scientifico, e di usare a fini promozionali le sedi tradizionali della lotta contro il fumo. Non si deve dimenticare che l’industria del tabacco continua a vendere prodotti che provocano nel mondo 7 milioni di morti all’anno (più di 70 mila solo in Italia). Con questo comunicato, non si vuole colpevolizzare le società scientifiche e le altre istituzioni che già hanno invitato l’industria del tabacco ai propri congressi, ma si vuole evitare che ciò accada di nuovo".
 
"Seguendo una strategia solo apparentemente paradossale, Philip Morris International - informa ancora il documento - ha recentemente creato Smoke-Free World, una fondazione per rendere, a loro dire, il mondo libero dal fumo, investendo per i prossimi 12 anni quasi un miliardo di dollari da dedicare alla ricerca sul tabacco. L’obiettivo principale di Philip Morris è quello di guadagnare una posizione di interlocutore scientifico o di influencer, diretto ed indiretto, all'interno della comunità scientifica internazionale. Questa ambizione mette a rischio l'integrità della ricerca, e di tutti i ricercatori e le istituzioni coinvolte. Per questa ragione va contrastata con ogni mezzo".
 

Leggi qui il documento integrale e vedi chi lo ha sottoscritto.
 

02 ottobre 2018
© Riproduzione riservata

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