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Sigma-Tau. Annuncio shock: "Cassa integrazione per 1 addetto su 4"


La richiesta è stata ufficializzata dall'azienda farmaceutica di Pomezia alla Regione Lazio. Chiesta la Cigs per 569 dipendenti. "Unico modo per evitare la delocalizzazione della produzione".

30 NOV - La Sigma-Tau Industrie Farmaceutiche Riunite SpA, una delle ultime aziende farmaceutiche di proprietà italiana, fondata da Claudio cavazza, recentemente scomparso, versa in evidenti difficoltà. E' infatti stata avviata la procedura per la messa in Cassa integrazione di 569 dipendenti su un totale di circa 2.400 addetti. In una nota dell'azienda che ha la sede principale a Pomezia in provincia di Roma, si specifica che  sono ste avviate ''le procedure di legge presso la Regione Lazio relative al piano di risanamento, elaborato sulla base di un'approfondita analisi organizzativa ed economico-finanziaria. L'operazione di risanamento si e' resa necessaria per poter attuare un piano di sviluppo e salvaguardare il futuro di Sigma-Tau recuperando efficienza; tutto ciò anche in virtù della forte volontà dell'azienda e degli azionisti di non delocalizzare produzione e ricerca''.
L'azienda, prosegue la nota, si è ''impegnata fino all'ultimo per resistere alle difficolta' del mercato, ma le sfide che attendono l'azienda impongono di non poter piu' rimandare l'avvio di un piano di riorganizzazione, che prevede la richiesta di un periodo di Cigs per 569 dipendenti''.

 
E ancora si ribadisce ''che tale decisione è volta ad evitare un aggravarsi ulteriore della crisi di Sigma-Tau Industrie Farmaceutiche Riunite SpA ed è finalizzata ad ottimizzare le risorse aziendali in vista di un'efficace ed efficiente rifocalizzazione strategica per garantire la crescita e lo sviluppo dell'azienda nel medio-lungo periodo, con l'obiettivo di rimanere un importante punto di riferimento per l'economia dell'area''.
''Altre case farmaceutiche - sottolinea la Sigma Tau - hanno avviato negli ultimi anni processi di riorganizzazione, a causa delle sfavorevoli condizioni determinate dalla diminuzione dei prezzi dei farmaci, dall'ingresso nel mercato dei generici, dalle manovre del Governo e delle Regioni, senza tralasciare gli effetti di una negativa congiuntura economica e finanziaria a livello mondiale''.

30 novembre 2011
© Riproduzione riservata


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