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Ambulanze demedicalizzate. In Toscana si rischia un nuovo “caso Emilia Romagna” 

La battaglia dell’Omceo Bologna contro la delibera della Regione Emilia Romagna sui compiti affidati agli infermieri sulle ambulanze ha raggiunto livelli molto aspri. Ora anche in Toscana i medici si pronunciano contro il progetto della Giunta a favore della demedicalizzazione delle ambulanze e i sindacati minacciano denunce per abusivismo della professione medica. L’Opi Livorno interviene: “Un’assurdità”.

29 NOV - Anche in Toscana il dibattito sul sistema Emergenza Urgenza sta assumendo toni più accesi, tanto da iniziare a richiamare alla memoria cosa accaduto in Emilia Romagna, dove la battaglia dell’Omceo Bologna contro la delibera della Regione Emilia Romagna sui compiti affidati agli infermieri sulle ambulanze ha raggiunto livelli molto aspri al punto da arrivare all’apertura di un procedimento disciplinare da parte dell’Ordine professionale contro l’assessore alla Salute Sergio Venturi, che è anche un medico.

In Toscana i toni non hanno ancora raggiunto questi livelli, ma è netto il NO dei medici al progetto della Giunta regionale per riorganizzare il 118 a favore delle ambulanze con soli infermieri.

“Non può definirsi’“riorganizzazione’ e non è in alcun modo accettabile, la drastica riduzione del personale medico e la sua sostituzione con personale infermieristico. È pleonastico affermare che se è riconosciuta l’esistenza di due professioni, di Medico e di Infermiere, ciò significa che esse non solo hanno compiti e funzioni diverse ma anche, e soprattutto, non sono tra loro in alcun modo intercambiabili” affermava pochi giorni fa in una nota l’Ordine dei medici della Toscana. E ora sembra che anche i sindacati medici si stiano schierando contro la demecalizzazione delle ambulanze, paventando il rischoi di abuso della professione medica da parte degli infermieri e a tale riguardo, minacciano denunce, come riferito dell'Opi Livorno e riportato anche dal Tirreno.


Proprio l’Ordine delle professioni infermieristiche di Livorno è intervuto oggi nel dibattito per invitare gli infermieri a non lasciarsi trascinare nelle polemiche e per definire chiaramente “assurda” l’accusa di abusivismo professionale.

“Il dibattito sul sistema Emergenza Urgenza sta assumendo toni scomposti e chiama ancora una volta in causa gli infermieri, a sproposito. Avevamo scelto la linea del silenzio nella speranza che i fuochi di paglia, di questo si tratta, si spegnessero spontaneamente e le inutili polemiche scemassero come è giusto che sia quando si divulgano informazioni tendenziose”, scrive l’Opi Livorno in una nota.
 
“Con questo intervento - prosegue - ci rivolgiamo in primo luogo ai nostri colleghi che sappiamo messi a dura prova da tanto clamore negativo. Stiamo lavorando continuamente, su più fronti, per tutelare la professionalità del personale infermieristico che si prodiga quotidianamente nell’ambito dell’emergenza. Vi chiediamo di non lasciarvi trascinare in dibattiti sterili perché questo non ci rispecchia. Non perderemo la fiducia del cittadino conquistata con anni di impegno e crescita professionale, come non perderemo la stima di quei tanti medici con cui ogni giorno lavoriamo fianco a fianco, che non ci vedono come un pericolo per la cittadinanza o addirittura per loro stessi. Continueremo a fornire il nostro fondamentale contributo al sistema di emergenza territoriale come facciamo da quando il Legislatore ci ha riconosciuto un ruolo specifico al suo interno”.  
 
“In merito all'assurdità del reato di abuso di professione – evidenzia l’Opi Livorno - è sufficiente evidenziare che, pretestuosamente, si continua a sorvolare il fatto che l'intervento terapeutico, eventualmente messo in atto dall'infermiere, avviene secondo protocolli firmati dai Direttori di centrale 118, diventando di fatto una prescrizione da attuare di fronte a segni e sintomi che l'infermiere è assolutamente in grado gestire perché figura debitamente formata e competente. Questo è il nostro ruolo, riconosciuto dall’ordinamento giuridico, ed è quello che il cittadino si attende dai professionisti infermieri che operano in questo ambito. Non è difficile intuire che qualsiasi riferimento all’abuso di professione medica risulta insensato e privo di ogni fondamento. Certo è che se si continua a scrivere sulle ali della fantasia senza alcun senso di responsabilità nei confronti del cittadino non siamo noi a perdere credibilità”.  
 
“Giova ricordare – sottolinea ancora l’Opi Livorno richiamando a quanto accaduto in Emilia Romagna - l’esito di un simile tentativo portato avanti dall'Ordine dei Medici di Bologna che, alcuni anni fa, con lo stesso accanimento si scagliò contro tali protocolli. Le elucubrazioni avanzate dall’Ordine furono completamente sovvertite da un autorevole parere redatto da medici legali incaricati dalla Regione Emilia Romagna e questa rappresenta, ancora oggi, un’eccellenza tra i 118 regionali proprio grazie al consolidamento delle postazioni infermieristiche”.  
 
Per l’Opi Livorno “si rende necessario evidenziare ulteriormente il paradosso in seno alla professione medica dove da una parte i sindacati paventano denunce per esercizio abusivo di professione e dall’altro le più autorevoli società scientifiche di settore “evidenziano il ruolo strategico rivestito dalla figura Infermieristica nel sistema di Emergenza Territoriale che, nella gran parte dei casi, rappresenta il punto di collegamento per la maggior parte delle postazioni, in costante riferimento con la componente Medica (…) e pongono l’accento sull’importanza dell’intervento infermieristico, anche farmacologico, nelle condizioni cliniche caratterizzate nel migliorare le possibilità di sopravvivenza dei pazienti1”  

“E allora – prosegue l’Ordine degli infermieri  - viene da chiedersi a chi si debba fare riferimento. A coloro che mantengono posizioni precostituite, largamente  superate dall’evoluzione normativa degli ultimi decenni e volte a tutelare esclusivamente gli interessi corporativi o a chi esprime il proprio parere indipendente avendo come riferimento l’appropriatezza degli interventi “erogati in condizioni di assoluta garanzia riguardo all’efficacia, sicurezza, tempestività del trattamento, nonché rispetto della soddisfazione di pazienti”, facendo riferimento alle evidenze scientifiche sintetizzate in numerosi documenti di indirizzo internazionali”.  
 
“L'ordine delle Professioni Infermieristiche di Livorno – conclude la nota - chiede che le sterili polemiche giungano a conclusione nell’interesse vero dei nostri concittadini che non meritano tanta strumentalizzazione e disinformazione. Opi Livorno valuterà attentamente ogni ulteriore tentativo di ledere l'immagine della professione anche sotto il profilo giuridico. A coloro che rivestono ruoli istituzionali e che, con estrema superficialità, in questo periodo, hanno espresso perplessità circa la nostra professionalità abbiamo richiesto un incontro. Siamo certi che ci sarà data al più presto l’occasione per far conoscere meglio ciò che rappresenta la professione infermieristica nell’ambito del sistema sanitario e in particolare nell’Emergenza Territoriale in modo evitare il diffondersi di ulteriori inesattezze. In caso contrario valuteremo le azioni opportune per tutelare la professione anche nei confronti di chi ha precise responsabilità politiche verso tutti i cittadini, compresi gli infermieri”. 
 
L. C.
 
1 Policy Statement. Trattamento farmacologico da parte degli infermieri nell’emergenza territoriale. Approvato nel Consiglio Direttivo Nazionale IRC del 05 novembre 2015. Approvato nel Consiglio Direttivo Nazionale SIMEU del 07 novembre 2015

29 novembre 2018
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