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Veneto. Emotrasfusi. Coletto: “Traditi dallo Stato. Pronti ad anticipare ancora gli indennizzi”

Dal 2012, denuncia l'assessore, il Governo ha interrotto  i pagamenti degli indennizzi. Per permettere ai pazienti di vedersi riconosciuto questo diritto, il Veneto alla Corte dei Conti di poter procedere con l’anticipazione degli indennizzi in sostituzione dello Stato, “come abbiamo fatto nel 2012, 2013, 2014 e per il primo semestre 2015”.

15 DIC - “La Regione del Veneto è talmente convinta della necessità di dare una risposta ai diritti riconosciuti dallo Stato agli emotrasfusi, traditi dal Governo che dal 2012 ha interrotto ogni trasferimento alle Regioni, come invece sarebbe stato suo obbligo sulla base della legge nazionale 210 del 1992, che con lettera formale abbiamo chiesto la collaborazione alla Sezione Regionale di Controllo per il Veneto della Corte dei Conti affinché autorizzi a procedere con l’anticipazione regionale degli indennizzi in sostituzione dello Stato, come abbiamo fatto negli anni 2012, 2013,2014 e per il primo semestre 2015, venendo per questo bacchettati dal ministero dell’Economia e delle Finanze”. Ad annunciarlo, in una nota, è l’Assessore regionale alla Sanità del Veneto Luca Coletto, facendo riferimento ad una lettera inviata dalla Regione alla Corte dei Conti il 10 dicembre scorso, nella quale si ricostruisce la complessa vicenda e si chiede “se si possa procedere analogamente anche per il secondo semestre, in assenza di uno specifico provvedimento normativo”.

“Nonostante le sempre minori risorse dedicate dal Governo alla Sanità – aggiunge Coletto – siamo pronti a fare anche questo sforzo e abbiamo deciso di percorrere la strada più corretta: rivolgerci all’Istituzione di Controllo deputata a valutare la correttezza della spesa, sicuri della sua sensibilità su un tema di così rilevante impatto sociale”.


Ecco, dunque, la ricostruzione della vicenda esposta dall’assessore Coletto:

1) "E' opportuno premettere - esordisce l'assessore - il riferimento alla Legge n. 210/92 Legge 25 Febbraio 1992, n. 210 che dispone 'INDENNIZZO A FAVORE DEI SOGGETTI DANNEGGIATI DA COMPLICANZE DI TIPO IRREVERSIBILE A CAUSA DI VACCINAZIONI OBBLIGATORIE, TRASFUSIONI” e che all’art.8 prevede che:“1. Gli indennizzi previsti dalla presente legge sono corrisposti dal Ministero della Sanità".

2) "Dal 2012 - evidenzia Coletto - lo Stato ha interrotto ogni trasferimento economico alle Regioni per il pagamento di questi indennizzi, di sua competenza come prevede la legge".  

3) "Le note formali da parte della Conferenza delle Regioni (ben sei a partire dal 2 marzo 2012) con le quali si sollecitava il trasferimento delle somme dovute per poterle girare ai pazienti residenti nelle varie Regioni, hanno avuto il silenzio come risposta da parte dei Ministeri competenti", incalza.

4) Per questo, spiega Coletto, "alla luce di questa perdurante inadempienza, la Regione del Veneto aveva deciso, per motivi di solidarietà assistenziale, di corrispondere comunque, con proprie anticipazioni, gli importi 2012, 2013 e 2014 utilizzando il Fondo Sanitario Regionale".

5) "Nonostante la situazione temporanea e i motivi solidaristici -  evidenzia l'assessore -, le anticipazioni del Veneto sono state segnalate come “improprie” dal Tavolo degli Adempimenti sulla spesa sanitaria presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che ha ribadito che questo tipo di spesa non può essere coperto con il Fondo Sanitario".

6) Il Veneto "è stato quindi costretto a sospendere le anticipazioni a partire dall’annualità 2015".

7) Coletto spiega quindi che "per tutto il 2014, come coordinatore degli assessori e a nome di tutte le Regioni, si è “combattuto” senza successo con lo Stato per affermare la necessità di riprendere il finanziamento della legge 210/1992".

8) "L’unico risultato ottenuto - riferisce Coletto - è uno stanziamento per il Veneto, che stiamo utilizzando, di 8 milioni 531 mila euro, che però è utilizzabile solo per il 50% al recupero delle somme anticipate agli emotrasfusi, mentre il restante 50% vincolato al pagamento degli arretrati della rivalutazione dell’indennità integrativa speciale, cancellata dalla legge nazionale 30 luglio 2010 nr. 12 e reintrodotta a seguito di un pronunciamento di incostituzionalità da parte della Consulta (sentenza nr. 293 del 2011)".

15 dicembre 2015
© Riproduzione riservata


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