Aborto negato in Veneto. Denunciò di avere girato 23 ospedali prima di trovarne uno che glielo praticasse. Ma la Regione: “Indagini concluse e le accuse sono risultate false”

Aborto negato in Veneto. Denunciò di avere girato 23 ospedali prima di trovarne uno che glielo praticasse. Ma la Regione: “Indagini concluse e le accuse sono risultate false”

Aborto negato in Veneto. Denunciò di avere girato 23 ospedali prima di trovarne uno che glielo praticasse. Ma la Regione: “Indagini concluse e le accuse sono risultate false”
La Regione Veneto sostiene in una nota che “la verità svelata dai Magistrati è tutt’altra: il 15 dicembre 2015 fu richiesta la prestazione; il 23 dicembre fu fatta la visita; il 12 gennaio fu effettuato l’aborto. Tutto in 28 giorni, abbondantemente entro tutti i limiti di tempo del mondo. Altro che odissea! L’odissea l’hanno vissuta operatori e sanitari sbattuti in prima pagina come dei mostri”.

“Adesso chi restituirà la dignità ai lavoratori della sanità veneta ingiustamente trascinati nel fango? Forse la ‘signora Giulia’? Forse il sindacato, che i lavoratori dovrebbe difendere, e certa politica che cavalcarono senza remore la bufala? Forse tutti i Tg, salotti televisivi e media nazionali che riempirono palinsesti e pagine sullo scandalo del Veneto che negava i diritti delle donne? Sarebbe bello e giusto che arrivassero delle scuse con gli stessi spazi delle ingiuste accuse, ma temo non accadrà. Per fortuna ci ha pensato la Magistratura, che ringrazio, svelando la verità con un lavoro meticoloso e veloce”.
 
Con queste parole l’Assessore regionale alla Sanità del Veneto, Luca Coletto, commenta l’esito finale delle indagini sul presunto caso della signora di Padova che, volendo abortire, avrebbe dovuto peregrinare attraverso 23 ospedali per ottenere la prestazione.
 
“Era tutto falso – incalza Coletto – perché la verità svelata dai Magistrati è tutt’altra: il 15 dicembre 2015 fu richiesta la prestazione; il 23 dicembre fu fatta la visita; il 12 gennaio fu effettuato l’aborto. Tutto in 28 giorni, abbondantemente entro tutti i limiti di tempo del mondo. Altro che odissea! L’odissea l’hanno vissuta operatori e sanitari sbattuti in prima pagina come dei mostri”.

“Questa vicenda – conclude Coletto – lascia comunque una grande amarezza: il dover constatare come la sanità sia sempre di più il terreno di caccia di strumentalizzazioni, perché la salute è un bene delle persone, non uno strumento della politica del disfattismo. Le bugie hanno la lingua lunghissima, ma per fortuna hanno le gambe corte”.

24 Aprile 2017

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