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Manipolate 44mila ricette di medici di famiglia per rientrare nei giusti tempi di attesa. Ma la Ulss 3 Serenissima si difende

L'Azienda esclude che i codici di urgenza possano essere stati “declassati” artificiosamente attraverso il software utilizzato, che nello specifico serviva ad “analizzare accuratamente l’esattezza e l’appropriatezza delle classi di priorità assegnate e ciò sulla base di protocolli scientifici condivisi con i medici”. Confermate, però, alcune “criticità di gestione dei flussi nel sistema”. Avviati procedimenti disciplinari e una denuncia penale contro il Dirigente responsabile.

15 OTT - Per una normalissima visita medica in qualsiasi ospedale pubblico, c’è da aspettare mediamente dai 40 ai 50 giorni. Se invece si opta per il privato, nel giro di 8-10 giorni il problema si risolve. La Regione, in base ad una scala prioritaria, stabilisce dei criteri di attesa per i pazienti: U = Urgente, ovvero da evadere entro poche ore e, quindi, da riservare ai casi gravi in cui vi può essere un reale rischio per il paziente; B = Breve attesa, ovvero si può aspettare fino ad un massimo di 10 giorni; D = Differita, ossia per le prestazioni che possono attendere fino a 30 giorni ed infine P = Programmabile, applicabile a problemi che richiedono approfondimenti che non necessitano tuttavia di risposta in tempi rapidi, anche se le prestazioni sono comunque da garantire entro 60/90 giorni secondo indicazioni del medico. Nella ricetta il medico di famiglia prescrive la classe di priorità, sulla scorta della quale il CUP del nosocomio redige le liste di attesa e deve provvedere ad erogare il servizio.

Cosa è successo nella Ulss 3? Dal 2015 al 2017, la Ex Usl 13 di Mirano che nel 2016, con l’accorpamento delle Ulss provinciali, è stata inglobata nella 3 Serenissima, pare abbia migliorato le proprie liste d’attesa sostituendo, con un software, il codice di priorità indicato dal medico di base per la prescrizione di visite specialistiche e/o esami strumentali, su ben oltre 44.000 ricette. Bastava “declassare” la priorità, ad esempio da prescrizione differita a programmabile, che l’obiettivo delle liste d’attesa era rispettato e non si sforavano i limiti imposti dalla Regione.


“In passato ho denunciato più volte il problema delle liste d'attesa nel pubblico – esordisce Piero Ruzzante, consigliere regionale Liberi e Uguali - che esiste soprattutto in relazione con la sanità a pagamento. Qui però siamo di fronte a qualcosa di più di una carenza organizzativa, c'è l'utilizzo da parte di una Usl di un ‘trucco’ che ha modificato le priorità di decine di migliaia di prestazioni dal 2015: hanno taroccato le ricette dei medici di base, potrebbe essere il più grande scandalo della sanità veneta. Dal Ben ancora al suo posto? Assurdo”.

Gli fa eco Gabriele Scaramuzza, segretario regionale di Articolo UNO Liberi e Uguali Veneto: “Quanto accaduto all'Ulss 3 con la modifica delle priorità per prestazioni mediche a oltre 44.000 persone è semplicemente inaudito. Si sono modificati dati di natura ultrasensibile di cittadini a loro insaputa, solo per rientrare nei tempi delle liste d'attesa e garantire premi di produttività a direttore generale e dirigenti. L'indagine della magistratura deve essere celere e verificare le responsabilità di natura giudiziaria. Ma al di là di quella del tribunale, esiste una responsabilità politica in capo alla Regione e al suo presidente, la sola sospensione del dirigente responsabile per 5 mesi è semplicemente un oltraggio - conclude Scaramuzza - di fronte ad un atto di questa gravità sarebbe più opportuno e giusto prevedere l'immediato commissariamento dell'Ulss 3. Sarebbe il minimo atto di giustizia nei confronti di migliaia di cittadine e cittadini delle aree del miranese e della riviera del Brenta che hanno conosciuto una violazione inaccettabile del diritto fondamentale alla salute sancito nell'art. 32 della Costituzione”.

La Ulss 3 Serenissima fa sapere con un proprio comunicato che “il software non aveva alcuna possibilità di modificare la classe di priorità delle ricette, avendo ben altri ruolo e finalità, cioè quelli di analizzare accuratamente l’esattezza e l’appropriatezza delle classi di priorità assegnate e ciò sulla base di protocolli scientifici condivisi con i medici” ed ancora “la Ulss   Serenissima quando ha potuto accertare alcune criticità di gestione dei flussi nel sistema adottato nell’ambito dell’ex Ulss 13, ha avviato un procedimento di verifica amministrativa che ha poi condotto al procedimento disciplinare del Dirigente responsabile e poi alla denunzia penale”.

Saranno la Guardia di Finanza di Venezia ed i Nas della Marca a condurre l’inchiesta negli stessi confronti delle Ulss 3 Serenissima. Oltre a questi, anche la Corte dei Conti ha aperto un fascicolo.

Endrius Salvalaggio

15 ottobre 2018
© Riproduzione riservata


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