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Medici di famiglia e pediatri. Rivoluzione in Veneto: apertura al privato accreditato e dipendenza per le zone in cui c’è carenza. Via alla sperimentazione con il nuovo Piano Socio Sanitario all’esame del Consiglio regionale

Il nuovo Pssr prevede l’avvio di una sperimentazione per l’apertura ad ambulatori gestiti da privati (con la presenza dei medici) per la gestione delle cronicità. Prevista anche la possibilità di indire bandi per contratti per svolgere le funzioni di MMG o pediatra di base come dipendente del SSR per le zone carenti di personale. Si partirà a Padova, Treviso e Vicenza.

17 DIC - Sta terminando l’iter di approvazione del Piano Socio Sanitario regionale (PSSr) 2019-2023 che è il più importante documento programmatico regionale in materia di sanità e che rappresenta il 70% dell’intero bilancio regionale veneto. E sono molte novità per la Medicina convenzionata e in special modo per i medici di famiglia e per i pediatri. Infatti il piano offre un ventaglio di possibilità sia per la Regione che per i medici coinvolti e porterà a dei cambiamenti che potrebbero essere di portata rivoluzionaria.
 
“Nel nuovo Pssr – fa sapere il Presidente della V Commissione Fabrizio Boron (Lista Zaia Presidente) – si prevede un ventaglio di possibilità, ovvero che la medicina di base possa essere convenzionata, accreditata o medico dipendente; quest’ultima ipotesi, potrebbe andare incontro a quelle zone che nel territorio, per “questioni oggettive”, hanno ancora delle aree scoperte”.
 
La differenza sostanziale tra convenzionato accreditato sta nel fatto che un medico, sia egli pediatra di libera scelta o Medico di Medicina Generale (MMG), se è in regime di convenzione eroga prestazioni in base ad un contratto nazionale dove l’assistito viene preso in carico dal medico; l’accreditamento invece vale per le strutture private che devono essere in possesso di particolari criteri stabiliti a livello regionale ed affianca il sistema sanitario nell’erogazione di prestazioni. Inoltre, per i medici di medicina generale o pediatri dipendenti, ed è una delle possibilità inserita nel nuovo PSSr, si prevede che, nell’eventualità vi fosse la necessità e in base al fabbisogno, la Regione, attraverso le ULSS, formulino dei bandi ai quali potranno accedere sia i liberi professionisti che i dipendenti del SSN, per svolgere le funzioni di MMG o pediatra di base come dipendente del SSR (Servizio Sanitario della Regione). Quest’ultima alternativa sta facendo discutere sia i pediatri che per i medici di base.

 
“Non sappiamo cosa sia stato approvato veramente dalla V commissione Sanità – fa sapere Franco Pisetta, segretario regionale della Fimp, sigla di categoria – e tutto quello che sappiamo, lo stiamo leggendo dai giornali. La Regione Veneto non ci ha mai coinvolti ad alcun tavolo di discussione, ma sentiti solo in una breve audizione in V° Commissione Sanità il 30 luglio 2018”.
 
Altra novità sostanziale di questo nuovo PSSr sono le medicine di gruppo: con delibera 613/2017 il modello di medicine di gruppo integrate viene sorpassato e si ritorna alle semplici medicine di gruppo.
 
In generale  il nuovo PSSr prevede tre differenti accezioni sia per i MMG che per i Pediatri, tra cui:
1.   forme di aggregazione - che coinvolgono medici convenzionati - opportunamente organizzate e dimensionate con riferimento alle specifiche caratteristiche del contesto;
2.   team di assistenza primaria che coinvolgono medici dipendenti del SSN nella gestione dell’assistenza medico-generica, anche in conformità a quanto stabilito dalla Legge n.833/1978;
3.   team di assistenza primaria la cui gestione è affidata ad un soggetto privato accreditato con riferimento ad uno specifico bacino di riferimento (per esempio i pazienti cronici).

A sollevare perplessità a questo disegno di legge è anche il Segretario Fimmg Veneto, Domenico Crisarà: “In Veneto, ogni anno, il medico di famiglia svolge 47 milioni di prestazioni. Secondo la Regione Veneto esiste una struttura pubblica dipendente che sarà in grado di sostenere le stesse prestazioni? Se i MMG dovessero passare alle dipendenze della Regione, il cittadino non potrà più sceglierli e, ci domandiamo, lo stesso cittadino sarà contento di doversi porre al medico di famiglia come porsi ad un medico di un ospedale?”.
 
Bisogna dire che la Regione non impone nulla di immediato, ma si tratta di un possibile cambiamento oggetto di valutazione per un paio d’anni, a partire dal prossimo gennaio.  “Le province capofila per un certo periodo sperimentale – spiega Boron - saranno Padova, Treviso e Vicenza e poi dai risultati che ne avranno si potrà decidere quale strada perseguire”.
 
La Regione, da questo nuovo PPSr, intende offrire più servizi al cittadino, togliere dai Pronto Soccorso i codici bianchi, che molto spesso sono proprio quelli che allungano le liste di attesa e coprire quelle zone montane e/o pedemontane che ancora oggi fanno fatica a prestare servizio. A questo punto bisognerà attendere i risultati delle province capofila per valutare la bontà o meno delle tre opzioni (rectius, convenzionata, accreditata o medico dipendente) e quale tra le tre risulterà più confacente per la Regione e per gli stessi medici, da qui ai prossimi anni.
 
Endrius Salvalaggio

17 dicembre 2018
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