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Veneto. Commissione sanità approva nuova organizzazione degli ospedali. Sì alle schede ospedaliere della Giunta

Tra le novità introdotte, la classificazione di ospedali “Spoke” a Venezia, Chioggia e Villafranca, l’aumento di posti letto di area medica e la riduzione di quelli di area materno infantile e chirurgica, l’inserimento di un reparto di neuropsichiatria infantile in tutte le strutture hub e l’accesso diretto dal Pronto Soccorso al Reparto per psichiatria, pediatria, ostetricia e oculistica.

30 APR - “Con queste schede, la sanità veneta può compiere un nuovo passo avanti di efficienza organizzativa e di erogazione delle cure tarata sulle esigenze, storiche ed emergenti, della popolazione. In commissione è stato fatto un ottimo lavoro, per il quale ringrazio il Presidente Boron e tutti i componenti, di maggioranza e opposizione. Come Giunta, rispetto alla prima stesura, abbiamo accolto numerose richieste emerse dalle consultazioni, dal territorio e dalle indicazioni dei singoli consiglieri, con l’unico limite che non si andasse a stravolgere l’impianto complessivo della nuova programmazione”.
 
È questo il commento dell’assessore alla Sanità della Regione Veneto Manuela Lanzarin in una nota, sull'approvazione, avvenuta poco fa in Quinta Commissione (Sanità) del Consiglio regionale, delle schede ospedaliere derivanti dalle linee indicate dal nuovo Piano Sociosanitario 2019-2023. Nel corso della discussione, l’assessore era affiancata dal Direttore generale regionale Domenico Mantoan.
 
L’intero documento torna ora in Giunta regionale per la conclusione dell’iter e la definitiva approvazione.

 
Illustrando i contenuti principali, l’assessore indica “la classificazione come 'Spoke' degli ospedali di Venezia, Chioggia (VE) e Villafranca (VR) e il ripristino come ospedale 'Spoke a due gambe' dei nosocomi di Montebelluna e Castelfranco (TV). Di rilievo anche il ritorno a Unità Operativa Complessa della Patologia Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliera di Padova e la scheda ‘transitoria’ che, sempre a Padova, fissa servizi, reparti e letti dell’ospedale Sant’Antonio nelle more della realizzazione della nuova infrastrutturazione sanitaria patavina, con la costruzione del nuovo Policlinico Universitario e la destinazione del Giustinianeo a Ospedale al servizio della città”.
 
“Le novità sono anche altre - specifica l’Assessore - come l’assegnazione di posti letto di Chirurgia a Castelfranco; l’aumento dei posti letto, soprattutto di riabilitazione, in varie parti, l’aggiunta di una decina di ulteriori primariati rispetto a quelli previsti nella prima stesura”.
 
“Queste e altre ancora sono le novità di oggi - ha aggiunto Lanzarin - ma sono solo le ultime, perché già nelle schede portate al vaglio della Quinta Commissione ci sono evoluzioni significative, come l’inserimento di un reparto di neuropsichiatria infantile con posti letto e primario in ognuno degli ospedali hub; la conferma di tutti i punti nascita, anche dei tre che non hanno ottenuto la deroga nazionale, proprio in considerazione della necessità di rivedere i parametri nazionali alla luce del calo delle nascite; l’eliminazione delle lungodegenze tradizionali, che determinavano ricoveri lunghi e spesso inappropriati, sostituite progressivamente con reparti di recupero riabilitativo funzionale multidisciplinare, senza alcuna interruzione di servizio nel passaggio tra una forma assistenziale e organizzativa e l’altra. Ci sono, infine, il potenziamento della riabilitazione con l’indicazione di un centro a valenza provinciale in ogni Ullss; e l’accesso diretto dal Pronto Soccorso al Reparto per psichiatria, pediatria, ostetricia e oculistica”.
 
L’Assessore ha anche di nuovo specificato che “il tasso di occupazione dei posti letto è stato monitorato nei singoli ospedali e che, dall’esito delle verifiche e delle necessità terapeutiche emerse, è scaturita la scelta di aumentare i posti letto di area medica, diminuendo quelli di area materno infantile e chirurgica. Una scelta dettata dall’evoluzione della realtà sociale e delle tecnologie interventistiche - ha precisato. Da un lato, infatti, negli anni abbiamo assistito a una progressiva diminuzione delle nascite (aspetto che andrà rivisto nel nuovo Patto Nazionale per la Salute in relazione ai tetti minimi di attività dei centri nascita); dall’altro, le elevate tecnologie chirurgiche, delle quali il Veneto è molto ben dotato, hanno ampiamente ridotto la necessità di ricovero per tutta una serie di interventi che possono essere effettuati con le tecniche mininvasive e in day surgery”.
 
Sulle polemiche relative alla riduzione dei posti letto è intervenuto anche il presidente Luca Zaia in una nota della Regione Veneto: “Se oggi pensiamo che il numero di posti letto sia un elemento qualificante per un ospedale, siamo fuori strada. Noi ospedalizziamo, a parità di patologia, quattro volte meno rispetto alle altre regioni italiane. Questo significa che se in Veneto, per un appendicite, rimani quattro ore in ospedale, in un'altra regione italiana rischi di starci anche per una settimana".
 
"Come li contiamo quei posti letto? Li dobbiamo valutare in base a come si curano i cittadini - ha aggiunto Zaia -. Quando ci accusano di aver tolto posti letto, noi sappiamo spiegare quanto erano occupati quei posti letto. La vera sfida - conclude - sono le alte tecnologie".

"Tra le novità strategiche - conclude la nota -, l’assessore Lanzarin ha indicato anche il potenziamento delle reti cliniche e dei centri di riferimento regionali, che favoriscono la massima diffusione della qualità elevata, e lo sviluppo della centralizzazione di servizi di supporto alle terapie, come il laboratorio di analisi e l’anatomia patologica".

30 aprile 2019
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