Ecco il perché del mio emendamento sull’UOC di Farmacologia clinica

Ecco il perché del mio emendamento sull’UOC di Farmacologia clinica

Ecco il perché del mio emendamento sull’UOC di Farmacologia clinica
L’emendamento da me presentato in sede di Legge di Bilancio, frutto di condivisione dell’importanza della tematica tra le parti coinvolte, nasce dall’esigenza di estendere le stesse opportunità date agli studenti e specializzati in altre discipline della “Farmaceutica”, anche a tanti studenti e specializzati in Farmacologia Clinica, competenti e volenterosi che a pieno diritto possono entrare a far parte del SSN e che tanto apporto possono dare per renderlo migliore. 

Gentile Direttore,
a distanza di alcuni giorni dalle critiche a Lei indirizzate e quindi pubblicate sul suo Quotidiano alla mia proposta di emendamento alla Legge di Bilancio 2021 sull’istituzione UOC di Farmacologia Clinica in via sperimentale, ritengo sia corretto e doveroso da parte mia replicare ai commenti di dissenso ricevuti, che reputo quanto meno riduttivi in quanto non provano nemmeno ad appurare che tale sperimentazione potrebbe rappresentare un valore aggiunto, contribuendo a dare un approccio più corretto al problema “farmaco”, inteso come agente terapeutico efficace, somministrabile al paziente alla dose ottimale ed economicamente efficiente e sostenibile. Questa esigenza sta diventando sempre più indispensabile.

Se, come è stato scritto, “complice” è stata l’emergenza da Covid-19, è perché la diffusione pandemica del virus ha drammaticamente messo in luce l’impotenza della medicina di trovare terapie efficaci per curare le persone contagiate, poiché non esiste nessuna terapia che si sia dimostrata sicuramente efficace nella cura dell’infezione da SARS-CoV-2, dato che si tratta di un’infezione virale e che la fase avanzata di COVID-19 è legata anche alla risposta infiammatoria dell’organismo.

Per questo, è indispensabile e improcrastinabile ogni collaborazione tra tutte le discipline scientifiche che si occupino del “Farmaco”, di cui fa parte integrante la Farmacologia clinica e che, a pieno diritto, deve essere messa al servizio del Sistema Sanitario Nazionale, come strumento di efficacia terapeutica, appropriatezza prescrittiva e contenimento dei costi.
 
Le accuse di “invasione di campo”, sono irricevibili, perché sono un segnale inequivocabile di voler mantenere posizioni di superiorità tra branche della Farmaceutica che invece dovrebbero aspirare, tutte e insieme, alla massima collaborazione per individuare le terapie farmacologiche più efficaci per il benessere del malato.

Nel testo dell’emendamento è infatti esplicitato che “le attività del farmacologo clinico siano svolte in sinergia ed in costante raccordo con il farmacista ospedaliero, contribuendo, d’intesa con i medici specialisti, i medici di medicina generale e i farmacisti ospedalieri e territoriali, alla corretta continuità terapeutica tra ospedale e territorio, supportando il medico di medicina generale nei processi di riconciliazione terapeutica al fine di razionalizzare e ridurre il numero di farmaci per il paziente complesso”.

L’emendamento da me presentato in sede di Legge di Bilancio, frutto di condivisione dell’importanza della tematica tra le parti coinvolte, nasce dall’esigenza di estendere le stesse opportunità date agli studenti e specializzati in altre discipline della “Farmaceutica”, anche a tanti studenti e specializzati in Farmacologia Clinica, competenti e volenterosi che a pieno diritto possono entrare a far parte del SSN e che tanto apporto possono dare per renderlo migliore. 
 
On. Dott.ssa Angela Ianaro
Commissione Affari Sociali e Sanità
Camera dei Deputati
Movimento 5 Stelle

Angela Ianaro

09 Dicembre 2020

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