Hantavirus. L’Oms aggiorna i dati: 11 casi totali e tre decessi. Due nuovi contagi confermati in Francia e Spagna. Il rischio globale resta basso

Hantavirus. L’Oms aggiorna i dati: 11 casi totali e tre decessi. Due nuovi contagi confermati in Francia e Spagna. Il rischio globale resta basso

Hantavirus. L’Oms aggiorna i dati: 11 casi totali e tre decessi. Due nuovi contagi confermati in Francia e Spagna. Il rischio globale resta basso

Due nuovi contagi confermati in Francia e Spagna. Un caso inconclusivo negli Stati Uniti, in attesa di retest. L'ipotesi di lavoro: un'esposizione iniziale a roditori in Argentina, poi la trasmissione interumana a bordo. Le sequenze genetiche sono quasi identiche, a conferma di un singolo evento di spillover zoonotico. Il rischio per la popolazione globale resta basso.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato il terzo aggiornamento sul focolaio di Hantavirus legato alla nave da crociera MV Hondius. Secondo il report del 13 maggio 2026, i casi totali sono saliti a 11, di cui otto confermati, due probabili e un caso ancora inconclusivo (in attesa di ulteriori accertamenti). Tre i decessi registrati, con un tasso di letalità del 27 per cento. Dall’ultimo aggiornamento dell’8 maggio, sono stati segnalati due nuovi casi confermati tra i passeggeri, rispettivamente in Francia e Spagna, e un caso inconclusivo negli Stati Uniti, attualmente asintomatico.

Tutti i casi confermati riguardano passeggeri che si trovavano a bordo della nave. L’ipotesi di lavoro più accreditata, sulla base delle informazioni disponibili, è che il primo caso abbia contratto l’infezione prima di imbarcarsi, attraverso un’esposizione a roditori sulla terraferma. Le indagini sono in corso per chiarire le circostanze e la fonte del focolaio, in collaborazione con le autorità di Argentina e Cile, dove il virus Andes è endemico. Le evidenze attuali, compresa l’analisi preliminare delle sequenze genetiche, suggeriscono una successiva trasmissione interumana a bordo della nave, con sequenze virali quasi identiche tra i diversi pazienti.

Gestione internazionale del focolaio
Il focolaio è gestito attraverso una risposta internazionale coordinata che include indagini epidemiologiche approfondite, isolamento dei casi, evacuazioni mediche, test di laboratorio e tracciamento internazionale dei contatti. I punti focali nazionali del Regolamento Sanitario Internazionale sono stati tutti informati e stanno supportando le attività di contact tracing.

Il 10 maggio la nave è arrivata alle Canarie, dove è iniziato lo sbarco. I passeggeri e la maggior parte dell’equipaggio sono stati rimpatriati verso i rispettivi Paesi di residenza tramite voli non commerciali appositamente organizzati, con il supporto dell’Oms e dei partner. La nave ha lasciato le Canarie l’11 maggio ed è ora diretta nei Paesi Bassi, con 25 membri dell’equipaggio ancora a bordo, assistiti da due operatori sanitari olandesi per il monitoraggio della salute.

I numeri e le caratteristiche del virus
Il quadro epidemiologico complessivo mostra che il tasso di letalità della sindrome cardiopolmonare da Hantavirus può raggiungere il 50 per cento. Non esistono trattamenti specifici autorizzati né vaccini. La gestione clinica si basa su cure di supporto precoce e sul trasferimento immediato in strutture dotate di terapia intensiva. La trasmissione interumana, sebbene limitata, è stata documentata per il virus Andes in contesti di contatto stretto e prolungato, sia in ambito comunitario che, seppur raramente, tra operatori sanitari. La trasmissione appare più probabile nella fase iniziale della malattia.

La valutazione del rischio
L’Oms valida il rischio per la salute pubblica a livello globale come basso, per diverse ragioni. Innanzitutto, il virus Andes ha dimostrato una trasmissione interumana limitata, generalmente confinata a contatti stretti in ambito domestico, e può essere contenuto attraverso l’isolamento precoce dei casi e la gestione dei contatti. Tuttavia, l’ambiente della nave – spazi ristretti, condivisione prolungata degli spazi, interazioni frequenti – ha probabilmente facilitato la trasmissione. In secondo luogo, la malattia può avere un tasso di letalità elevato, fino al 40-50 per cento, soprattutto tra gli anziani e le persone con comorbidità. L’età media dei passeggeri era di 65 anni. Le analisi genetiche preliminari indicano un’elevata similarità tra le sequenze, con non più di una singola differenza nucleotidica per individuo, il che suggerisce che il focolaio sia nato da un singolo evento di spillover zoonotico o da un numero molto limitato di eventi strettamente correlati.

Ulteriori casi potrebbero ancora verificarsi tra le persone esposte prima dell’attuazione delle misure di contenimento. Tuttavia, la risposta in corso – inclusa la quarantena per coloro che hanno lasciato la nave e l’isolamento rapido di eventuali nuovi casi sospetti – dovrebbe limitare il rischio di ulteriore diffusione. Per il pubblico generale, non esposto a bordo o attraverso contatti stretti con casi confermati, la probabilità complessiva di infezione rimane bassa. Le evidenze attuali indicano che la trasmissione avviene attraverso contatti stretti e prolungati e può essere efficacemente limitata con la diagnosi precoce, l’isolamento dei casi e il tracciamento dei contatti.

Le raccomandazioni dell’Oms
L’Oms raccomanda agli Stati coinvolti di continuare il coordinamento e la gestione pubblica relativi alla nave e ai voli interessati, nonché nei Paesi in cui sono presenti o rientreranno casi e contatti. Sulla base del principio di precauzione, ciò include il tracciamento e il monitoraggio dei contatti, l’identificazione e la segnalazione dei casi sospetti, i test di laboratorio, la gestione clinica, le misure di prevenzione e controllo delle infezioni e una comunicazione chiara e trasparente.

Considerato che la massima contagiosità si verifica nella fase iniziale della malattia e che la trasmissione presintomatica non può essere completamente esclusa, l’Oms raccomanda il monitoraggio attivo e la quarantena (a domicilio o in struttura) per i contatti ad alto rischio per 42 giorni dall’ultima esposizione. Non sono invece raccomandati i test di laboratorio di routine per i contatti asintomatici, né la quarantena per i contatti a basso rischio, che dovrebbero invece effettuare un auto-monitoraggio passivo e consultare un medico in caso di sintomi.

L’Oms non raccomanda alcuna restrizione ai viaggi o al commercio al di là della limitazione degli spostamenti dei contatti ad alto rischio identificati.

Giovanni Rodriquez

14 Maggio 2026

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