Pubblico impiego. Ecco la riforma che l’avvicina al lavoro privato. Il testo della delega

Pubblico impiego. Ecco la riforma che l’avvicina al lavoro privato. Il testo della delega

Pubblico impiego. Ecco la riforma che l’avvicina al lavoro privato. Il testo della delega
Il contratto a tempo indeterminato resterà “dominante”, assicura il Governo, ma l’obiettivo è avvicinare le regole del mercato del lavoro pubblico con quelle del lavoro privato. Per la sanità arrivano discipline specifiche di lavoro flessibile. Ecco il testo della bozza di Ddl delega atteso a breve sul tavolo del Cdm.

Avvicinare le regole del mercato del lavoro pubblico con quelle del lavoro privato, prevedendo discipline specifiche di lavoro flessibile per la sanità, ma ribadendo che il lavoro subordinato a tempo indeterminato resterà il “contratto dominante” del lavoro pubblico. È questo l’obiettivo della bozza di disegno di legge delega sul pubblico impiego che dovrebbe essere presto approvata in Consiglio dei Ministri.

Una riforma in cui si prevedono anche nuove forme di partecipazione sindacale ai processi di riorganizzazione e ristrutturazione delle amministrazioni, ma anche più poteri di rappresentanza delle Regioni e degli Enti locali nella contrattazione collettiva. Politica e sindacati saranno però meno influenti sui dirigenti, a cui verranno incrementati poteri e responsabilità, ma contemporaneamente anche i meccanismi di valutazione del loro operato e di trasparenza. E poi, nuove regole sui licenziamenti disciplinari, ma anche una maggiore valorizzazione delle performance e della premialità individuale. E più trasparenza e pubblicità per le pubbliche amministrazioni.

Questo, però, non è che un piccolo accenno dei contenuti del ddl che, in poche pagine e in sette articoli, definisce un folto elenco di principi e obiettivi che intendono rivoluzionare il pubblico impiego. In soli 9 mesi. Questo, infatti, è il tempo che il Governo si è dato per approvare uno o più decreti legislativi per realizzare la riforma, previa intesa in Conferenza Unificata e il parere delle commissioni parlamentari competenti, che avranno però tempo 45 giorni per esprimersi, o il Governo procederà da solo.

Ma ecco cosa prevede in sintesi, articolo per articolo, il ddl delega.

Principi e criteri in materia di mercato del lavoro pubblico
1. Far convergere gli assetti regolativi del lavoro pubblico con quelli del lavoro privato, favorendo l’accesso ai pubblici uffici da parte dei cittadini dell’Unione europea;
2. confermare il lavoro subordinato a tempo indeterminato, quale “contratto dominante”;
3. individuare e disciplinare le tipologie di lavoro flessibile utilizzabili nel settore pubblico per esigenze temporanee o eccezionali;
4. contrastare l’uso improprio e strumentale delle tipologie contrattuali di lavoro flessibile;
5 prevedere discipline specifiche del lavoro flessibile per alcuni settori di attività quali quello della sanità, della ricerca e dell'istruzione scolastica;
6. valorizzare nei concorsi l'esperienza professionale acquisita con rapporto di lavoro flessibile;
7. valorizzare le esigenze di conciliazione della vita lavorativa con la vita familiare;
8. riordinare la disciplina dei licenziamenti per motivi disciplinari, correlandola al rafforzamento dei doveri disciplinari dei dipendenti e dei dirigenti;
9. favorire, anche con misure di semplificazione, la mobilità volontaria e quella guidata dei dipendenti.

Principi e criteri in materia di contrattazione collettiva e di relazioni sindacali
1. Individuare ipotesi di esame congiunto tra pubbliche amministrazioni e organizzazioni sindacali con particolare riferimento ai processi di riorganizzazione e ristrutturazione delle amministrazioni;
2. individuare un numero di comparti che tenga conto delle competenze delle Regioni e degli enti locali, fermi restando per questi ultimi i distinti comparti ed aree ed i relativi comitati di settore, nonché della peculiarità di specifici settori;
3. Rafforzare i poteri di rappresentanza delle Regioni e degli enti locali.

Principi e criteri in materia di disciplina legislativa della misurazione e valutazione della performance, nonché della premialità
1. Assicurare che l’allocazione delle risorse in sede di formazione del bilancio di previsione tenga conto dei risultati conseguiti;
2. riformulare la disciplina della premialità individuale prevedendo meccanismi efficaci atti a premiare il merito individuale e ad assicurare la retribuzione differenziata in relazione ai risultati conseguiti, fermo il divieto di corresponsione di trattamenti uniformi, automatici o a rotazione;
3. snellire gli adempimenti connessi all’attuazione del ciclo di gestione della performance.

Principi e criteri in materia di dirigenza pubblica
1. incrementare i poteri e le responsabilità dei dirigenti, assicurandone l’autonomia rispetto all’organo di indirizzo politico e alle organizzazioni sindacali;
2. promuovere la mobilità, anche intercompartimentale, dei dirigenti;
3. individuare meccanismi volti ad assicurare la selettività delle procedure per il conferimento degli incarichi di dirigente di prima fascia.
4. individuare meccanismi di incentivazione volti a garantire l’attuazione dei principi di economicità ed efficienza nell’organizzazione dell’unità cui è preposto il dirigente;
5. rafforzare i meccanismi di trasparenza e di valorizzazione della parità di genere e rafforzare il raccordo tra conferimento dell’incarico, assegnazione di obiettivi oggettivamente misurabili e rimozione dell’incarico in caso di mancato raggiungimento degli stessi;
6. riformare la disciplina del conferimento degli incarichi dirigenziali al personale esterno per assicurare l’affidamento esclusivamente ai casi di professionalità specifica e di alta qualificazione;
7. attribuire al dirigente i compiti e le responsabilità inerenti alle misure ed ai modelli organizzativi di prevenzione della corruzione, compresi i  meccanismi di rotazione degli incarichi.
8. Prevedere una rigida disciplina delle incompatibilità.

Principi e criteri in materia di riordino delle scuole pubbliche di formazione
1. Razionalizzare le scuole pubbliche di formazione esistenti, anche al  fine di eliminare duplicazioni;
2. individuare forme di razionalizzazione e di coordinamento della formazione permanente e della formazione propedeutica all’ammissione ai concorsi dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche prevedendo che la relativa formazione può svolgersi anche con modalità decentrate e in collaborazione con istituti universitari italiani o stranieri;
4. rivedere la disciplina degli incarichi di docenza per garantire la stabilità del corpo docente e l’eccellenza dell’insegnamento presso le scuole pubbliche di formazione.

Principi e criteri in materia di trasparenza delle amministrazioni
1. Previsione di forme di pubblicità sia in ordine all’uso delle risorse pubbliche, sia in ordine allo svolgimento e ai risultati delle funzioni amministrative;
2. precisazione degli obblighi di pubblicità di dati relativi ai titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale, regionale e locale.
3. ampliamento delle ipotesi di pubblicità mediante pubblicazione sui siti istituzionali di informazioni relative ai titolari degli incarichi dirigenziali nelle pubbliche amministrazioni;
4. previsione della pubblicazione, sui siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni, delle informazioni relative ai procedimenti amministrativi, secondo criteri di facile accessibilità, completezza e semplicità di consultazione;
5. obbligo di pubblicare tutti gli atti, i documenti e le informazioni di cui al presente articolo anche in formato elettronico elaborabile e in formati di dati aperti.
 

05 Giugno 2012

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