Come rilanciare il Ssn in “8 mosse”. La ricetta di Asiquas

Come rilanciare il Ssn in “8 mosse”. La ricetta di Asiquas

Come rilanciare il Ssn in “8 mosse”. La ricetta di Asiquas
Dall’Associazione Italiana per la Qualità della Assistenza Sanitaria e Sociale una serie di proposte per rilanciare il Ssn anche dopo la pandemia. Oltre ad un incremento delle risorse utilizzando tutti gli strumenti a disposizioni promossa la ridefinizione deii modelli regolativi degli ospedali e delle strutture intermedie e delle reti territoriali e la riorganizzazione della formazione in sanità. IL POSITION PAPER

Più risorse anche utilizzando il Mes, sviluppo delle strutture intermedie di assistenza, integrazione ospedale-territorio, riorganizzazione cure primarie, integrazione socio-sanitaria, convergenza di sistemi informativi adeguati e uniformi e garantire l’acquisizione, la produzione e l’autosufficienza per farmaci e tamponi per DPI (dispositivi di protezione individuali). Sono solo alcune delle proposte degli esperti dell’Associazione Italiana per la Qualità della Assistenza Sanitaria e Sociale (Asiquas) per il rilancio della sanità pubblica anche dopo il Covid.
 
Le 8 proposte Asiquas:
1. Adeguatezza delle risorse economiche per il Servizio Sanitario Nazionale anche in base ai bisogni reali di salute della popolazione e all'innovazione tecnologica e, quindi, accedere al MES e al NextGenerationUE come unica e irripetibile occasione di riportare il Sistema Sanitario Italiano agli standard dei principali sistemi sanitari europei;


 


2. Sviluppare e promuovere l’integrazione operativa tra i diversi LEA (ospedaliero, territoriale, prevenzione) e ridefinire i modelli regolativi degli ospedali e delle strutture intermedie e delle reti territoriali;


 


3. Sviluppare le strutture intermedie di assistenza sia “specialistiche” che “generaliste” in un'ottica di filiere assistenziali pubblico/privato con una modellizzazione uniforme tipo quella individuata con il Tavolo Re.Se.T. Ministero/AGENAS/Regioni;


 


4. Riorganizzare i servizi territoriali, le cure primarie, il loro potenziamento e la loro integrazione rafforzando i Distretti anche attraverso la connotazione come Agenzie di “continuità assistenziale”, e sciogliendo in assoluto il nodo “storico” di ruolo e di rapporto con i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali, in una visione unitaria delle cure primarie (verso una medicina di comunità);


 


5. Sviluppare una normativa sull'integrazione sociosanitaria con basi strutturali comuni per tutte le Regioni al fine di superare le “bolle” di iniquità sanitarie e sociali esistenti


 


6. Riorganizzazione dei Corsi di Laurea di Medicina e di specialità, di Scienze Infermieristiche e delle altre professioni sanitarie con migliori approfondimenti ed esperienze di sanità pubblica, degli aspetti relazionali con utenti/pazienti e di intervento sociosanitario;


 


7. Lavorare alla Convergenza di sistemi informativi adeguati e uniformi a livello nazionale con una cabina di regia unica Stato-Regioni per il coordinamento degli interventi;


 


8. Garantire l’acquisizione, la produzione e l’autosufficienza per farmaci e tamponi per DPI (dispositivi di protezione individuali) per operatori sanitari e sociali e per i target a rischio della popolazione per essere pronti per un’eventuale recrudescenza della pandemia.
 
L.F.

L.F.

17 Dicembre 2020

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