Medici precari e in formazione in stato d’agitazione: “Nostro lavoro durante emergenza denigrato”

Medici precari e in formazione in stato d’agitazione: “Nostro lavoro durante emergenza denigrato”

Medici precari e in formazione in stato d’agitazione: “Nostro lavoro durante emergenza denigrato”
L’associazione Chi si cura di te? lancia la protesta: “Per la prima volta il mondo del precariato medico è pronto ad incrociare la braccia per ottenere condizioni di lavoro migliori per i medici precari e in formazione, per poter continuare a svolgere il nostro lavoro per la difesa del diritto alla salute per tutta la popolazione”.

“Ieri sera, in seguito all’assemblea dei camici grigi e dei medici e mediche in formazione, abbiamo proclamato e formalizzato lo stato d'agitazione del precariato medico. Per la prima volta il mondo del precariato medico è pronto ad incrociare la braccia per ottenere condizioni di lavoro migliori per i medici precari e in formazione, per poter continuare a svolgere il nostro lavoro per la difesa del diritto alla salute per tutta la popolazione. I camici grigi e i medici in formazione svolgono un ruolo fondamentale per la tenuta del SSN e, in particolare nell’ultimo anno, il nostro contributo è stato indispensabile per poter far fronte all’emergenza da COVID-19. In cambio, il nostro fondamentale lavoro è stato ripetutamente denigrato e svilito”. È quanto si legge in una nota dell ’associazione Chi si cura di te?.
 
“Le recenti questioni – sottolinea la nota – riguardanti la gestione del concorso per l’accesso alla formazione medica specialistica per il 2020, come anche la decisione di utilizzare specializzandi e specializzande come manodopera a costo nullo per la campagna vaccinale senza nessuna possibilità di interlocuzione, sono solo la punta di un iceberg fatto di precariato, ricattabilità e mancanza di diritti. Non si può più accettare che, come specializzandi e le specializzande lavoriamo con un inquadramento contrattuale di tipo parasubordinato totalmente carente di diritti e tutele. Siamo stanchi di servire come manodopera sempre e comunque disponibile a tutte le condizioni, anche di sfruttamento vero e proprio, con i doveri di chi lavora e gli scarsi diritti di chi studia. Non è più sostenibile che i medici in formazione debbano tacere di fronte a ingiustizie, sfruttamento e soprusi perché non hanno gli strumenti sindacali per far sentire la propria voce. Non possiamo più permetterci una medicina territoriale lasciata a se stessa, tenuta in piedi a fatica da un esercito di precari e precarie sacrificabile in qualsiasi momento”.
 
“Lo sblocco – prosegue l’associazione –  delle assegnazioni alle scuole di specializzazione non cambieranno la situazione. Migliaia di camici grigi, esclusi dalla formazione post laurea, rimarranno costretti nel frammentato mondo del precariato. Chi entrerà in specializzazione si troverà ad affrontare un percorso formativo sempre più subordinato alle esigenze di personale delle aziende ospedaliere. Per questi motivi abbiamo proclamato il primo stato di agitazione dei camici grigi e dei medici e delle mediche in formazione specialistica e generale. Se le interlocuzioni durante la fase di raffreddamento non otterranno esito favorevole, procederemo con lo sciopero dei camici grigi e dei medici e delle mediche in formazione, che avverrà, in ogni caso, nel rispetto del diritto alle cure per i pazienti”.
 
 Queste le richieste rivolte al Ministero della Salute e al Ministero dell’Università e della Ricerca:
 
 -La possibilità di immatricolarsi a distanza in tutti gli atenei;
 
 -Un indennizzo a richiesta per chi dovrà trasferirsi con così poco preavviso;
 
-Risoluzione dell’imbuto formativo con una programmazione basata sui fabbisogni di salute della popolazione e non sulle attuali carenze strutturali o di bilancio, con un rapporto 1:1 tra lauree e contratti di formazione post-laurea;
 
-Ampliamento della rete formativa a strutture anche non universitarie che garantiscano la qualità della formazione;
 
-Un contratto di formazione medica nazionale che riconosca i medici e le mediche in formazione come lavoratori e lavoratrici subordinati, che si incardini nel Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro della dirigenza medica e che preveda una graduale assunzione di competenze, responsabilità e conseguente riconoscimento economico;
 
-La stabilizzazione di quei camici grigi che da anni sorreggono il SSN sul territorio e l’utilizzo ove ciò non sia possibile di forme contrattuali il più possibile tutelanti;
 
 -Una rappresentanza sindacale riconosciuta che sia scelta da noi camici grigi e mediche e medici in formazione e che debba tutelare i nostri interessi ogniqualvolta si prendano decisioni sulle nostre vite, sulla nostra formazione e sul nostro lavoro.

22 Dicembre 2020

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